Nel corso del 2020 e nei primi otto mesi del 2021 sono stati sottratti allo Stato 15 miliardi di euro: nonostante la pandemia, nonostante un Paese che per lunghi periodi ha dovuto chiudere le attività per contenere il contagio, il numero delle truffe nella spesa pubblica resta altissimo. Di più: solo il danno erariale – ovvero quello causato da dipendenti della pubblica amministrazione – arriva a 8 miliardi di euro, più della metà del totale. Se si guarda alle frodi per singole settore, la voce più grossa riguarda gli appalti pubblici: truffati 6 miliardi in 21 mesi, di cui oltre 887 milioni in gare riferite proprio alla spesa sanitaria. Ci sono le truffe nell’ambito del bilancio nazionale e comunitario (un miliardo di euro) e quelle relativi ai fondi strutturali Ue (127 milioni). Senza dimenticare i cosiddetti “furbetti”: i falsi invalidi, gli indebiti percettori di pensione, i finti poveri che incassano bonus o percepiscono il reddito di cittadinanza senza averne alcun titolo.

I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto della Guardia di Finanza su sprechi e truffe nella spesa pubblica, rivelati in anteprima dal Corriere della Sera. Negli ultimi 20 mesi sono stati eseguiti dalle Fiamme Gialle 65.600 interventi complessivi, oltre 12mila fascicoli d’indagine aperte dai magistrati penali e altri 1.700 dalla Corte dei conti. Sono 625 le persone arrestate. Sulla cifra totale di 15 miliardi, come detto, pesano per più della metà le responsabilità della pubblica amministrazione. Inoltre, le tangenti e gli appalti truccati rappresentano più di un terzo dell’ammontare delle truffe.

Con la pandemia in corso, la sanità è stato uno degli ambiti presi di mira: le gare pilotate hanno portato a truffe per 887 milioni. Mai poi ci sono le altre frodi relative alla spesa sanitaria per un ammontare di 158 milioni: sono circa 300 le persone segnalate ai pm, 24 arrestate. Il Corriere segnala inoltre le storie dei medici con il doppio incarico, quindi in servizio negli ospedali e contemporaneamente trovati a svolgere attività privata. Ma anche i 141 camici bianchi denunciati a Roma per aver fatto fare visiti gratuite a 523 persone tra amici e parenti: l’accusa è di aver frodato allo Stato oltre 323 milioni.

Un’altra voce importante riguarda le frodi nel settore della spesa previdenziale e assistenziale: 269 milioni di euro. Si va da chi ha percepito per più di dieci anni le pensioni di persone decedute ai falsi invalidi fino ai furbetti dei bonus. Famiglie che incassavano il buono spesa da 600 euro al mese pur avendo regolari entrate, cittadini che hanno ricevuto il bonus baby sitter o il sostegno al pagamento dell’affitto senza avere i requisiti necessari.

Persone che si sono finte povere e che in alcuni casi hanno percepito anche il reddito di cittadinanza: gli illeciti relativi alla misura introdotta dal primo governo Conte arrivano a un ammontare di 217 milioni (127 milioni indebitamenti percepiti, 90 milioni richiesti ma non ancora riscossi). Il dossier della Finanza, riportato dal Corriere, segnala i casi di soggetti beneficiari che avevano ville, auto di lusso, oppure erano evasori totali, appartenenti ad associazioni criminali e mafiose. Inoltre, anche gli stranieri non in possesso dei requisiti di residenza.

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