Quando hanno bussato all’hotel di La Spezia dove soggiornava con altri commilitoni per arrestarlo, Mahmoud Mohamed Mabrok, 21 anni, era già tornato in Egitto. I carabinieri si erano presentati in albergo perché il militare, che aveva già ricevuto un avviso di garanzia, era accusato di avere violentato una commessa del solarium di Galleria Goito, in pieno centro. E ora, scrive la Stampa, dalle indagini emerge che il suo biglietto aereo di ritorno “è stato prenotato direttamente dall’ambasciata egiziana“. Un particolare che per gli investigatori “sta a significare che l’intera operazione ha avuto la regia dei vertici dell’esercito del Cairo“.

L’interrogazione parlamentare di Fratoianni – Il caso di Mabrok apre un altro fronte di scontro tra l’Italia e l’Egitto, dopo i casi di Giulio Regeni, Patrik Zaki e quello più recente legato alla vendita da parte del governo italiano di due fregate alla marina egiziana. E approda in Parlamento con un’interrogazione parlamentare presentata al governo dal segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Di quali ulteriori elementi dispongono i Ministri Cartabia, Lamorgese e Guerini circa quanto avvenuto a La Spezia con la fuga di un militare egiziano indagato per un tentato stupro? Intendono, ciascuno per la propria competenza, acquisire ogni elemento utile a verificare se siano stati commessi errori o sottovalutazioni da parte di chi aveva il compito di impedire che il militare egiziano, sospettato di essere l’autore di una tentata violenza sessuale e per questo indagato, potesse lasciare il nostro Paese indisturbato facendo ritorno in Egitto poco prima che gli venisse notificata la misura cautelare degli arresti domiciliari?”, scrive Fratoianni nel testo dell’interrogazione, chiedendo “se il governo non intenda acquisire informazioni se sia stato già tempestivamente avviato il procedimento di rogatoria internazionale diretto a richiedere l’estradizione dell’indagato”. “Infine – conclude – vogliamo sapere se risulta confermata la notizia pubblicata da alcuni organi di informazione di un’attenzione dei servizi italiani di informazione e sicurezza sulla vicenda, quale ruolo abbiano avuto nella vicenda e quale attività abbiano svolto”.

Il caso – Il militare, che si trovava alla Spezia assieme ad altri commilitoni in attesa della consegna di una delle due Fremm vendute dall’Italia, dalla fine dello scorso marzo era entrato nel mirino di carabinieri e procura per una tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza, episodio che sarebbe avvenuto in un solarium della città. Il militare era già stato raggiunto e identificato dagli investigatori a inizio aprile, dopo la denuncia della donna, ma quando nei giorni scorsi i militari dell’Arma lo hanno cercato per notificargli l’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari chiesto e ottenuto dal sostituto procuratore, non l’hanno trovato.

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