Mohamed Houli, Driss Oukabir e Said Ben Iazza, i tre imputati per gli attentati di Barcellona e Cambrils (Tarragona) del 17 agosto 2017, sono stati condannati dal tribunale spagnolo dell’Audiencia Nacional a pene che vanno dagli 8 ai 53 anni. L’atto terroristico, in cui un furgone aveva travolto i passanti sulla Rambla, era stato rivendicato dall’autoproclamato Califfato (Isis). Tra le 16 vittime c’erano anche tre italiani: Bruno Gulotta, 35enne di Legnano, Luca Russo, 25enne originario di Marostica e Carmen Lopardo, 80 anni, che si era trasferita in Argentina oltre 60 anni fa.

I tre condannati facevano parte della cellula jihadista di Ripoll e sono tra i responsabili dell’attentato più grave in Spagna dai tempi della strage alla stazione di Atocha dell’11 marzo 2004, dove morirono 192 persone e oltre duemila rimasero ferite. Nessuno dei tre però, scrive El Pais, è stato l’autore materiale dell’attacco, visto che “sia l’autista della Rambla che il gruppo che ha fatto irruzione nel lungomare di Cambrils all’alba sono stati uccisi dai Mossos d’Esquadra“.

Mohamed Houli Chemlal e Driss Oukabir, condannati alle pene più lunghe – 46 e 53 anni -, sono stati dichiarati tra l’altro colpevoli di appartenenza a organizzazione terroristica, possesso di esplosivi a carattere terrorista. I due sono stati assolti da 14 accuse di omicidio terroristico, perché considerati non direttamente responsabili, così come di 29 accuse di lesioni terroristiche e per imprudenza. Said Ben è stato condannato a 8 anni per collaborazione in organizzazione terroristica.

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