C’era persino Sergio Mattarella, venuto a rendere omaggio a uno dei suoi più illustri predecessori. E un parterre cerimoniale di massimo rispetto: la sindaca Virginia Raggi, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, il ministro dell’Economia Daniele Franco, il vicepresidente della corte costituzionale Giuliano Amato, il capo della polizia Lamberto Giannini, il nuovo questore di Roma Mario Della Cioppa e il prefetto Matteo Piantedosi. Ma l’inaugurazione di largo Carlo Azeglio Ciampi a Roma si è risolta in una tragicommedia istituzionale: sull’insegna in travertino che indicava il nuovo nome della strada – il tratto di lungotevere Aventino su cui affaccia il Giardino degli aranci – il nome dell’ex capo dello Stato era scritto con l’ortografia sbagliata. Azelio, senza la g. Così, dopo i saluti istituzionali, nessuno ha potuto concludere la cerimonia scoprendo il marmo: secondo la versione fornita in un primo momento dal Comune, perché la targa era stata “scheggiata durante le fasi di montaggio”. Ma il drappo giallorosso che la copriva non era abbastanza spesso da nascondere l’errore, che, immortalato, ha fatto subito il giro della rete.

Sulla vicenda si è innestato in breve tempo un derby politico, con il deputato di Italia Viva Luciano Nobili che ha sfruttato la gaffe per attaccare l’amministrazione Raggi: “Alla vergogna non c’è davvero fine. Oggi ennesimo disastro di Virginia Raggi che è riuscita perfino a sbagliare la targa di intitolazione dedicata a Carlo Azeglio Ciampi, scrivendoci Azelio. Cinque anni così: disastri e menzogne. Perché il M5S deve continuare a coprire la Capitale di ridicolo?”. Rilanciano la capogruppo Pd in Regione Lazio Marta Leonori (“L’emozione di uno spazio del centro della città dedicato ad una personalità così importante della storia del nostro Paese meritava cura e attenzione. Si è invece trasformata nell’ennesima delusione e gaffe”) e il senatore Maurizio Gasparri, commissario romano di Forza Italia (“Questa è la Roma dei grillini, vergogna assoluta”). Non si fanno scappare la facile polemica nemmeno i due principali competitor di Raggi nella corsa alla poltrona di sindaco, Carlo Calenda e Roberto Gualtieri. “Sono stata avvisata questa mattina, ho dato subito l’ordine di procedere ad una nuova targa che infatti già adesso è collocata al suo posto“, comunica lei intorno alle 13.

Fin qui, nulla di imprevedibile. Ma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara va oltre e ventila addirittura l’ipotesi di una gaffe studiata a tavolino per danneggiare la sindaca. “Si avvicinano le elezioni e ormai si inventano tutto per fermare Virginia Raggi. La targa con il nome sbagliato di Carlo Azeglio Ciampi non è un semplice errore. Vi sembra possibile? A me no”, twitta, suscitando decine di reazioni ironiche.

Peraltro – come fa notare un altro commentatore sempre su Twitter – lo stesso, identico svarione ortografico si rinviene in un archivio insospettabile: il portale storico della Presidenza della Repubblica. Nella pagina dedicata all’agenda del 23 gennaio 1989 dell’allora capo dello Stato Francesco Cossiga, come primo appuntamento della giornata compare quello con il governatore della Banca d’Italia, il “Dott. Carlo Azelio Ciampi”. Virginia Raggi, al tempo, faceva la prima media.

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