Liverpool non farà più parte del Patrimonio dell’Umanità. A deciderlo è stata l’Unesco, che ha spiegato che il sito portuale della città inglese insignito del prestigioso riconoscimento ha “perso autenticità e integrità” a causa dei lavori di ammodernamento e riedificazione degli ultimi anni. La città che ha dato i natali ai Beatles era stata inserita nella lista del Patrimonio nel 2004.

La scelta ha un colpevole principale: il progetto di riqualificazione del porto della città denominato Liverpool Waters, un piano trentennale di rigenerazione urbana costato ben 5 miliardi di sterline. Secondo l’Unesco i lavori avrebbero snaturato il quartiere portuale, ritenuto d’interesse proprio perché costituiva “una testimonianza dello sviluppo di uno dei principali centri commerciali del mondo nel XVIII e XIX secolo”. Liverpool Waters, quindi, avrebbe portato a quella “perdita irreversibile di caratteristiche che costituiscono l’eccezionale valore universale” che è costata cara al prestigio architettonico della città inglese.

La sindaca di Liverpool Joanne Anderson non ha gradito la notizia, e ritiene “incomprensibile” la decisione dell’Unesco. “Il nostro sito Patrimonio dell’Umanità non è mai stato in condizioni migliori dopo aver goduto di centinaia di milioni di sterline destinati a investimenti in dozzine di edifici” ha commentato. La prima cittadina ha affermato anche che lavorerà con il governo per esaminare se la città possa appellarsi alla decisione. E rinfaccia all’Unesco il fatto che l’ultima visita da parte dei suoi rappresentanti risalga a dieci anni prima, specificando che tanto è stato fatto dalla città per valorizzare e migliorare i siti d’interesse: “Sembra che l’Unesco preferisca che Bramley Moore Dock rimanga un deserto abbandonato, piuttosto che dare un contributo positivo al futuro della città e a quello dei suoi residenti”, conclude.

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