Le tensioni durante le evacuazioni dall’aeroporto di Kabul e le prime proteste represse con colpi di arma da fuoco sulla folla che hanno provocato morti – almeno tre – e feriti. Le promesse di uno stop alle ostilità e di un approccio moderato da parte dei Talebani sono durate appena tre giorni. Intanto, i nuovi padroni dell’Afghanistan stanno lavorando con l’ex capo di Stato Hamid Karzai per la formazione di un “governo inclusivo“: presto potrebbero esserci negoziati diretti con il mullah Abdul Ghani Baradar, il massimo leader politico del movimento. “Non ci sarà alcun sistema democratico“, hanno chiarito i talebani, perché “c’è la legge della sharia e basta”. Mentre Ashraf Ghani – l’ex presidente fuggito dopo la presa di Kabul – parla per la prima volta dagli Emirati Arabi Uniti, dov’è stato accolto: promette di tornare “presto” nel Paese e smentisce di essere fuggito portandosi via milioni di dollari. “Sostengo l’iniziativa governativa dei negoziati in corso – dice – Voglio il successo di questo processo”.

Intanto, arrivano i primi segnali di contrasto al nuovo regime. Oltre alle prime proteste di piazza, il figlio del comandante Massoud – leggendario leader della lotta ai Talebani – ha annunciato la nascita di una resistenza armata. Mercoledì centinaia di giovani sono scesi in strada a Jalalabad, città dell’Afghanistan orientale, ultimo grande centro urbano a cadere prima della capitale: i manifestanti hanno rimosso le bandiere bianche talebane sostituendole con il vessillo nazionale afghano nero, rosso e verde, alla vigilia dell’anniversario dell’indipendenza del Paese dal dominio britannico (19 agosto 1919). I talebani hanno risposto con il fuoco: almeno tre morti e 12 feriti. Babrak Amirzada, reporter per un’agenzia di stampa locale, ha riferito di essere stato picchiato dai guerriglieri mentre documentava la protesta insieme a un cameraman. Scene simili in altre due città dell’Est, Khost e Asadabad: si parla di altri morti e feriti.

I talebani hanno mostrato il loro volto anche a Kabul: almeno 17 persone sono rimaste ferite nella calca all’entrata principale dell’aeroporto, dove centinaia di afghani si sono accampati nella speranza di riuscire a lasciare il Paese. I soldati talebani li respingono con colpi di arma da fuoco sparati in aria, bastoni, corde e oggetti appuntiti. Nonostante le difficoltà, prosegue anche il ponte aereo umanitario dell’Italia – previsto dall’operazione Aquila Omnia dei ministeri di Esteri e Difesa – per l’evacuazione dei collaboratori afghani: 85 di loro (più una cittadina italiana che non aveva potuto raggiungere l’aeroporto in precedenza) sono atterrati all’aeroporto romano di Fiumicino alle 16.20 di mercoledì, mentre altri 103 sono in partenza. Nell’operazione sono impegnati in totale 1500 uomini e sette aerei: tre Boeing KC767 che si alternano tra l’area di operazione e l’Italia e quattro C-130J dislocati in Kuwait, da dove parte il ponte aereo per Kabul.

Intanto l’Europa e il mondo intero si confronto con la prospettiva di un’enorme crisi umanitaria, mentre la slavina politica rischia ogni ora di più di travolgere il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il destino dell’Afghanistan ha già messo in moto un effetto domino che riguarda tutta la comunità internazionale. Anche per questo, lo stesso Biden e il premier britannico Boris Johnson hanno fissato una riunione d’urgenza del G7 che si terrà la settimana prossima. Per venerdì, invece, è stato convocato un vertice dei ministri degli Esteri della Nato.

CRONACA ORA PER ORA

22.10 – Usa a talebani: “Fate passare chi ha credenziali”
Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha riferito che gli ufficiali americani sul terreno hanno parlato con i talebani per “enfatizzare che le persone che tentano di raggiungere l’aeroporto e hanno le giuste credenziali devono essere lasciate passare subito. Il segretario alla difesa ha quindi sottolineato che il problema maggiore ora per le truppe Usa è ‘processarè le persone che sono allo scalo per l’evacuazione.

22.00 – Fmi congela i fondi per l’Afghanistan

Il Fondo monetario internazionale ha deciso di sospendere i suoi fondi per l’Afghanistan vista l’attuale situazione di grande incertezza. Lo rende noto lo stesso Fmi.

21.40 – Conte: “Restituzioni M5s per i corridoi umanitari”

“E’ prioritario costruire questi corridoi umanitari, questi piani di intervento emergenziali per mettere in sicurezza e portare qui, ovviamente se lo desiderano, tutte le persone che hanno collaborato, le persone che più si sono esposte per quanto riguarda le battaglie sui diritti civili, sul riconoscimento delle libertà fondamentali”. Così il leader M5s Giuseppe Conte: “Ci siamo già mossi come Movimento 5Stelle perché voi sapete che noi abbiamo le restituzioni dei parlamentari e anche dei consiglieri regionali. Parte di quei soldi chiederò, e sono sicuro che ci sarà grande disponibilità da parte di tutti, che siano destinati a finanziare corridoi umanitari e l’accoglienza per tutte queste persone. Abbiamo già contattato il forum del terzo settore e siamo in contatto con l’Alto commissariato per quanto riguarda le Nazioni Unite dei rifugiati e delle migrazioni perché questa è la cosa più urgente”.

21.26 – Pentagono, nessun avviso della Cia su imminenza collasso paese

Il capo dello stato maggiore congiunto Mark Milley ha detto di non essere a conoscenza di alcun rapporto di intelligence indicante che le forze di sicurezza afghane e il governo di Kabul sarebbero collassati in soli 11 giorni.

21.15 – Altre 97 persone in volo per l’Italia

Oltre alle 103 persone imbarcate con il primo C130 decollato da Kabul nel pomeriggio di oggi, altre 97 persone sono appena partite dall’aeroporto afghano con un secondo C130. I 200 afgani verranno poi tutti imbarcati su un KC 767 per essere trasportate in Italia. Lo rende noto il ministero della Difesa.

Decollato anche il primo gruppo di evacuati a carico della Spagna, ora in volo per Madrid dopo aver fatto scalo a Dubai. Lo ha reso noto il governo del Paese iberico. Si tratta di “poco più di 50 persone“. Il loro arrivo nella capitale spagnola, spiega la televisione pubblica nazionale iberica, è previsto nelle prime ore di domani.

21.05 – Usa: “Talebani violano patti su sicurezza aeroporto”

I talebani non stanno mantenendo la loro promessa di garantire un accesso sicuro all’aeroporto di Kabul: lo denuncia il dipartimento di stato Usa. Poco fa l‘Ambasciata statunitense a Kabul ha diffuso una nota in cui afferma di non poter garantire un accesso sicuro all’aeroporto della capitale. Diversa la versione del Pentagono secondo cui “I talebani non stanno interferendo con le operazioni Usa di evacuazione a Kabul ma starebbero anzi agevolando l’accesso allo scalo per chi è in possesso di passaporto Usa”. “Nessuna azione ostile finora da parte dei talebani” ha detto il capo delle forze armate statunitensi Lloyd Austin in un briefing con i giornalisti, assicurando che la linea di comunicazione con i talebani “resta aperta”.

20.59 Colloquio telefonico Draghi – Johnson

Nel quadro dei contatti internazionali in corso sulla crisi in Afghanistan, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto stasera una conversazione telefonica con il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson. Nel corso del colloquio sono state approfondite le possibili iniziative delle rispettive presidenze del G7 e del G20 a favore della stabilità dell’Afghanistan e a difesa dei diritti umani e della libertà fondamentali nel Paese.

20.52 – Console italiano a Kabul: “Ancora 20 italiani nel paese”

“Abbiamo evidenza di 20 connazionali non solo a Kabul ma anche nelle altre province dell’Afghanistan”. Lo ha detto al Tg1 Tommaso Claudi, console italiano, rimasto nella capitale afghana per mantenere un collegamento operativo con la Farnesina e gestire tutte le operazioni di rientro in loco. “Il nostro obiettivo è mantenere il ponte aereo aperto”, ha sottolineato il console ricordando che “questa mattina, grazie alla macchina della Farnesina che non si è mai fermata, sono state messe in salvo attiviste dei diritti femminili e una parte consistente dei collaboratori dell’Ambasciata d’Italia a Kabul”.

20.27 – Colloquio Draghi-Johnson in vista di G7 e G20
“Nel quadro dei contatti internazionali in corso sulla crisi in Afghanistan, il Presidente del Consiglio ha avuto stasera una conversazione telefonica con il Primo Ministro del Regno Unito, Boris Johnson. Nel corso del colloquio sono state approfondite le possibili iniziative delle rispettive Presidenze del G7 e del G20 a favore della stabilità dell’Afghanistan e a difesa dei diritti umani e della libertà fondamentali nel Paese”. È quanto si apprende da una nota di Palazzo Chigi.

20.15 – L’attivista Zahra salita sull’aereo: “Darò voce alle donne che restano”
“Mi sento molto felice, sto salendo sull’aereo che alle 11.30 di domani mi porterà a Fiumicino. Sono persino riuscita a dormire oggi dopo quattro giorni”. Lo dice Zahra, l’attivista per i diritti delle donne che sta rientrando con un volo militare in Italia. A riferire le sue testuali parole è il fratello, che abita a Venezia. “Vedo quello che sta accadendo e non posso che essere triste – aggiunge – per quello che mi lascio alle spalle e per tutte le donne che restano lì. Le speranze che avevo per il futuro del mio Paese sono andate in fumo”. “Appena arrivata – conclude – inizierò una nuova missione: dare voce a chi è rimasto”.

20.08 – Figlio di Massoud: “In Panjshir è nata resistenza armata ai talebani”
“Sono in Panjshir, con combattenti pronti di nuovo contro i Talebani. Abbiamo tante armi, che abbiamo immagazzinato negli anni sapendo che questo giorno poteva arrivare”: lo afferma il figlio del comandante Massoud – leggendario leader della lotta ai Talebani -, Ahmad, in uno scritto pubblicato dal Washington Post. “Abbiamo anche le armi di chi si è unito a noi nelle ultime 72 ore, e i soldati dell’esercito che hanno rifiutato di arrendersi”.

19.58 – Talebani: “Non saremo una democrazia, la legge è la sharia”
“Non ci sarà alcun sistema democratico perché non ha alcuna base nel nostro Paese”. Lo ha detto un alto esponente dei talebani Waheedullah Hashimi in un’intervista alla Reuters, pubblicata sul sito dell’agenzia. “Non discuteremo quale tipo di sistema politico dovremmo applicare in Afghanistan perché è chiaro. È la legge della sharia e basta”.

19.47 – Ghani: “Falso che io sia scappato con milioni di dollari”
Sono “senza fondamento” le accuse secondo cui avrebbe lasciato il Paese portando via con sé decine di milioni di dollari. Lo ha detto l’ex presidente afghano Ashraf Ghani in un video messaggio alla nazione dopo la conferma del suo arrivo negli Emirati, assicurando di aver lasciato il Paese “a mani vuote”.

19.30 – Ghani: “Tornerò presto in Afghanistan”
“Sono negli Emirati arabi uniti. Mi sto attualmente consultando per tornare in Afghanistan e combattere per la sovranità dell’Afghanistan. Tornerò presto”. Lo ha detto l’ex presidente afghano Ashraf Ghani in un video messaggio, prima dichiarazione pubblica da quando domenica scorsa è fuggito da Kabul.

18.47 – Colloqui Putin-Raisi: “Pronti a contributo per stabilità”
Il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo iraniano, Ebrahim Raisi, hanno discusso della situazione in Afghanistan durante una conversazione telefonica. Lo ha riferito il Cremlino precisando in una nota che durante il colloquio “è stata prestata molta attenzione agli eventi in corso in Afghanistan ed è stata espressa la disponibilità a dare un contributo per la pace e la stabilità in questo Paese”.

18.09 – Altri due aerei in volo verso Kabul per imbarcare 103 persone
Dopo il primo volo di oggi che ha portato in Italia 85 tra ex collaboratori afghani e loro familiari e una cooperante italiana, altri 2 velivoli C130J sono decollati dal Kuwait alla volta di Kabul per imbarcare altre 103 persone che verranno poi trasportate in Italia con un KC 767 dell’Aeronautica Militare. Lo fa sapere il ministero della Difesa.

17.31 – Giovedì Di Maio al vertice Esteri del G7 – I ministri degli Esteri del G7 si riuniranno domani in videoconferenza sulla questione Afghanistan. Luigi Di Maio parteciperà alla riunione in formato virtuale dalle 14.30, in collegamento dalla Farnesina. Lo rende noto lo staff.

17.08 – L’ambasciatore: “Ghani è fuggito con 169 milioni di dollari” – Ashraf Ghani, il presidente afgano sostenuto dagli Usa e riconosciuto dalla comunità internazionale fuggito da Kabul nei giorni scorsi di fronte all’avanzata dei talebani, ha lasciato il Paese portando con sé l’equivalente di 169 milioni di dollari sottratti alle casse dello Stato. Lo ha sostenuto l’ambasciatore dell’Afghanistan in Tagikistan, Mohammad Zahir Aghbar, citato da Dushanbe da vari media internazionali tra cui la Bbc.

16.43 – Di Maio: “Nuovo volo con Zahra Ahmadi in partenza” – “Da Kabul sta per partire un altro volo con a bordo anche l’attivista Zahra Ahmadi con i suoi familiari e il personale della Fondazione Veronesi al completo”. Lo annuncia in un post su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ricordando che “nel frattempo alla Farnesina abbiamo ricostituito l’ambasciata in Afghanistan e all’aeroporto di Kabul è operativo il nostro presidio diplomatico, con il console Tommaso Claudi rimasto per dare il suo contributo alle operazioni di rimpatrio, che coordiniamo dall’Unità di crisi del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale”.

15.26 – Il primo volo spagnolo ripartito da Kabul – È partito da Kabul, con destinazione Dubai, il primo volo organizzato dal governo spagnolo per evacuare cittadini del Paese iberico e collaboratori locali dall’Afghanistan. Lo riportano i principali media spagnoli, citando fonti diplomatiche. Secondo il quotidiano El País, sull’aereo militare messo a disposizione per l’operazione ci sono tra le 50 e le 100 persone. Nelle prossime ore, le evacuazioni di spagnoli e afgani continueranno con almeno altri due aerei, aggiunge il giornale iberico. I voli dovrebbero continuare a far scalo a Dubai prima che le persone evacuate da Kabul vengano portate in Spagna.

14.27 – Belloni al Copasir: “Supporto intelligence per l’evacuazione” – “Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha audito questa mattina il direttore del Dis, ambasciatrice Elisabetta Belloni, in merito ai drammatici sviluppi della crisi in Afghanistan, in un confronto articolato e approfondito durato oltre due ore, che ha consentito di esaminare i vari aspetti che riguardano anzitutto la sicurezza nazionale. Il direttore del Dis ha assicurato la prosecuzione del supporto operativo e informativo degli operatori dell’intelligence nel Paese anche al fine di garantire l’evacuazione di coloro che hanno collaborato con la nostra ventennale missione e dei loro familiari”. Lo dichiara il presidente del Copasir, senatore Adolfo Urso.

12.37 – La commissaria europea Johansson: “Nessun rimpatrio forzato degli afghani” – “Scoraggiare e prevenire rotte insicure e illegali, e nessun rimpatrio forzato in Afghanistan”. Lo scrive la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson, in vista della videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno di oggi, che si concentrerà sulla crisi dei migranti al confine tra Lituania e Bielorussia e sulla situazione in Afghanistan. Occorre “prendersi cura dello staff Ue, cittadini europei e locali, dare aiuto umanitario ai vulnerabili in Afghanistan e nei Paesi vicini, e rafforzare vie organizzate e sicure, inclusi i reinsediamenti”.

12.29 – A Herat ragazze a scuola con l’hijab – Le ragazzine di Herat sono tornate a scuola questa settimana, pochi giorni dopo la conquista della città nel nordovest dell’Afghanistan – base del contingente italiano – da parte dei talebani: lo riporta l’agenzia di stampa francese Afp sulla base di un video ripreso da uno dei suoi cameraman nel Paese. Le studentesse, riprese mentre entrano in una scuola locale e chiacchierano nei cortili dell’istituto, indossano hijab bianchi e tuniche nere. Scene, queste, molto diverse rispetto all’Afghanistan degli anni Novanta, quando i talebani imposero una versione integralista della sharia, che negava per gran parte l’istruzione e il lavoro alle donne.

12.15 – Ambasciata afghana in Tagikistan chiede l’arresto di Ghani – “L’ambasciata afghana in Tagikistan ha chiesto all’Interpol di arrestare Ashraf Ghani (il presidente afghano in fuga, ndr), Hamdallah Moheb e Fazal Mahmood Fazli con l’accusa di aver rubato fondi pubblici, per restituirli a Kabul. L’ambasciatore Mohammad Zahir Aghbar sostiene che la secondo Costituzione del Paese il legittimo presidente ad interim è il primo vicepresidente Amrullah Saleh”. Lo riferisce su Twitter la tv ToloNews, citando proprie fonti.

11.12 – Zanin (Emergency): “Ancora conflitti a fuoco in aeroporto” – “La situazione a Kabul è migliorata, non vediamo più conflitti a fuoco se non in aeroporto, dove anche stamattina c’è stata la repressione delle masse che cercano di prendere i voli”. Lo riferisce Alberto Zanin, coordinatore medico dell’ospedale di Emergency di Kabul, nel punto stampa organizzato dalla capitale afghana. “Ieri notte ci sono raffiche di kalashnikov nel nostro distretto, ma nel complesso la situazione è calma”, ha raccontato parlando della città. In aeroporto però “c’è grande caos, ci sono feriti d’arma da fuoco perché qualcuno sta impedendo alle persone di avvicinarsi agli aeroplani: la situazione è ancora calda – ha precisato – ma finora non abbiamo ancora ricevuto pazienti dall’aeroporto”.

11.08 – Il console italiano: “Fondazione Veronesi e Zahra Ahmadi in aeroporto” – “Grazie al nuovo metodo stabilito, ossia una cogestione con il personale militare Usa di uno dei gate di ingresso, e grazie all’eccezionale lavoro dei Carabinieri dell’Ambasciata e dei paracadutisti della Folgore arrivati ieri, siamo riusciti a far entrare in aeroporto la fondazione Veronesi al completo, Zahra Ahmadi (la sorella del ristoratore veneziano Hamed, ndr) con i familiari, una parte del personale interinale dell’ambasciata e un consistente numero di ex collaboratori della Difesa in Afghanistan”, dice all’Ansa il console italiano a Kabul Tommaso Claudi.

10.02 – Fallisce tentativo evacuazione olandese da Kabul – Impedito un tentativo di evacuazione olandese dall’aeroporto di Kabul nella notte tra martedì e mercoledì. Lo ha riferito il ministro degli Esteri olandese, Sigrid Kaag, citato dal Guardian. Un aereo militare inviato dall’Aja è dovuto quindi ripartire vuoto. Kaag ha spiegato che gli afghani che si sarebbero dovuti imbarcare sono stati bloccati all’ingresso dello scalo dalle forze americane che hanno messo in sicurezza l’aeroporto, anche se erano in possesso della documentazione necessaria. L’aereo è rimasto sulla pista solo mezz’ora e poi è ripartito senza passeggeri. “È orribile, molti erano alle entrate dell’aeroporto con le loro famiglie”, ha commentato il ministro.

8.31 – Lo scrittore Walzer: “Giusto lasciare, ma l’hanno fatto male” – Per molti anni “ho sostenuto che la missione avrebbe dovuto essere concentrata sull’antiterrorismo, non sulla controguerriglia o la costruzione di una nazione”, ha detto il presidente Joe Biden spiegando il ritiro dall’Afghanistan. Il filosofo politico Michael Walzer, professore emerito all’Università di Princeton e autore di “Guerre giuste e ingiuste” (Laterza) definì l’Afghanistan una “guerra giusta” in risposta agli attacchi dell’11 settembre. Ma la “guerra giusta” in Afghanistan “è stata seguita da un’occupazione ignorante e inefficace”. Lo dice lo stesso Walzer in un’intervista al Corriere della Sera.

7.36 – Trump: “Usa mai stati così umiliati” – L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump condanna l’operato del presidente Joe Biden in Afghanistan. In un’intervista a Fox News ha detto che Biden ha umiliato gli Stati Uniti più di qualsiasi altro presidente nella storia. “È un momento terribile per il nostro Paese. Non credo che in tutti questi anni il nostro Paese sia mai stato così umiliato”.

1.43 – Cnn: “Nell’ultimo mese i Servizi Usa avevano avvertito la Casa Bianca” – Le valutazioni dell’intelligence Usa dell’ultimo mese mostravamo che i talebani stavano perseguendo la vittoria militare: lo riferisce la Cnn, citando una propria fonte. Una rivelazione che va ad aggiungersi a quelle del New York Times.

1.35 – Usa, Dem a Senato vogliono indagare sul ritiro caos – Joe Biden ora deve fare i conti anche con il proprio partito per l’uscita umiliante e caotica dall’Afghanistan. Tre commissioni del Senato guidate dai dem (Intelligence, Affari esteri e Forze armate) sono intenzionate a indagare sull’esecuzione del ritiro. “Sono deluso che l’amministrazione Biden non abbia valutato accuratamente le implicazioni di un ritiro rapido degli Usa”, ha osservato il presidente della commissione Esteri Bob Menendez. “Siamo testimoni di risultati orribili di molti anni di fallimenti politici e di intelligence”, ha aggiunto.

1.21 – Biden stanzia fino a mezzo miliardo per un fondo rifugiati – Joe Biden ha autorizzato lo stanziamento sino a 500 milioni di dollari da un fondo di emergenza per far fronte a “inattese necessità urgenti” dei rifugiati derivanti dal ritiro Usa dall’Afghanistan, compresi i cittadini che hanno aiutato gli Stati Uniti e che richiedono un visto speciale di immigrazione. Lo rende noto la Casa Bianca.

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