Parenti serpenti. Con veleno della tradizione Windsor. Ancora su Meghan Markle. E ancora sul principe Harry. Dopo oramai un paio d’anni dal matrimonio, liti furibonde, fughe in Canada e in California, megainterviste antireali con Oprah Winfrey, ecco che arriva la conferma tra le più banali, e tra le più velenose. “Non sposarla, è inadatta a te e per il Paese”. La frase è stata ufficialmente attribuita alla zia di Harry, la principessa Anna, secondogenita della regina Elisabetta. L’“aspetta un pochino e conoscila meglio”, consiglio del fratello William, è oramai roba antiquata che nemmeno Giorgio VI. Il solito spiritoso, e inquietante, commento tranchant del fu principe di Edimburgo, nonno di Harry (“Le attrici (?) non si sposano”) ha il sapore del vaudeville. Ma sono le parole della principessa Anna, oggi, a far tremare davvero le mura di Buckingam Palace. Al centro di tutto rimane comunque il povero Harry. Sballonzolato tra fratelli coltelli e pulsioni ancestrali, tra tradizione pomposa e aristocrazia pop. Ma anche tra vecchiume veterorazzista e naturale integrazione razziale. Ricordiamoci infatti che fu la principessa Anna a fare la battuta sul colore “scuro” della pelle che avrebbe avuto il piccolo Archie. Pompieri aiuto. “È stata fraintesa”. Poi oggi l’inammissibilità a regnare per curriculum senza sangue blu o azzurrino. La saga della Windsor mal digerita continua.

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