Un ingresso a pagamento per accedere alle zone più trafficate della città, il cui prezzo varia però in base al reddito di chi è alla guida. È la proposta con cui la sindaca di San Francisco London Breed sta pensando di risolvere il problema (ormai insostenibile) della congestione stradale in alcuni quartieri. Il piano per migliorare l’ambiente cittadino dal punto di vista dell’inquinamento e degli incidenti, ma tenendo conto delle disuguaglianze reddituali, ha destato forti polemiche da parte di commercianti e lavoratori residenti.

Per chi guadagna più di 100mila dollari l’anno, la tassa avrebbe un importo pieno di 6,50 dollari (circa 5,5 euro). Ci sarebbero invece sconti per le persone meno facoltose, fino alla gratuità per i guidatori con meno di 46mila euro di reddito annuo. L’ingresso è previsto a pagamento nei giorni feriali tra le 6 e le 9 di mattina, e dalle 13:30 alle 18:30. Le autorità stanno discutendo riguardo a un biglietto giornaliero, ma la cosa certa è che la tassa riguarderà anche i servizi ti trasporto personale come Uber e Lyft, che potrebbero per questo rincarare la tariffa delle corse per il loro clienti. Esentati invece i tassisti, mentre non si conoscono i dettagli riguardanti i mezzi di food delivery, i corrieri e altre attività simili.

Come riportato da alcuni giornali locali, l’idea risale al 2019 ed è stata avanzata dalle autorità di trasporto pubblico di San Francisco (SFCTA). Il progetto riguarda le due zone della città che da anni soffrono di più il problema degli ingorghi e del traffico selvaggio, con un numero sempre maggiore di automobili, taxi e autobus che occupano ogni centimetro delle piccole strade del centro, durante le ore di punta. La prima zona riguarderà il cuore di San Francisco, dal centro finanziario a Chinatown, Tenderloin e i quartieri del mercato. La seconda si allargherà fino alle zone portuali della Baia e del sud. Il piano deve ancora essere sottoposto ad approvazione definitiva, e potrebbe entrare in funzione non prima del 2024.

Oltre a quelli che dipendono dal reddito, saranno disponibili ulteriori sconti per i guidatori con disabilità, per i residenti nelle zone a ingresso limitato e per i guidatori che provengono da fuori San Francisco e che già pagano il pedaggio dei ponti per entrare in città. Il piano di tassazione è stato ideato da un team ingaggiato dalle autorità della città per risolvere il problema del traffico e, insieme, ridurre anche l’inquinamento acustico e atmosferico che ne derivano. “Addebitando un costo si disincentivano le persone a guidare dentro le aree durante la giornata”, ha spiegato il responsabile della comunicazione di SFCTA Eric Young, ricordando che un sistema simile è già presente Londra e nel 2023 lo sarà anche a New York. Insieme alla riduzione di traffico ed emissioni in tutta la città, l’ingresso a pagamento farebbe diminuire anche il numero degli incidenti che ogni anno coinvolgono i pedoni.

Nonostante le intenzioni positive, però, il piano ha sollevato polemiche da parte dei commercianti delle zone tassate: “Meno macchine che passano significa meno clienti, e minori affari”, dice l’attivista di quartiere Juan Paul Salazar al Globe. Anche gli esperti puntano il dito contro la decisione delle autorità cittadine, denunciando che quello degli ingorghi “è un problema che si sono creati da soli”, chiudendo per esempio l’autostrada sopraelevata Embarcadero che permetteva di fluidificare il transito dei mezzi che attraversavano la città. E come scrive San Francisco Chronicle, molti cittadini non erano nemmeno a conoscenza del progetto di tassazione, mentre chi non può lavorare da casa trova inaccettabile dover sostenere un’ulteriore spesa per gli spostamenti.

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