Ha raccolto 135.311 euro la sottoscrizione promossa a favore dei sei ferrovieri condannati a pagare 80.000 euro di spese legali nell’ambito del processo per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009: si erano costituiti parte civile come rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, in qualità di parti offese per danni morali di immagine ai ferrovieri, ma la sentenza della Cassazione, a differenza di quanto disposto dai giudici di primo grado e poi di Appello, non ha riconosciuto al disastro l’aggravante dell’incidente sul lavoro. Uno di loro, Dante De Angelis era il macchinista licenziato in tronco nel 2008 per le sue denunce sulla carenza di sicurezza, secondo Trenitalia danneggiando l’azienda, e poi reintegrato su ordinanza del tribunale .

In una nota diffusa domenica dagli stessi sei ferrovieri – oltre a De Angelis, Alessandro Pellegatta, Filippo Cufari, Giuseppe Pinto, Maurizio Giuntini e Vincenzo Cito – per rendicontare la raccolta fondi, si spiega che le adesioni sono state oltre 3.000, una “straordinaria partecipazione”: “Vogliamo ringraziarvi tutti, dal disoccupato che, con imbarazzo ma grande dignità, ha contribuito consegnando a mano cinque euro in monete, scusandosi per la modestia della cifra a tutti coloro che hanno contribuito, ciascuno secondo le proprie possibilità e sensibilità, con somme più o meno alte ma con identico spirito di solidarietà. Un grazie particolare alla Cassa di solidarietà tra ferrovieri, all’Assemblea 29 giugno e alla rivista Ancora in marcia”.

Il denaro, hanno spiegato, sarà impiegato per soddisfare prioritariamente le richieste già presentate dai legali di Fs per le spese legali, che ammontano a 11.997,22 euro per ciascuno. Invece “le spese processuali cui siamo stati condannati dalla Cassazione, in assenza delle motivazioni, non sono ancora determinate”. La sottoscrizione quindi resta aperta: “Una volta soddisfatti gli obblighi giudiziari, tutte le somme eccedenti le destineremo all’eventuale proseguimento del percorso giudiziario relativo alla strage di Viareggio, a iniziative di solidarietà in tema di salute e sicurezza del lavoro e del trasporto ferroviario, e a tutela di lavoratori e ambiti oggetto di repressione”.

La vicenda nasce quando a gennaio la Cassazione ha riconosciuto la colpevolezza di molti dei 32 imputati per la strage. Tuttavia a differenza dei giudici di primo grado e di appello, non ha riconosciuto i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e i sindacati come parti civili e quindi ha chiesto loro di restituire i soldi delle spese legali, che nei primi due gradi di giudizio erano state in carico agli imputati.

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