“È un’amicizia molto, molto forte. Ci siamo conosciute, abbiamo scoperto che abitavamo vicine, e abbiamo cominciato a frequentarci. Abbiamo vissuto una bella parte di vita insieme. Ci siamo molto divertite e condiviso tante cose. Persino gli amori: in tempi diversi abbiamo avuto fidanzati comuni”. Paola Ferrari e Alba Parietti si raccontano a cuore aperto in un’intervista “di coppia” a La Stampa, in cui ripercorrono la loro amicizia ultra trentennale, rivelando aneddoti inediti e episodi che le hanno legate indissolubilmente.

A consolidare la loro amicizia ci fu anche il lavoro, o meglio, lo sport: “Avevamo trent’anni, lei aveva ricevuto un’offerta da Telemontecarlo per un programma che poi non andò in porto, le offrirono di condurre Galagoal per gli Europei di calcio a una cifra importante. Alba era molto incerta – racconta Paola Ferrari -. Eravamo due ragazze e i soldi facevano comodo. Di calcio non ne sapeva molto mentre io avevo già fatto la mia prima Domenica sportiva: le davo lezioni di calcio sul terrazzo di casa mentre Francesco faceva i compiti”.

E ancora: “Scegliemmo insieme i vestiti, come il primo abitino nero con le borchie. Il successo può allontanare, invece per noi non è cambiato niente, abbiamo sempre gioito per i traguardi raggiunti dall’altra. Sono stata orgogliosa dei successi di Alba e anzi ho cercato di proteggerla perché io delle due sono quella più bacchettona, rompipalle. Poi lei dice che le devo anche i miei figli. Ed è vero. È stata lei a presentarmi mio marito. La nostra amicizia è scandita dalle coincidenze, entrambe figlie uniche di madri problematiche che abbiamo recuperato in età avanzata. Caratteri forti, tante affinità”.

Affinità anche in amore, come spiega Alba Parietti: “Confermo abbiamo avuto fidanzati in comune evidentemente abbiamo gli stessi gusti, ma ovviamente non ci siamo mai rubate un compagno. Ci siamo conosciute che eravamo ragazzine e sono stata io a presentargli Marco Tronchetti Provera. Sono stata davvero un cupido speciale visto che è un amore che dura da così tanto. Sono stata testimone di nozze. La nostra è direi una sorellanza. Abbiamo discusso, ci siamo anche allontanate per periodi ma ci siamo sempre capite. Abbiamo avuto un’educazione severa. Eravamo due ragazze che avevano voglia di vivere però con il complesso di non essere prese sul serio dai genitori. Chissà forse anche a questo dobbiamo la nostra forza”, concludono.

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