L’operazione di cessione di Open Fiber diventa realtà. Nella tarda serata di mercoledì Enel ha firmato i contratti relativi alla cessione dell’intera partecipazione, pari al 50% del capitale della società. La finalizzazione dell’accordo è avvenuta in tre passaggi: il primo sancisce il passaggio a Macquarie Asset Management del 40% del capitale di Open Fiber per un corrispettivo di 2,12 miliardi di euro, inclusivo del trasferimento dell’80% della porzione Enel dello ‘shareholders’ loan‘ concesso ad Open Fiber, comprensivo degli interessi maturati. Allo stesso tempo, c’è il contratto tra i due azionisti Cdp e Macquarie sulla governance: Cdp Equity sarà il primo azionista di Open Fiber con il 60%, mentre Macquaire avrà il restante 40%. Infine, l’accordo relativo alla cessione a Cdp Equity del 10% del capitale di Open Fiber, che prevede a sua volta un corrispettivo di 530 milioni di euro, inclusivo del trasferimento a Cdpe del 20% della porzione Enel dello ‘shareholders’ loan‘ concesso ad Open Fiber, comprensivo degli interessi maturati.

Il perfezionamento della cessione a Macquarie Asset Management e Cdpe dell’intera partecipazione detenuta da Enel in Open Fiber, atteso nel corso dell’ultimo trimestre del 2021, è subordinato ad una serie di condizioni, tra cui l’ottenimento, da parte delle banche finanziatrici di Open Fiber, dei waiver necessari al trasferimento a Macquarie Asset Management del 40% del capitale di Open Fiber detenuto da Enel; l’ottenimento delle varie autorizzazioni amministrative propedeutiche al trasferimento a Macquarie Asset Management e Cdpe dell’intera partecipazione detenuta da Enel in Open Fiber (con particolare riguardo alla procedura in materia di golden power presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e all’autorizzazione dell’Autorità Antitrust comunitaria). I contratti sopra indicati prevedono inoltre il riconoscimento in favore di Enel degli ‘earn-out‘, legati ad eventi futuri ed incerti, descritti nei comunicati stampa del 17 dicembre 2020 e del 30 aprile 2021.

Commentando l’operazione, il direttore generale di Macquarie, Jiri Zrust, ha spiegato che “migliorare l’accesso a una banda larga affidabile e ultraveloce è fondamentale per consentire alle famiglie e alle imprese italiane di sfruttare le opportunità che una società e un’economia più connesse sono in grado di offrire”. “Non vediamo l’ora di sostenere la realizzazione dell’infrastruttura digitale di nuova generazione in Italia – ha proseguito Zrust – attraverso il nostro investimento in Open Fiber, collaborando con la sua talentuosa forza lavoro e con Cdp Equity per garantire un’infrastruttura di rete di primo livello e di accesso aperto”.

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