Sono state trovate morte le due donne di origine marocchina una delle quali aveva dato l’allarme al 112, ieri mattina, spiegando che entrambe erano state investite da una mietitrebbia in un campo di mais a San Giuliano Milanese. Lo hanno reso noto i vigili del fuoco di Milano. Ieri una delle due, intorno alle 11.30, aveva dato l’allarme. “Sono ferita e la mia amica è morta” ed erano immediatamente iniziate le ricerche da parte dei Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese. Alle operazioni hanno partecipato anche gli elicotteri del 118 e del 2° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Orio al Serio nella zona dove era stato localizzato il cellulare della donna ovvero, in via Toscana a San Giuliano Milanese in aperta campagna. Era stata anche allertata la Procura di Lodi per la localizzazione del telefono che non è stato trovato e risultava spento.

Inoltre era stato richiesto alla Prefettura di Milano l’attivazione del piano di ricerca di persone scomparse, a cui hanno partecipato i Carabinieri della territoriale e del 3° Reggimento “Lombardia”, i Vigili del Fuoco, con alcune unità cinofile, e la Protezione Civile. Le indagini hanno permesso di identificare le due donne, una 32enne e una 28enne di origini marocchine, di cui non era ancora stata denunciata la scomparsa. E sono stati avvisati i familiari. “Si sta facendo tutto il possibile per poter localizzare le due giovani. La paura è che siano morte entrambe, anche la ragazza che ha telefonato per dare l’allarme e dire che l’amica era deceduta dopo essere stata investita a una mietitrebbia” aveva spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro, che si sta occupando del caso per competenza territoriale. “In campo, comunque ci sono tutte le forze disponibili”. I corpi sono stati trovati attorno alle 20 di oggi, in un campo di mais che costeggia la tangenziale Ovest, e corrispondono alle persone ricercate. “Non è stata ritrovata una mietitrebbia nelle vicinanze – chiarisce il magistrato il procuratore – Si continuerà, quindi, a indagare su quello che può essere successo”, aggiunge il magistrato. La donna, al telefono, si era espressa, come detto dai carabinieri, in arabo e le sue parole erano state tradotte da un interprete. Delle due donne, una era incensurata, l’altra aveva precedenti di polizia per rapina, come confermato dalla Procura di Lodi.

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