“Per l’antisemitismo non c’è posto in Europa”. È questa la posizione della Commissione Ue dopo la vignetta pubblicata dal premier sloveno e presidente di turno del Consiglio dell’Ue, Janez Jansa, che su Twitter aveva diffuso un’immagine con alcuni europarlamentari, tra cui uno deceduto ad aprile, definendoli “burattini di Soros”. L’ha chiarita la portavoce della Commissione, Christian Wigand, durante il briefing con la stampa a Bruxelles: “Rappresenta una minaccia non solo per le comunità ebraiche, ma anche per le società nel loro insieme”. Questa però è solo l’ultima polemica complottista del leader di Lubiana – molto vicino al premier di Budapest Viktor Orbàn – sulla figura del miliardario ungherese di origine ebraica.

Anche se l’esecutivo Ue “non commenta le dichiarazioni”, il portavoce ha sottolineato che “i social media devono essere un posto dove si svolgono dei dibattiti costruttivi e rispettosi e non uno spazio dove lanciare attacchi personali“. La reazione ha seguito di poche ore quella durissima del presidente del Parlamento, David Sassoli, che ha chiesto lo stop immediato alle provocazioni. A lui si sono unite anche le altre autorità di Bruxelles. “I membri del Parlamento europeo dovrebbero essere in grado di svolgere il proprio lavoro liberi da qualsiasi forma di pressione – ha twittato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel – Il rispetto reciproco tra le istituzioni dell’Ue e all’interno del Consiglio europeo è l’unico modo per andare avanti”.

Ieri sera il premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte, ha inviato un messaggio di protesta all’ambasciatore sloveno ad Amsterdam. “Tweet insipido di Janez Jansa sui deputati – ha scritto su Twitter – Lo condanno con la massima fermezza. Il governo ha appena trasmesso questo stesso sentimento all’ambasciatore sloveno all’Aia”. Ha commentato la vicenda l’olandese Sophie in ‘t Veld di Renew Europe, tra gli europarlamentari presi di mira da Jansa e alla guida di una commissione per accertare lo stato di diritto in Slovenia. Nella sua ultima giornata a Lubiana, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Chiunque può scambiarsi delle opinioni sui social media, però chi detiene una posizione di potere o è al governo ha una speciale responsabilità per quanto riguarda il tono del dibattito, per fare in modo che si rafforzino le istituzioni democratiche invece di indebolirle”.

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