“Prima mi lasciavo spaventare dagli impegni che mi portavano lontano da casa e dagli amici, dalla routine e dal senso di responsabilità: mi metteva ansia sapere che molte persone contavano su di noi. Quell’ansia ora so gestirla meglio, anche perché questa vita mi ha regalato la cosa che sogno da sempre: l’indipendenza”. A dirlo è Victoria De Angelis, meglio conosciuta come “Victoria dei Maneskin“, la band dell’anno, fresca di vittoria a Sanremo e all’Eurovision. Romana, 21 anni, questa ragazza ha un’energia magnetica, che traspare anche dal suo modo di raccontarsi a cuore aperto, come ha fatto in questa intervista a Elle. “Io e la band siamo un gruppo, siamo amici, viviamo tutto insieme. Però restiamo quattro persone diverse: ognuno di noi ha paure e ambizioni tutte sue”, ha spiegato la giovane bassista.

“Soffrivo di certe rigide distinzioni tra maschile e femminile: a 6 anni avevo proprio il rifiuto per tutte le cose ‘da bambina’ – ha proseguito, ricordando la sua infanzia -: facevo skate, tenevo i capelli corti, mi vestivo da maschio. Non indossavo gonne, non perché non mi piacessero, ma per reclamare la chance di essere me stessa. Il rock ha incarnato quello slancio di libertà. Le cose che mi fanno più soffrire ho imparato a non mascherarle”, ha aggiunto, riferendosi agli attacchi di panico di cui ha sofferto.

“Ero una ragazza spensierata, a 14 anni mi sono ritrovata a non voler più uscire di casa, ho perso un anno di scuola. C’era qualcosa di rotto in me e non sapevo come ripararmi – ha confidato ancora Victoria -. Prima me ne vergognavo, ora non ho più bisogno di nasconderlo. Ne sono uscita grazie a una terapia, alla famiglia e agli amici, ma è comunque da sola che impari a gestire certe voragini. Ci sto lavorando, ho i miei momenti, come ogni adolescente. Un tempo ero più insicura. Trucco e vestiti mi aiutano a sentirmi meglio con me stessa, più figa, ma ho periodi in cui vorrei stare in tuta e basta. In quei casi cerco di darmi forza, ricordare che puoi trascorrere una bellissima giornata anche struccata e coi capelli in disordine”. E alla domanda se la leadership del gruppo, dietro le quinte, sia sua, Victoria replica: “Ognuno ha il suo ruolo, ma ce li scambiamo, non siamo competitivi. Cioè, io sì, ma solo nei giochi da tavolo: lì, pur di vincere, baro”.

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