Questa volta, forse, un abbraccio a favore di selfie non basterà. E pazienza se il centrodestra dovrà farsi trovare unito in vista dei ballottaggi, a cominciare da Roma, Torino e Trieste. Questo turno elettorale, infatti, rischia di rappresentare una batosta per Matteo Salvini. Il leader della Lega è arrivato al voto scosso dal caso che ha coinvolto Luca Morisi, il suo ormai ex social media manager indagato per cessione di droga. Ma meglio non era andata alla sua rivale interna: Giorgia Meloni, infatti, è ancora oggi impegnata a dribblare le polemiche scoppiate dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Fanpage sulle amministrative Milano, che hanno portato all’autosospensione di Carlo Fidanza, uno dei suoi colonnelli più fidati. Eppure, già dalle prime ore dopo la chiusura dei seggi, le notizie negative erano tutte per il capo del Carroccio. Mentre assistiva alla mezza debacle del centrodestra, che perde male in città importanti come Milano, Napoli e Bologna, insegue a Torino e non riesce a vincere al primo turno a Trieste, Salvini ha assistito a un’emorragia di voti: quasi ovunque, infatti, la Lega ha subito il sorpasso di Fratelli d’Italia. Era nell’aria (e nei sondaggi) da mesi, ora è realtà. E infatti Giorgia Meloni esulta: “Attendiamo i dati definitivi, ma allo stato, Fdi risulta il primo partito a Roma, e in assoluto si afferma come primo partito nel centrodestra“.

La due linee su Draghi al Colle – Dichiarazioni dai toni entusiastici, molto lontane da quelle di Salvini. Per la prima volta, il leader della Lega fa una sorta di mea culpa, anche se prova a nascondersi dietro alla scarsa affluenza: “La maggior parte non ha votato e questa per me e per tutti è un’autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private”. Un mezzo sfogo forse relativo alla questione Morisi, di sicuro legato anche alle tensioni continue con gli alleati. Che sono probabilmente destinate a crescere. Le urne erano chiuse da pochissimo, ma Salvini ha subito messo le mani avanti: “Oggi votavano gli italiani per eleggere i sindaci: se qualcuno usa il voto per abbattere il governo di unità nazionale si sbaglia di grosso. Noi qua stiamo e qua rimaniamo”. Come dire: dopo i risultati di oggi la Lega ha ancora meno voglia di prima di tornare alle urne. Problema: dopo Salvini ha parlato Meloni per dire una cosa completamente diversa. Il leader della Lega vuole lasciare Mario Draghi a Palazzo Chigi, per evitare di dover andare al voto nella primavera del 2022? Per i motivi opposti quella di Fdi si dice disponibilissima a farlo traslocare al Colle: “Il segretario del Pd dice che la destra è battibile. Bene, ora il lancio la sfida a Letta: Fdi è pronta a votare Draghi al Quirinale purchè si vada subito alle elezioni”. Ora: la sfida formalmente sarà a Letta ma sconfessa completamente pure la linea dell’alleato Salvini. Ma andiamo con ordine.

Il tonfo di Milano – Intanto va sottolineato che, complice il risultato complessivamente negativo della coalizione, Fratelli d’Italia non sfonda quasi da nessuna parte. Il record lo incassa a Roma, città della Meloni: con Enrico Michetti al ballottaggio da primo in classifica, Fdi punta a diventare il primo partito della capitale col 17,6%, il triplo della Lega. Va detto che a Roma Fdi va forte da sempre: cinque anni fa, quando Meloni si era candidata sindaca, la lista era al 12%. Nel 2016, invece, la Lega non si era presentata: oggi prende il 6%, con Forza Italia al 3,6%. Se a Roma il centrodestra va bene, e porta il meloniano Michetti al ballottaggio, nella Milano di Salvini è invece un disastro. Maurizio Lupi, uno che ha attraversato un paio di ere politiche, è categorico: “Siamo al più basso risultato del centrodestra a Milano, per tutti i partiti e per tutte le liste”. E infatti il Carroccio prende il 10, con Fdi dietro di qualche decimale. Rispetto a cinque anni fa la Lega ha perso un punto, mentre la Meloni ne guadagna sette: nel 2016 era al 2. A Milano la botta forte l’ha presa Forza Italia che i cinque anni passa dal 20 al 7 percento. Lega e Fdi sono appaiate pure a Torino, intorno ai dieci punti percentuali: ma nel 2016 Salvini pigliava il 5,7, Meloni era poco sopra l’uno.

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Meloni avanti ovunque – A Napoli, invece, la lista della Lega è stata esclusa e Fratelli d’Italia si ferma al 4%: il primo partito, per quello che conta, è Forza Italia col 7. Particolarmente significativi, invece, i risultati di Trieste e Bologna. Nel primo caso, Salvini si era sbilanciato un paio di settimane fa: “A Trieste vinciamo senza ballottaggio“. E invece non solo il berlusconiano Roberto Dipiazza è stato costretto al secondo turno dallo sfidante di centrosinistra Francesco Russo, ma Fratelli d’Italia stacca la Lega di cinque punti: Meloni prende il 15, più del triplo del 4,3 di cinque anni fa. Ancora più clamoroso il dato di Bologna, dove il centrosinistra vince al primo turno ma Fdi prende il 12%, dieci punti in più rispetto al 2% del 2016. E la Lega? Passa dal 10 al 7%. L’impressione è che dove il centrodestra va bene, lo deve spesso al contributo fondamentale di Forza Italia. Un esempio? La stessa Trieste, oppure le regionali in Calabria dove il partito di Silvio Berlusconi è ancora la prima forza della coalizione col 18% (e la civica Forza Azzurri al 6,5%). Anche qui Meloni supera Salvini: Fdi è al 9,4% e la Lega all’8,5. Due anni fa la Lega guidava la coalizione col 12%.

Fdi primo pure ad Arcore – La situazione non cambia negli altri capoluoghi di provincia chiamati al voto. A Novara, la città dell’ex governatore Roberto Cota, il centrodestra vince al primo turno col 70%: Lega e Fdi sono appaiati al 23%. Testa a testa pure a Rimini (13%) e a Ravenna (8) mentre a Grosseto, città dove il sindaco uscente Antonfrancesco Vivarelli Colonna va verso la riconferma al primo turno, Fdi è al 18% e la Lega al 14%. Meloni avanti anche a Pordenone: Alessandro Ciriani va verso la riconferma al primo turno e Fdi prende il 13%, cinque punti in più rispetto alla Lega, superata persino da Forza Italia. Il Carroccio rimane avanti a Savona (è al 10, con Fdi al 7) e a Varese, dove col 14% doppia Fdi. Sarebbe stato grave il contrario essendo Varese la culla della Lega. Col 16% Salvini è davanti a Fdi pure a Busto Arsizio, dove Meloni si ferma al 10 ma ottiene la rielezione del suo uomo Emanuele Antonelli (la cui lista civica prende il 20%). Ma d’altra parte a sto giro Fratelli d’Italia riesce a essere il primo partito persino ad Arcore: un primato che dalle parti del centrodestra è particolarmente evocativo.

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