“Vaccinarsi dev’essere obbligatorio sopra i cinquant’anni. Non si può far gravare un ulteriore peso sulle spalle dei ragazzi” che con i loro sacrifici “hanno già garantito la salute di nonni e genitori”. In un’intervista al Corriere della Sera, il governatore della Liguria Giovanni Toti si schiera – primo leader del centrodestra, in discontinuità con gli alleati Matteo Salvini e Giorgia Meloni – a favore dell’obbligo di protezione vaccinale per gli ultracinquantenni. Che, spiega, “sono quelli che riempiono i letti negli ospedali. I ragazzi ricoverati per il Covid sono pressoché zero. Perché allora”, argomenta, “dovrebbero essere i 12-18enni a vaccinarsi per primi e non chi, appunto, è più vulnerabile al virus?”.

Parole che sembrano una critica alla scelta del commissario all’emergenza, il generale Figliuolo, di concentrarsi sull’immunizzazione dei giovanissimi lasciando in standby la rincorsa agli oltre 4 milioni di over 50 ancora senza dose. Invece, dice il leader di Coraggio Italia, “bisogna sollecitare quegli adulti e anziani che resistono agli appelli a vaccinarsi. Perché dopo tutto quello che abbiamo passato in questo anno e mezzo di Covid, non volersi vaccinare, se non c’è una ragione avallata da un medico, è sbagliato. La libertà è sacra ma non è illimitata: altrimenti perché non si può professare il diritto di passare con il rosso al semaforo? Anche quella sarebbe una scelta, ma metterebbe in pericolo di vita se stessi e gli altri, quindi è una libertà che non si può esercitare”. Con le posizioni di Toti si allinea anche il virologo Fabrizio Pregliasco in un’intervista all’Huffington Post: “Sono a favore dell’obbligatorietà della vaccinazione per gli over 50, come ha detto Toti. Sono le persone più a rischio. Però non va abbassata la guardia sui vaccini agli under 12, che con la variante Delta sono il serbatoio del contagio”.

Il green pass obbligatorio per ristoranti ed eventi, ha sostenuto inoltre il presidente ligure, “è una misura che condivido assolutamente, ma potrebbe non bastare. Io la estenderei, alla ripresa a settembre, anche ad altre attività: per entrare nei centri commerciali, nei negozi, nei supermercati“. E alla domanda se un’estensione così larga non sarebbe anch’essa un obbligo vaccinale mascherato, risponde: “Con l’obbligo vaccinale abbiamo sradicato il vaiolo, il tetano, la polio. È una libertà sacrosanta anche quella di non ammalarsi. Sarebbe giusto se, per proteggere quei 146mila over 50 liguri che non vogliono vaccinarsi, il rettore costringesse gli universitari di Genova a un altro anno di lezioni a distanza? O sarebbe un atto di egoismo dei padri nei confronti dei figli?”.

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