Una transizione ecologica e digitale senza impegno dello Stato non si può fare. A dirlo davanti ai senatori a Palazzo Madama è Mario Draghi durante il suo intervento in vista del prossimo Consiglio Ue. “Non ci sono alternative all’intervento dello Stato” per fare le due transizioni, ha sottolineato, annunciando che “l’Ue intende produrre il 20% della produzione mondiale dei semiconduttori entro il 2020”.

Tornando sulla transizione ecologica, il presidente del Consiglio ha continuato: “Vogliamo rispettare gli obiettivi di de-carbonizzazione che ci siamo posti per il 2030-2050 – ha spiegato – Perché la riconversione del nostro sistema economico abbia successo è necessario l’impegno di tutti”. “Dobbiamo portare avanti un’agenda climatica ambiziosa e fare in modo che le nostre scelte siano accettate e condivise in maniera ampia dalla popolazione – ha sottolineato, ricevendo l’applauso dell’Aula – E dimostrare che la transizione ecologica non comporta necessariamente una distruzione di posti di lavoro ma semmai un ampliamento dell’occupazione”.

“Ci sono alcuni dati – ha aggiunto il premier – che cominciano a venire fuori in Paesi che hanno affrontato più rapidamente alcuni passi della transizione e dal punto di vista dell’occupazione per il momento sono incoraggianti. Questo è un punto da tenere presente nella velocità di attuazione di questa agenda climatica”.

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