Torture, abusi su minori, uccisioni di massa. Gli uomini che gestivano Colonia Dignidad, uno dei buchi neri del regime di Augusto Pinochet, in Cile, si sono macchiati di questi crimini e molti altri. Adesso uno di loro, uno dei leader di questo centro di detenzione e tortura della dittatura sudamericana, Reinhard Doring Falkenberg, è stato arrestato a 75 anni mentre si trovava in vacanza a Forte dei Marmi, in Versilia, come riporta oggi Il Manifesto.

Falkenberg è considerato uno dei dieci cileni più pericolosi ricercati dall’Interpol ed è fuggito dal Paese latinoamericano già nel 2005, rifugiandosi in Germania per 15 anni, a Gronau, potendo godere della cittadinanza tedesca. La sua fuga è avvenuta poco prima dell’inizio del processo in cui era imputato per i crimini commessi e che vedeva al centro la scomparsa di un cittadino italiano, Juan Maino Canales.

Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare all’Italia la richiesta d’estradizione da parte del Cile, dato che l’Interpol ha già riferito dell’arresto alla ministra della Corte de Apelaciones di Santiago, Paola Plaza. Una richiesta che, visti i precedenti, dovrebbe trovare riscontro positivo da parte di Roma: nel 2020 l’Italia ha già estradato un altro torturatore della dittatura di Pinochet, Walter Klug Rivera, anche lui rifugiato in Germania. Ma l’avvocato di Falkenberg, Simona Selvanetti, ne chiede il rilascio immediato: “Ho chiesto il rilascio del mio assistito dal regime coercitivo – ha dichiarato – Ci aspettiamo a breve, forse anche domani, un’udienza preliminare dalla Corte di Appello di Firenze nella quale il giudice decida”.

Il 75enne è considerato uno dei leader di Colonia Dignidad, fondata negli anni Sessanta da un gruppo di nazisti scappati dalla Germania e che nel periodo della dittatura militare di Pinochet è diventata un’organizzazione che si è occupata dell’eliminazione sistematica degli oppositori al regime, macchiandosi di soprusi, violenze, stupri e uccisioni di massa.

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