I viaggi, soprattutto quelli effettuati con mezzi di trasporto acquatici o aerei, possono mettere alla prova il nostro apparato visivo e auricolare causando la cinetosi. Questo disturbo, meglio conosciuto come mal di mare, mal d’auto o mal d’aria è provocato da un’errata interpretazione del nostro cervello dei segnali provenienti dall’orecchio interno, dove risiede il senso dell’equilibrio. Possiamo contrastare la nausea, causata dalla cinetosi, mettendo nello zaino due piante officinali dalle proprietà antiemetiche (antinausea): lo zenzero (Zingiber officinalis)e la menta (Menta piperita).

La parte dello zenzero utilizzata in fitoterapia è il rizoma (radice), particolarmente ricco di gingeroli e zingiberene, due molecole dall’azione antiemetica ottenuta per inibizione dei recettori celebrali responsabili dello stimolo della nausea. La polvere essiccata di rizoma è la forma di assunzione che garantisce la quantità e la qualità dei principi attivi presenti nel prodotto. In caso di nausea persistente e intensa è possibile prendere la polvere di radice anche tre-quattro volte al giorno (non consigliato in gravidanza). Un’alternativa più casalinga, ma molto valida, è l’infuso preparato con una fettina di radice fresca, acquistabile anche nei comuni supermercati. Un rimedio antinausea ancora più “immediato” consiste nel tagliare una fettina sottile di radice fresca e tenerla per una manciata di secondi in bocca.

La menta rappresenta invece una seconda opzione per combattere la nausea grazie alle sue proprietà antiemetiche e antispastiche. Il costituente fondamentale della menta è il mentolo che agisce efficacemente anche sulla nausea scatenata dalla cattiva digestione. Le forme di assunzione della menta sono varie e spaziano dalla Tintura Madre (TM), prima dei pasti, al semplice infuso da sorseggiare a piacere. Bisogna usare con cautela la menta in presenza di reflusso gastroesofageo o patologie infiammatorie del tubo digerente.

Aloe, malva e camomilla contro la diarrea del viaggiatore – Il repentino cambio di alimentazione e di abitudini igienico-sanitarie, soprattutto nei viaggi oltreoceano, può incrementare lo sviluppo di infezioni intestinali. L’attacco di batteri quali Escherichia coli e salmonella è rapido e, dopo un breve periodo di incubazione di 24-48 ore, iniziano le scariche diarroiche. Generalmente questi episodi vanno incontro a risoluzione spontanea ma le pareti intestinali rimangono infiammate e disidratate per diversi giorni.

Tre piante officinali ad azione lenitiva e antinfiammatoria possono essere d’aiuto a ripristinare il fisiologico equilibrio intestinale. L’Aloe vera, originaria dell’Africa, è una pianta con elevate capacità protettive epiteliali grazie ai suoi polisaccaridi come l’acemannano, presente nel gel estratto dalla foglia di Aloe. L’impiego del gel di aloe, e non del succo derivato sempre dalla lavorazione della foglia, permette di sfruttare solo gli effetti benefici della pianta eliminando alcune molecole irritanti contenute nella foglia. A seconda delle nostre preferenze, possiamo assumere l’aloe in forma liquida (gel) oppure in capsule a base di estratto secco standardizzato che assicura la presenza uniforme dei principi attivi nel farmaco fitoterapico. La controindicazione primaria nell’uso di questa pianta è la contemporanea assunzione di farmaci antidiabetici e ipoglicemizzanti.

Le mucillagini della malva (Malva sylvestris) sono un vero toccasana per il nostro intestino insieme ai flavonoidi della camomilla (Matricaria camomilla). Le componenti mucillaginose riescono a formare un vero e proprio strato protettivo sulle mucose intestinali, coadiuvando l’adeguata formazione delle feci, mentre i flavonoidi, tra cui l’apigenina, svolgono un’attività spasmolitica e antinfiammatoria intestinale. L’infuso è il mezzo di assunzione più conosciuto di queste piante ma è possibile trovare capsule a base di estratto secco standardizzato in erboristeria. Anche il macerato a freddo di malva può essere molto utile, facile da preparare a casa e comodamente trasportabile in una borraccia.

In caso di stitichezza – Nei periodi di maggiore relax ci concediamo qualche variazione culinaria poco salutare. Uno dei sintomi più frequenti di un cambio di alimentazione transitorio è la stitichezza. Per affrontare una stipsi temporanea possiamo scegliere una categoria di lassativi, definiti osmotici, che agisce trattenendo l’acqua nel tratto del colon-retto, la parte terminale dell’intestino in cui avviene la formazione delle feci. La manna, una linfa raccolta per incisione della corteccia del Fraxinus ornus, è un esempio di rimedio naturale osmotico che può agevolare il transito intestinale ed è utilizzabile anche in età pediatrica. Le sostanze con proprietà lassative contenute nella manna, tra cui la mannite, possono essere assorbite dal nostro intestino attraverso diversi tipi di preparazioni: sciroppo, polvere o stecche essiccate di manna (cannuli).

Il rabarbaro (Rheum palmatum) e la cascara (Rhamnus purshiana) possiedono principi attivi appartenenti al gruppo dei lassativi antrachinoni. Il comune denominatore di questi lassativi è la presenza di glicosidi antrachinonici, molecole molto efficaci per “sbloccare” la stipsi ostinata ma potenzialmente irritanti per la muscolatura liscia intestinale. Il meccanismo d’azione degli antrachinoni è basato sull’aumento della motilità enterica, motivo per cui possono infiammare l’intestino o renderlo “dipendente” dalla loro attività. Di queste piante officinali viene impiegato l’estratto secco in capsule ma esistono anche alcune soluzioni disponibili, o facilmente realizzabili a casa, come la tintura madre e lo sciroppo. Con la corteccia di rabarbaro si può preparare anche un semplice infuso mentre con la corteccia di cascara si ottiene l’estratto fluido. Solitamente troviamo questi rimedi associati in un unico prodotto, per esempio capsule o polveri da diluire in acqua. L’interazione di queste piante con altri farmaci è da tenere in conto oltre a eventuali patologie infiammatorie intestinali che non rendono adatto l’uso di questi rimedi.

Bibite e frittura? Finocchio e aniceLa digestione di alimenti raffinati, grassi o fritti può comportare un’eccessiva fermentazione intestinale con conseguente gonfiore e meteorismo. Anche le bibite gassate, molto diffuse tra i più piccoli, sono spesso causa di ristagno di aria nel tratto gastroenterico. Per correre ai ripari possiamo preparare un infuso di semi di finocchio (Foeniculum vulgare) e di frutti di anice (Pimpinella anisum). Entrambe le piante appartengono alla famiglia botanica delle Umbrellifere e possiedono un forte effetto carminativo che riduce efficacemente la formazione di gas intestinale. L’anetolo, sostanza presente sia nel finocchio sia nell’anice, facilita la digestione aumentando le secrezioni gastriche e riducendo gli spasmi intestinali. La tisana a base di finocchio e anice può diventare un’ottima bibita fredda se messa in frigo per almeno 3-4 ore. La tollerabilità di questi rimedi è molto elevata salvo sensibilità o allergie individuali.

Ricettario di erbe

Macerato a freddo di malva

2 cucchiai di fiori e foglie di malva

(oppure un cucchiaio di pianta fresca)

250 ml di acqua

Preparate una tisana classica portando a ebollizione l’acqua e, dopo aver spento il fuoco, lasciate in infusione la malva coprendo il recipiente. Tenetelo coperto per tutta una notte e filtrate il composto il mattino seguente. Da bere freddo.

Sciroppo lassativo a base di rabarbaro e manna

un cucchiaino di radice di rabarbaro secca (formato tisana)

per ogni tazza di acqua (250ml)

100 g di manna in cannolo

60 g di miele

Preparate la tisana di rabarbaro lasciando in infusione la radice essiccata in un recipiente coperto per 15 minuti. Filtrate e aggiungete a caldo la manna avendo cura di fare sciogliere completamente i cannoli. Di seguito aggiungete il miele amalgamando bene il composto. È consigliabile utilizzare recipienti antiaderenti.

Acqua aromatizzata allo zenzero e menta

1 litro di acqua

100 g di radice fresca di zenzero

il succo di un limone

15-20 foglie di menta fresca

(o due cucchiaini di menta essiccata)

Portate a ebollizione l’acqua con la radice di zenzero tagliata a fettine. Lasciate bollire per 10 minuti circa. Fate intiepidire e aggiungete il succo di limone e le foglie di menta. Mettete in frigo per una notte. Filtrate e degustate la vostra acqua aromatica.

Articolo di Michela Clemente

Per saperne di più: Vita&Salute
Clicca qui per sapere come ricevere Vita&Salute

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Amare male, il servizio pubblico sentimentale di Guido Catalano: “Come si fa a fidanzarsi? Per prima cosa, poca masturbazione”

next
Articolo Successivo

Valeria Marini: “I no vax? Mi viene voglia di fare domanda alla Nasa per vivere un anno isolata come su Marte”

next