Se nella prima Direzione nazionale del Pd dopo la vittoria alle elezioni amministrative il segretario dem Enrico Letta ha rivendicato l‘unità del centrosinistra e ribadito come sia necessario “costruire una coalizione di persone, non di sigle“, c’è chi spinge invece i dem verso l’abbraccio con quell’area che va da Italia Viva a pezzi dell’universo moderato. Soprattutto dopo le parole critiche dei ministri di Forza Italia, da Renato Brunetta a Mara Carfagna, contro il sovranismo. “Tentazione ‘modello Ursula‘ o bisogna continuare nell’asse con il M5s? Noi stiamo unendo i riformisti e i progressisti, abbiamo vinto perché abbiamo abbandonato l’idea dell’autosufficienza. Poi mi auguro che ci sia una parte del centrodestra che trovi il coraggio di abbandonare il sovranismo, ma non mi pare, dato che Berlusconi resta legato a Salvini e Meloni“; ha spiegato Francesco Boccia, responsabile enti locali del partito. Lo stesso che sulle aperture sulla creazione di un fronte anti-sovranista da parte di Brunetta, ha tagliato corto: “Lui e gli altri si chiedano cosa fanno nei palchi del centrodestra unito. Certo chi condivide i nostri valori può sostenerci, non c’è un ‘no’ a qualcuno, ma un ‘sì’ a pezzi di società italiana che si considerino alternative a Salvini e Meloni”. Bocciatura netta, invece, sull’ipotesi del presidente azzurro al Quirinale: “È stato uomo di parte, avrà solo i voti della sua parte politica..”. Più aperturista, invece, sull’avvicinamento tra dem e pezzi del centrodestra moderato il sindaco di Firenze, Dario Nardella: “Con Brunetta, Carfagna e altri dialogo e mi ritrovo su tanti punti politici. Lo scenario è nuovo, non si può ragionare con gli schemi di anni fa”, ha concluso

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