Proseguono le indagini sulla morte di Hanan Nekhla e Sara El Jaafari trovate senza vita in un campo di mais tra Sesto Ulteriano e San Gluliano milanese dopo che una aveva lanciato l’allarme venerdì mattina per essere state investite da una trebbiatrice. Le due giovani donne sarebbero uscite con due amici le notte tra giovedì e venerdì scorsi con due amici, anche loro marocchini.

L’ipotesi, riportata da la Repubblica e Il Giorno, è di una cugina delle due ragazze. “Perché quei due sono scappati? Forse non avevano i documenti o forse dovevano nascondere qualcosa. Vogliamo capire dove sono finiti i due amici che erano con Hanan e Sara giovedì notte. Forse potevano aiutarle. Invece di lasciarle nel campo, potevano essere salvate” racconta la ragazza che specifica che le ragazze sono uscite nella tarda notte tra giovedì e venerdì. ” Non so chi sono, non li ho mai incontrati, credo che li abbiano conosciuti su Facebook”.

Per la morte delle due donne è ora indagato un operatore agricolo alla guida del mezzo con cui stava compiendo una disinfestazione, ma le indagini proseguono in attesa degli esiti delle autopsie che sono state rinviate a domani e degli accertamenti dei carabinieri. Il bracciante identificato e interrogato ha spiegato di non essersi accorto di nulla. Sui corpi c’erano segni di schiacciamento, ma non altre lesioni. Accanto ai corpi coperte, delle bottiglie di alcolici e altri cellulari. Alle 11 di venerdì mattina, la disperata telefonata ai carabinieri di Hanan, gravemente ferita, mentre Sara era già morta. Il motivo del rinvio degli esami sui corpi è che mancavano avvisi e notifiche a tutte le parti che avrebbero potuto partecipare all’accertamento irripetibile. Sono due i cellulari recuperati, oltre a quelli delle due giovani donne, sul luogo dell’incidente. Gli inquirenti hanno disposto sui telefonini accertamenti e hanno richiesto i tabulati telefonici. L’ipotesi è che si tratti dei cellulari di persone che erano lì con loro o di secondi apparecchi delle due donne.

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