Le promesse di una gestione moderata del potere e della tutela dei diritti umani sono durate meno di ventiquattr’ore: i talebani hanno di nuovo aperto il fuoco contro i manifestanti scesi in strada in diverse città dell’Afghanistan orientale. Ad Asadabad hanno sparato contro la folla che sventolava la bandiera nazionale in occasione dell’anniversario dell’indipendenza: ci sono almeno quattro morti, riferisce Al-Jazeera, oltre a diversi feriti. E il direttore della tv tedesca Deutsche Welle ha confermato che nel Paese sono in atto rastrellamenti di giornalisti: il parente di un collaboratore dell’emittente è stato ucciso. Intanto dalla Turchia il “sultano” Recep Tayyip Erdogan inizia a posizionarsi in vista di future richieste economiche alla Ue per gestire la crisi migratoria ormai inevitabile: “L’Europa non può evitare questo problema chiudendo i suoi confini per garantire la propria sicurezza. La Turchia non ha l’obbligo di essere il deposito dell’Europa per i rifugiati”, ha avvertito. Ben sapendo che i leader dei 27 avranno ancora una volta bisogno del suo aiuto, pagato a caro prezzo a partire dal 2016 per gestire la crisi siriana: il presidente francese Emmanuel Macron due giorni fa ha dichiarato di voler portare avanti un’iniziativa europea volta ad “anticipare” e “proteggere da significativi flussi migratori irregolari” che “alimentano traffici di ogni tipo”. Un progetto che può passare solo attraverso intese con i Paesi di transito.

Pechino: “Talebani più sobri e razionali” – Più passano i giorni, più le parole dei nuovi padroni dell’Afghanistan vengono smentite dalle testimonianze che arrivano dal Paese. Anche a Jalalabad, dove già mercoledì le prime dimostrazioni erano state soffocate nel sangue, i cittadini sono nuovamente scesi in piazza e i talebani hanno sparato ancora. Le proteste però non si placano e oggi qualcuno ha sventolato la bandiera afghana anche a Kabul, celebrando la fine del dominio britannico del 19 agosto 1919 al grido “la nostra bandiera è la nostra identità“. I video girati nella capitale mostrano centinaia di uomini, donne e bambini percorrere le strade, sventolando o vestendo il vessillo nazionale diventato simbolo della sfida ai talebani. Il ministero degli Esteri Cinese, però, parla di “segnali positivi“. Per Pechino, i talebani sono “più sobri e razionali” rispetto a vent’anni fa e la Cina spera che possano costruire “un sistema politico adeguato” e “buone relazioni diplomatiche e commerciali con tutti i Paesi”. D’altra parte è questo il principale interesse di Pechino e di Mosca, che hanno già avviato colloqui sulla costruzione e il rafforzamento di legami economici. Da qui l’avvertimento dell’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell: “Non possiamo lasciare che Cina e Russia prendano il controllo della situazione”. Poche ore dopo è arrivata la replica di Mosca: “Che cerchino di ostacolare la nostra influenza”.

Telefonate di Draghi con Macron e Putin – Al G7 dei ministri degli Esteri di giovedì pomeriggio, Luigi Di Maio ha chiarito la posizione italiana: “Dobbiamo giudicare i talebani dalle loro azioni, non dalle loro parole”, e anche Cina e Russia devono sedersi al tavolo. Negli stessi minuti, il premier italiano Mario Draghi ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron e soprattutto con quellorusso Vladimir Putin sulla questione afghana. In quest’ultima telefonata – recita una nota del Cremlino – “le parti hanno sottolineato l’importanza di prevenire una catastrofe umanitaria” e “sottolineato la necessità di continuare a combattere la diffusione dell’ideologia del terrorismo e la minaccia del traffico di droga“, esprimendosi a favore del “consolidamento degli sforzi internazionali, in particolare nel quadro del G20 che l’Italia presiede, per contribuire a stabilire la pace e la stabilità”.

Le nuove proteste nelle strade – In Afghanistan però la situazione è ancora tutt’altro che stabile: ad Asadabad i talebani hanno sparato sulle persone che manifestavano in occasione dell’anniversario per l’indipendenza del Paese. Un testimone oculare, Mohammed Salim, alla Reuters ha spiegato che ci sono diverse vittime, non è chiaro se colpite dal fuoco dei talebani o per il fuggi fuggi provocato dagli spari. Intanto le tensioni proseguono anche all’aeroporto della capitale, Kabul, dove centinaia di afghani si sono ammassati nella speranza di lasciare il Paese: da domenica ci sono stati almeno 12 morti. Sky News riferisce di madri che per la disperazione “gettano i loro bambini oltre il filo spinato, chiedendo ai soldati di prenderli”, resoconto confermato da alcuni video circolati sui social. Biden ha annunciato che i soldati americani potrebbero rimanere oltre il 31 agosto per garantire le evacuazioni, ma la Bbc scrive che i talebani nel frattempo hanno organizzato checkpoint sulle strade per impedire agli abitanti di Kabul di raggiungere l’aeroporto.

I voli da Kabul a Roma – Intanto, con 12 aerei e 1.500 militari impegnati, prosegue il ponte aereo tra Kabul e Roma per portare in Italia i collaboratori afghani a rischio ritorsioni talebane e i nostri connazionali rimasti nel Paese. Il Boeing KC767 dell’aeronautica proveniente dal Kuwait con 202 afghani evacuati ieri da Kabul è atterrato alle 12.40 all’aeroporto di Fiumicino. Ora per i passeggeri c’è la procedura di profilassi sanitaria anti-Covid. Un nuovo C130 è decollato da Kabul con a bordo 104 cittadini afghani, mentre altri 194 evacuati la scorsa notte arriveranno in nottata in Italia. “Il mio personale ringraziamento va allo straordinario lavoro delle Forze armate italiane che stanno conducendo la complessa e delicata operazione “Aquila Omnia” attraverso la realizzazione di un ponte aereo umanitario. Operando con professionalità e umanità la Difesa in soli 4 giorni è riuscita a evacuare già 600 afghani“, festeggia il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

La situazione umanitaria nel Paese è drammatica. La direttrice del Programma alimentare mondiale in Afghanistan, Mary Ellen McGroarty, ha avvertito che 14 milioni di persone rischiano la fame: il conflitto, la grave siccità e l’impatto socio-economico del Covid-19 hanno reso una situazione già grave una “catastrofe”. Il 40% dei campi coltivati è andato perduto e molti animali sono stati uccisi dalla siccità, mentre centinaia di migliaia di persone sono sfollate a causa dell’avanzata dei talebani.

CRONACA ORA PER ORA

21:13 – Ucciso dai talebani parente di un giornalista che lavora in Germania
Un parente di un giornalista che lavora per Deutsche Welle è stato ucciso dai Talebani in Afghanistan. Lo ha riferito l’emittente tedesca, secondo cui i Talebani sono andati casa per casa nell’Afghanistan occidentale alla ricerca del giornalista, che ora lavora in Germania. Un secondo membro della famiglia è rimasto gravemente ferito nell’attacco, mentre altri parenti dell’uomo sono riusciti a fuggire all’ultimo secondo e sono in fuga. “L’uccisione di un parente stretto di uno dei nostri redattori da parte dei Talebani è incredibilmente tragica e dimostra il grave pericolo in cui si trovano in Afghanistan tutto il nostro staff e le loro famiglie”, ha affermato il direttore dell’emittente, Peter Limbourg. “A quanto pare i Talebani stanno rastrellando i giornalisti a Kabul e anche nelle province – ha aggiunto – Il tempo sta finendo!”.

20:42 – 6mila persone a Kabul in attesa di imbarcarsi per gli Usa
Sono 6.000 le persone attualmente all’aeroporto di Kabul che hanno completato le procedure necessarie e in attesa di imbarcarsi: lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price, aggiungendo che gli Usa hanno “aumentato significativamente” Il numero di cittadini americani, collaboratori locali e richiedenti il visto speciale di immigrazione candidabili alla partenza. Il dipartimento, ha aggiunto, continua inoltre a inviare altri dirigenti consolati per contribuire all’evacuazione, mandando team in Qatar e Kuwait e raddoppiando il loro numero a Kabul entro venerdì.

20:32 – La Commissione stoppa Borrell sui rifugiati
La Commissione europea ha smentito che sia possibile, come aveva ventilato l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell, ricorrere alla direttiva del 2001 sulla protezione temporanea per rispondere alla crisi migratoria in arrivo. La Ue “sta preparando risposte per tutti gli scenari derivanti dalla grave situazione in Afghanistan, sulla base dell’approccio stabilito dal nuovo Patto di migrazione e asilo, e in stretto coordinamento con gli Stati membri. La direttiva sulla protezione temporanea non fa parte di questo nuovo approccio”, fa sapere Bruxelles, “perché la Commissione ha proposto di abrogarla e di sostituirla con un nuovo regolamento meglio concepito per affrontare i flussi di persone, non tutte ammissibili alla protezione internazionale”. Borrell aveva ricordato l’esistenza di quella direttiva mai utilizzata che prevede un meccanismo strutturato per garantire solidarietà ed equilibrio tra gli Stati dell’Unione nell’accoglienza degli sfollati, con trasferimenti” intra-europei, “sulla base di offerte volontarie”. E aveva detto: “Potrebbe essere l’occasione per affrontare la situazione, se ci dovesse essere pressione di una massa di richiedenti asilo su alcuni Stati membri”.

19:57 – Erdogan: “La Turchia non ha l’obbligo di essere il deposito dell’Europa per i rifugiati”
“L’Europa non può evitare questo problema” dei migranti dall’Afghanistan “chiudendo i suoi confini per garantire la propria sicurezza. La Turchia non ha l’obbligo di essere il deposito dell’Europa per i rifugiati”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un discorso alla nazione dopo una riunione del suo gabinetto. “Il nostro obiettivo è prima di tutto la stabilità e la sicurezza” dell’Afghanistan, e, “se ce ne sarà bisogno, incontreremo il governo formato dai Talebani”.

18.47 – I ministri degli Esteri del G7: “I talebani consentano agli afghani di lasciare il Paese”
I talebani devono garantire la sicurezza di chi intende lasciare l’Afghanistan dopo la loro presa di Kabul. Lo sottolineano i ministri degli Esteri del G7 nella dichiarazione finale di un video summit sulla crisi afgana convocato dalla presidenza britannica. Nella dichiarazione, diffusa dal capo del Foreign Office, il segretario agli Esteri del Regno Unito Dominic Raab, i Sette chiedono ai guerriglieri “di garantire il passaggio sicuro ai cittadini stranieri e afghani che vogliono partire”, e sottolineano “l’importanza di una stretta ed efficace cooperazione tra loro (i Paesi membri, ndr) per consentire l’evacuazione”. Inoltre, si legge, i ministri “hanno discusso dell’importanza che la comunità internazionale fornisca rotte di reinsediamento sicure e legali”.

18.23 – Cremlino: “Telefonata Draghi-Putin su lotta al terrorismo e consolidamento sforzi internazionali”
La telefonata fra Mario Draghi e Vladimir Putin di questo pomeriggio è stata incentrata sull’Afghanistan, conferma il Cremlino. “Le parti hanno sottolineato l’importanza di prevenire una catastrofe umanitaria e di garantire la sicurezza degli afghani. Hanno anche sottolineato la necessità di continuare a combattere la diffusione dell’ideologia del terrorismo e la minaccia del traffico di droga provenienti dall’Afghanistan”. Il Presidente russo e il Presidente del Consiglio italiano si sono espressi in favore del “consolidamento degli sforzi internazionali, in particolare nel quadro del G20 che l’Italia presiede, per contribuire a stabilire la pace e la stabilità in Afghanistan”.

18.00 – Identificati i due uomini precipitati dall’aereo Usa
Un giovane medico afghano che si era appena sposato e un adolescente che sognava di viaggiare per il mondo: sono le due persone che in un drammatico video diffuso in tutto il mondo si vedono precipitare dalla carlinga di un aereo militare americano appena decollato dall’aeroporto di Kabul, al quale si erano disperatamente aggrappati. Il medico, Mohammed Vida, 22 anni, da poco aveva trovato lavoro in un ospedale privato, ha raccontato ad al Arabiya il padre in lacrime. Il ragazzo invece aveva 17 anni. Lunedì ha tentato la fortuna e assieme a suo fratello è corso all’aeroporto sperando di salire su uno dei voli stranieri in partenza. Nessuno dei due è tornato a casa.

17.51 – La rete delle agenzie internazionali: “Rimarremo nel Paese”
Le organizzazioni umanitarie internazionali si impegnano a rimanere in Afghanistan e a continuare a fornire assistenza: lo si legge in una dichiarazione dei principali responsabili del comitato permanente interagenzie (fra cui Fao, Unhcr, Oms, Oim, Undp, Infpa, Unicef, Wfp) precisando che gli afghani “hanno bisogno del nostro sostegno ora più che mai”. “Le nostre organizzazioni sono impegnate ad aiutarli e a proteggerli”, recita il documento, chiedendo “ai governi di tenere aperte le frontiere per accogliere i rifugiati afgani che fuggono dalla violenza e dalla persecuzione, e di astenersi dai rimpatri”.

17.26 – Di Maio: “L’Italia prevede di far arrivare a Roma 2500 afghani”
“Con gli ultimi voli atterrati a Roma sono già arrivati in Italia più di 500 afghani, tra ex collaboratori e famiglie. Il nostro piano è trasferire in Italia circa 2.500 afghani che hanno collaborato negli anni con le istituzioni italiane”. Lo ha affermato – a quanto si apprende – il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al G7 straordinario convocato per affrontare l’emergenza in Afghanistan.

17.06 – Di Maio: “Serve G20 ad hoc con Russia, Cina e Turchia”
“L’Italia, come Presidente del G20 e Paese in stretto coordinamento con il G7, ha in programma di convocare una riunione ad hoc a livello di Leader per promuovere una discussione approfondita tra i membri sull’Afghanistan” che “fornirà l’opportunità di ampliare il sostegno a un approccio comune. Il format del G20 ci consentirà di coordinare la nostra posizione con altri importanti partner: Russia, Cina, Turchia”. Così il ministro Luigi Di Maio, secondo quanto si apprende, al G7 esteri.

17.03 – Telefonata Draghi-Putin sulla questione afghana
Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che ha offerto l’occasione per un’analisi articolata della situazione sul terreno in Afghanistan e delle sue implicazioni regionali. Nel corso del colloquio sono stati discussi gli indirizzi che potranno informare l’azione della Comunità internazionale nei diversi contesti diretta a ricostruire la stabilità dell’Afghanistan, a contrastare il terrorismo e i traffici illeciti e a difendere i diritti delle donne. Lo rende noto Palazzo Chigi.

17.02 – Colloquio telefonico tra Draghi e Macron
Nel quadro dei contatti internazionali in corso sulla crisi in Afghanistan, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto stamattina una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Nel corso del colloquio sono state discusse le diverse implicazioni della crisi afghana, comprese la gestione del fenomeno migratorio e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel Paese. Sono stati inoltre discussi gli indirizzi che potranno informare l’azione della Comunità internazionale nei diversi contesti, quali G7 e G20, a favore della stabilità dell’Afghanistan. Lo comunica Palazzo Chigi.

16.43 – Jet Usa sorvolano Kabul per garantire evacuazioni
Jet armati americani stanno sorvolando Kabul per garantire la sicurezza delle operazioni di evacuazione dall’aeroporto: lo ha detto il gen. Hank Taylor, dello Stato maggiore americano.

16.17 – Mosca si offre per portare rifugiati afghani in altri Paesi
“Per prevenire un aggravamento dei problemi umanitari in Afghanistan, siamo pronti a offrire i servizi dell’aviazione civile russa per portare qualsiasi numero di cittadini afgani in qualsiasi Paese che mostri interesse ad accettarli e ospitarli”. Lo ha detto Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, rilanciata dall’account Twitter ufficiale del ministero.

15.52 – Talebani a caccia di collaboratori Usa: il report norvegese
I talebani stanno intensificando la caccia a tutti gli afghani che negli anni hanno lavorato e collaborato con la Nato e le forze statunitensi: è quanto emerge da un rapporto riservato realizzato dal Centro norvegese per le analisi globali, che fornisce informazioni di intelligence alle Nazioni Unite. Secondo quanto riporta la Bbc, che ha visionato il rapporto, i “talebani stanno arrestando e/o minacciando di uccidere o arrestare i membri delle famiglie degli individui presi di mira a meno che (questi) non si arrendano ai talebani”, si legge nel rapporto, secondo cui sono a rischio soprattutto le persone che avevano posizioni nell’esercito, nella polizia e nelle unità investigative.

15.16 – Spari in aria a Kabul per disperdere la folla
Un testimone ha raccontato alla Cnn di manifestanti che a Kabul hanno sfilato davanti ai Talebani al grido di ‘lunga vita all’Afghanistan’. Secondo un altro testimone i Talebani hanno sparato in aria per cercare di disperdere la folla.

14.31 – Almeno quattro morti ad Asadabad
E’ salito ad almeno quattro il bilancio dei morti ad Asadabad – nell’est dell’Afghanistan, vicino al confine con il Pakistan – dove i talebani hanno sparato questa mattina contro la gente durante le celebrazioni annuali dell’indipendenza del Paese. Lo riporta il quotidiano online The National. Non è chiaro ancora se i decessi siano stati provocati dai proiettili dei fondamentalisti o dal fuggi fuggi causato dagli spari.

14.23 – Anche nella capitale Kabul qualche protesta
A Kabul ci sono state “proteste isolate” di persone che hanno sventolato la bandiera afghana, contrapposta a quella dei Talebani, ‘nuovi padroni’ dell’Afghanistan. Lo riporta la corrispondente di al-Jazeera nella capitale afghana, dopo la resa di domenica agli ‘eredi’ del movimento fondato dal mullah Omar. La tv riferisce di afghani, donne comprese, che sfilano nelle strade presidiate dai Talebani sotto lo slogan “la nostra bandiera è la nostra identità”. Secondo il sito di notizie Khaama Press sarebbero “centinaia” nella capitale le persone, donne comprese, scese in strada con la bandiera afghana. Oggi ricorre l’anniversario dell’indipendenza afghana dai britannici.

13.16 – Spari dei talebani anche a Jalalabad: almeno due feriti
Almeno due persone, un uomo e un ragazzo, sono rimaste ferite oggi a Jalalabad (est dell’Afghanistan) quando i talebani hanno sparato sulla folla che sventolava la bandiera nazionale in occasione delle celebrazioni dell’indipendenza del Paese. Lo riporta Al-Jazeera, riferendo inoltre che a Khost (sud) i fondamentalisti hanno imposto il coprifuoco per impedire alla popolazione di protestare contro di loro.

13.05 – Al-Jazeera: “Almeno due persone uccise ad Asadabad”
Almeno due persone sono rimaste uccise dopo che combattenti talebani avrebbero aperto il fuoco contro una folla in strada ad Asadabad, nella provincia afghana di Kunar, nel giorno dell’anniversario dell’indipendenza afghana dai britannici. Lo riferisce Al-Jazeera che cita testimoni secondo cui altre otto persone sono rimaste ferite. Stando alle testimonianze riportate, i talebani avrebbero aperto il fuoco dopo un attacco con un coltello contro uno dei loro combattenti.

12.58 – Mosca replica a Borrell: “L’Ue provi a ostacolare nostra influenza”
La dichiarazione del capo della politica estera dell’Ue Josep Borrell, che ha detto che l’Ue non dovrebbe permettere a Russia e Cina di influenzare l’Afghanistan, è “sorprendente”. Lo ha detto il vice ministro degli esteri russo Alexander Grushko. “Questa è l’ennesima dimostrazione di ‘realismo’ nella valutazione degli eventi in corso”, ha aggiunto. Commentando l’osservazione di Borrell che l’Unione Europea non dovrebbe permettere alla Russia e alla Cina di influenzare l’Afghanistan, Grushko ha detto: “Che cerchino di ostacolarlo”. Lo riporta Interfax.

12.43 – I 202 afghani evacuati da Kabul sono atterrati a Fiumicino
Il Boeing KC767 dell’Aeronautica Militare proveniente dal Kuwait con 202 afghani evacuati ieri da Kabul con due C130, è atterrato alle 12.40 all’aeroporto di Fiumicino. Subito dopo lo sbarco avrà inizio per tutti la procedura di profilassi sanitaria anti Covid che si svolgerà all’interno del Terminal 5, decentrato rispetto alle altre aerostazioni e sorvegliato dalle forze dell’ordine.

12.26 – Finora evacuate oltre 8.500 persone da Kabul
Oltre 8.500 persone sono state evacuate dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto di Kabul da domenica scorsa, giorno in cui i talebani hanno preso il controllo del Paese: lo riporta la Bbc sul suo sito. Finora, gli Stati Uniti hanno trasportato il maggior numero di persone: oltre 5.200, di cui 2.000 nelle ultime 24 ore. Seguono il Regno Unito con 1.200 persone (inclusi cittadini afghani) e la Germania con 900 persone (inclusi 100 afghani).

12.07 – Cina: i talebani sono “più sobri e razionali”
I talebani sono “più sobri e razionali” rispetto all’ultima volta in cui sono saliti al potere in Afghanistan e la Cina spera che diano seguito al “loro atteggiamento positivo” costruendo “un sistema politico adeguato” alla situazione. La portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, nella conferenza stampa quotidiana, ha osservato che “alcune persone hanno ripetutamente sottolineato la loro sfiducia nei confronti dei talebani, ma quello che voglio dire qui è che nulla al mondo può stare fermo”. A tal proposito, ha notato Hua, “preferisco guardare le cose dialetticamente, vedere il passato e il presente, le parole e le azioni”.

11.49 – Nuove proteste ad Asadabad: i talebani sparano, “ci sono morti”
Numerose persone sono morte oggi nella città afgana di Asadabad (est) quando i talebani hanno sparato sulla gente che sventolava la bandiera nazionale durante le manifestazioni annuali dell’indipendenza del Paese: lo riporta l’agenzia di stampa Reuters sul proprio sito citando un testimone oculare, Mohammed Salim. Non è chiaro, secondo il testimone, se le vittime siano state colpite dal fuoco dei talebani o siano morte in seguito al fuggi fuggi provocato dagli spari. L’episodio segue l’uccisione di tre persone ieri da parte dei fondamentalisti a Jalalabad, un centinaio di chilometri a sud di Asadabad, in simili circostanze.

11.33 – L’inviata Cnn: “Talebani ci hanno quasi aggredito”
Un membro della troupe televisiva dell’emittente americana Cnn a Kabul ha rischiato di essere aggredito da due combattenti talebani mentre il team stava seguendo le scene tumultuose davanti all’aeroporto della capitale. A raccontare l’episodio è stata la corrispondente internazionale del network, Clarissa Ward. “Ho coperto ogni sorta di folle situazione. Questa è stata un caos. Questa era pazzesca”, ha detto concludendo che la situazione è “molto rischiosa, è molto pericolosa. È completamente imprevedibile. Per me, è un miracolo che un maggior numero di persone non siano state gravemente ferite”.

10.57 – Appello Emergency: “Non abbassate attenzione mediatica”
“Chiediamo di non abbassare l’attenzione mediatica, è importante mantenere alta l’attenzione non solo in questo momento, ma per un lungo periodo. Perché un calo dell’attenzione potrebbe essere rischioso per la popolazione”. Lo ha detto Alberto Zanin, coordinatore medico dell’ospedale di Emergency di Kabul nel punto stampa organizzato dalla capitale afghana.

10.41 – Per la Cina da Talebani “segnali positivi”
La Cina parla di “segnali positivi” arrivati negli ultimi giorni dai Talebani, ‘nuovi padroni dell’Afghanistan. “I leader dei Talebani hanno inviato segnali positivi al mondo affermando che affronteranno i problemi della popolazione e risponderanno ai suoi desideri”, si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pechino. Il comunicato fa riferimento anche alle promesse riguardo “la sicurezza delle ambasciate”, le relazioni con “tutti i Paesi”, la sicurezza del territorio. Wang auspica che “questi impegni si traducano in politiche e azioni concrete”.

10.15 – Talebani: “Vogliamo buone relazioni con tutti i Paesi”
“L’Emirato Islamico vuole buone relazioni diplomatiche e commerciali con tutti i Paesi. Non abbiamo parlato di commercio con nessun Paese e respingiamo le voci non vere”. Così in un tweet il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid.

09.53 – Borrell (Ue): “Non possiamo lasciare il controllo a Cina e Russia”
“Non possiamo lasciare che Cina e Russia prendano il controllo della situazione” in Afghanistan e “lasciare il sostegno a Kabul e andarcene. Possiamo essere rilevanti”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell in un’audizione straordinaria al Parlamento europeo, parlando del posizionamento dell’Unione europea nel nuovo scenario.

09.44 – Borrell (Ue): “Parole Biden discutibili. Abbiamo fallito nella missione di costruire uno Stato”
“Quello che è accaduto in Afghanistan solleva molte questioni sull’impegno occidentale, e su quanto siamo stati in grado di raggiungere. Il primo obiettivo era combattere Al Qaeda”. Il presidente Biden ha detto che costruire uno Stato non è mai stato un obiettivo, ma “questo è discutibile. Abbiamo fatto molto per costruire uno Stato che potesse garantire lo stato di diritto ed il rispetto delle libertà fondamentali. Siamo riusciti nella prima parte. Abbiamo fallito nella seconda missione. Anche se c’è da chiedersi se fosse una missione”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, in un’audizione straordinaria all’Eurocamera.

09.23 – Colloquio Di Maio-Blinken: possibili voli congiunti per evacuazione
A quanto si apprende il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nella notte, ha sentito telefonicamente il segretario di Stato Usa Anthony Blinken per fare il punto sulla situazione in Afghanistan. Di Maio durante il colloquio ha ribadito l’importanza di agire con la massima unità, mettendo al primo posto il rispetto e la tutela dei diritti umani. Per quanto riguarda le operazioni di evacuazione da Kabul, Italia e Usa agiranno in stretto coordinamento, con la possibilità di condividere voli congiunti per l’evacuazione.

09.02 – Bbc: “Checkpoint dei talebani, impediscono ad afghani di raggiungere l’aeroporto”
Checkpoint dei talebani impediscono agli afgani di raggiungere l’aeroporto di Kabul. Lo riferisce la Bbc spiegando che circa 4.500 soldati statunitensi controllano l’aeroporto ma tutte le strade che portano ai terminal sono sotto il controllo dei talebani. Gli insorti in particolare non consentono agli afgani che non hanno i documenti di raggiungere l’aeroporto ma spesso bloccano anche chi li possiede.

08.40 – L’attivista: “Talebani mentono, temo che mi uccideranno”
“Temo che mi uccideranno. Questa potrebbe essere l’ultima volta che ci sentiamo. Ho detto alle mie amiche di non contattarmi più perché non vorrei metterle in pericolo. Mi sento molto depressa e sola”. A dirlo, in un colloquio con Repubblica, è Maryam Sadaat, attivista che si occupa dei diritti delle donne in Afghanistan. Da cinque giorni è barricata in casa. “Dì alla tua gente che non si devono fidare di loro, ti prego, qui sappiamo che non ci faranno più lavorare, studiare o vivere la vita che scegliamo. In questi giorni le donne sono cambiate, si sono ritirate, si sono chiuse in casa, stanno cancellando foto, Facebook, si stanno isolando per paura di essere trovate.

08.10 – Biden: “Truppe Usa potrebbero rimanere oltre il 31 agosto”
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato che una parte delle truppe statunitensi potrebbero rimanere in Afghanistan oltre la scadenza del 31 agosto fissata per il ritiro dal Paese se l’evacuazione dei cittadini americani non fosse completata entro quella data. “Se ci sono cittadini americani rimasti rimarremo fino a quando non li avremo tirati fuori tutti”, ha dichiarato Biden in un’intervista ad ABC News in cui ha insistito sul fatto che si cercherà comunque di concludere l’uscita dei cittadini Usa e loro alleati prima di quella scadenza.

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La presunta svolta moderata dei talebani e i nuovi legami dell’Afghanistan: le mire (e gli obiettivi) di Cina, India e Turchia

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