C’è un nuovo capitolo che riguarda la vicenda dei verbali di Piero Amara, ex avvocato esterno dell’Eni e già condannato per corruzione in atti giudiziari, resi alla procura di Milano a partire dal dicembre del 2019 in cui si parlava di una presunta loggia composta da magistrati, politici e alti esponenti delle istituzioni. Il magistrato Paolo Storari, che ha consegnato i documenti (senza timbro e firma) nelle mani dell’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo lamentando l’inerzia dei suoi colleghi, è stato iscritto nel registro degli indagati a Roma, come atto dovuto, per rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo quanto apprende l’Ansa, ha ricevuto un invito a comparire per sabato prossimo ed è pronto a spiegare e a difendere la decisione presa nell’aprile 2020 di consegnare quelle carte ‘secretate’ a Davigo per autotutelarsi, ritenendo che i vertici del suo ufficio stessero insabbiando le indagini sulle rivelazioni del legale. Proprio oggi, tra l’altro, ad Amara è stato notificato un avviso di chiusura indagine da parte della procura di Perugia per millantato credito e traffico di influenze. Mercoledì 5 maggio, invece, è atteso a Roma come teste proprio Davigo, nell’ambito dell’indagine in cui Marcella Contrafatto, sua segretaria fino a quando non è andato in pensione, è accusata di aver diffuso in forma anonima ad alcuni giornali i verbali secretati di Amara. L’impiegata, ora sospesa, è indagata per calunnia poiché i verbali sono stati accompagnati da una lettera in cui si tacciava di inerzia i vertici della Procura milanese.

L’altra novità della giornata è che il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, ha acquisito nei giorni scorsi dalla Procura di Brescia gli atti del fascicolo archiviato che era stato aperto dopo che i pm milanesi, su decisione del procuratore Francesco Greco, avevano trasmesso ai colleghi passaggi di un verbale di Amara che gettava un’ombra sui giudici del processo Eni-Nigeria poi finito con assoluzioni. Il legale faceva riferimento a “interferenze delle difese Eni”, non provate, sul giudice Marco Tremolada, presidente del collegio. La presunta inerzia nell’indagine, lamentata dal pm Paolo Storari, per alcuni sarebbe legata a questa mossa della Procura sul caso Eni-Nigeria. Storari poi ha consegnato quei verbali segreti e apocrifi nelle mani dell’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo che ha informato tra gli altri il procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, e altri consiglieri. I verbali sono quindi arrivati in tempi diversi al Fatto Quotidiano, che non ha pubblicato i documenti e ha informato la procura di Milano, e ad altre due testate.

Il procuratore di Milano Francesco Greco nel frattempo sta preparando una relazione insieme all’aggiunta Laura Pedio da inviare al Csm. In quelle pagine si racconterà una versione opposta a quella del pm con l’elenco di tutte le attività investigative svolte, le dieci mail intercorse tra Storari e il capo della Procura, e altri documenti che saranno vagliati per una eventuale azione disciplinare nei confronti di Storari, che nel 2003 era stato assolto di giudici di Milano, perché da sostituto procuratore a Torino era stato accusato di aver dato a un giornalista del quotidiano La Repubblica notizie riservate relative all’indagine sui conti Telecom. Intanto a Storari sono arrivati molti attestati di solidarietà. Chi gli è vicino, racconta che è “ben determinato” a sostenere la sua scelta, e che si aspettava di essere convocato dalla Procura di Roma nell’ambito dell’indagine in cui la ex segretaria di Davigo è indagata per calunnia, o dalla procura di Brescia, dove in queste ore è stato aperto un nuovo fascicolo, al momento a carico di ignoti. Inoltre il pubblico ministero milanese si attende anche un procedimento disciplinare ed è pronto a riferire al Csm, portando dei nuovi elementi a sua difesa.

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