Addio al principe delle gaffe reali e dalla fedeltà cieca alla sua amata consorte regina. Filippo d’Edimburgo è morto. Aveva 99 anni. La sua figura si è stagliata come un’ombra silenziosa e sfumata sempre qualche passo indietro rispetto alla moglie Elisabetta, regina d’Inghilterra, in oltre sessant’anni di regno sostanzialmente di pace. Apparentemente defilato, spesso superficiale, mai completamente Windsor proprio in questa sua brusca sfrontatezza molto sui generis non proprio british. Per capire l’essenza profonda dell’atteggiamento privo di gran tatto del principe verso la società circostante, laggiù da basso, basta recuperare una puntata della pluripremiata serie The Crown. Elisabetta e Filippo appena sposati giungono a Nairobi in Kenya nel 1952. Momento politico delicatissimo, con una donna regina di lì a poche ore quindi alle prime armi nell’ambito diplomatico, a parlare di fronte ai capi tribù del luogo schierati seri in parata. La macchina da presa si perde subito dopo nei sorrisini di Filippo, negli ammiccamenti alla consorte, fino a quando stuzzica con dileggio un capo tribù tirando una medaglia del regno britannico che l’indigeno ha appuntato ad uno straccetto di stoffa che gli copre il petto: “Dove l’hai rubata quella croce?”. Mezzo secondo dopo altra imbarazzante offesa verso un altro indigeno che indossa un ovale di pelo attorno al capo: “Che bel cappello che hai!”. Elisabetta lo fulmina: “Non è un cappello è una corona”. Filippo lungo lungo, stempiato già a vent’anni, è stato come il doppio maschile del capo al femminile senza mai esigere riflettori, attenzione, superamento dei confini formali del regno. “È stato, semplicemente, la mia forza ed è rimasto tale per tutti questi anni”, ha dichiarato Elisabetta riferendosi al marito nel 1997, proprio nell’anno delle nozze d’oro della coppia. I due si frequentavano fin da metà degli anni trenta, quando Filippo aveva appena dodici anni, ed Elisabetta dieci. Fu solo nel 1939 quando Filippo iniziò a frequentare il Royal Naval College di Dartmouth che lei si innamorò del futuro consorte. I biografi ufficiali parlano di un fitto scambio di appassionate lettere d’amore. Una delle cugine di Elisabetta ha sostenuto più volte che la donna era cotta del suo “dio vichingo”. Dopo aver servito nella reale marina britannica, nel 1946 Filippo chiede la mano di Elisabetta a Giorgio VI, ma il re ritiene che sia ancora presto e chiede al pretendente di attendere il compimento dei 21 anni della figlia.
Nel frattempo Filippo, nato a Corfù in Grecia, figlio del principe Andrea di Grecia e Danimarca e della principessa Alice di Battenberg, membro sia della casa reale greca e danese, abbandonò i suoi titoli reali per diventare suddito britannico e acquisire il titolo di Duca di Edimburgo. In molte biografie reali si racconta anche che Giorgio VI (e anche il primo ministro inglese dell’epoca, Winston Churchill) fosse in imbarazzo sia per i mariti nazisti delle due sorelle di Filippo (per le nozze di una di loro Filippo dovette partecipare al matrimonio in Germania sfilando con i gerarchi del regime ndr), sia per un carattere esposto in pubblico non proprio ortodosso. Secondo il Time “per Giorgio VI c’era qualcosa in quel giovane sfacciato dalla risata rumorosa e dai modi da marinaio che lo irritava”. Eppure in oltre sessant’anni di matrimonio, eccetto che per qualche accenno di crisi a fine anni cinquanta, non ci sono mai stati scandali di letto o sussurri maliziosi tali da far sbriciolare la reale coppia. “Ha messo completamente da parte la sua carriera personale per sostenerla (Elisabetta ndr), e non prende mai le luci della ribalta, non oltrepassa mai il segno”, ha spiegato non molto tempo il nipote William, parlando dell’amato nonno. Filippo ed Elisabetta hanno avuto quattro figli: il primo, Carlo, nel 1948; Anna, l’unica figlia, nel 1950; Andrea nato nel 1960; Edward nel 1964. Capace di prese di posizioni anche piuttosto radicali in famiglia, come quando fece comprendere che non amava granché Diana Spencer come moglie del figlio Carlo (in una lettera che le aveva spedito scrisse: “non so quale uomo sano di mente possa lasciarti per Camilla”), Filippo è stato anche in grado di gesti platealmente dolci e accomodanti. Alla morte di Diana, con il nipote William che non voleva presentarsi al corteo funebre dietro la bara della madre, disse al ragazzo che di quell’assenza se ne sarebbe pentito. A quel punto William disse che avrebbe partecipato solo se il nonno gli fosse stato a fianco. Così le foto dell’epoca riportano dietro il feretro di Lady D., i figli William e Harry, il vedovo Carlo, il fratello di Diana e infine proprio Filippo. Il duca di Edimburgo rimane però celebre per una serie di gaffe che sono sempre parse ai più involontarie, o forse semplicemente frutto del registro sopra le righe di un senso dell’umorismo più da caserma che da casa reale. Basta ricordare lo scambio di battute che riportò Cate Blanchett nel 2018. L’attrice venne invitata ad un pranzo ufficiale a Buckingam Palace poco dopo l’uscita del film storico Elizabeth. Blanchett spiegò che pensò di trovarsi di fronte alla regina per spiegarle il lavoro fatto nel film, ma le capitò di finire seduta a fianco di Filippo al tavolo del pranzo. A un certo punto il Duca le disse: “Di cosa ti occupi?”. E lei: “lavoro nell’industria del cinema, faccio l’attrice”. Filippo: “Bene, senti mi è stato regalato un lettore dvd per Natale e non funziona. Non riesco a capire se devo inserire il cavo rosso o quello verde”. Nel 2011 in visita ad una tribù di aborigeni, di fronte ad un nutrito gruppo di cronisti chiede ad un indigeno Filippo affermò: “Vi tirate ancora le lance a vicenda?”. Nel 1993 mentre era in visita nei luoghi dove si schiantò un aereo Pan Am con oltre 260 morti a Lockerbie in Scozia si mise a disquisire sugli effetti dei danni derivanti dall’acqua gettata sul fuoco dopo gli incendi: “Stiamo ancora cercando di asciugare l’acqua usata al castello di Windsor per gli incendi di un anno fa”. La BBC negli anni ha fatto di più, raccogliendo le peggiori gaffe sessiste, razziste, o più banalmente battutine sciocche e imbarazzanti che evidentemente sembravano divertenti agli occhi del sovrano. Nel 1984 ancora in Kenya in visita di stato, Filippo riceve un dono da una ragazza e le chiede: Sei una donna, vero?“. Nel 1986 sotto la Muraglia Cinese con la moglie Elisabetta: “Se rimani qui molto più a lungo ti verranno gli occhi a fessura”. Nel 1992 non si azzarda ad accarezzare un koala: Oh no, potrei prendere qualche malattia orribile”. Nel 1994 in visita alle isole Cayman: “La maggior parte di voi discende dai pirati?”. Nel 1996 appena dopo la peggior strage compiuta con armi da fuoco in Gran Bretagna a Dunblame dove morirono sedici studenti di una scuola superiore, di fronte alla richiesta di vietare la vendita di armi: “Se un giocatore di cricket, per esempio, decidesse improvvisamente di andare in una scuola e picchiare a morte molte persone con una mazza da cricket, cosa che potrebbe fare molto facilmente, voglio dire, vietiamo le mazze da cricket?”. Nel 2001 riesce perfino ad offendere un bambino che gli confida di voler fare l’astronauta: “Sei troppo grasso per essere un astronauta”. Insomma, per molti commentatori della stirpe Windsor, Filippo è sempre stato un corpo un po’ anomalo, digerito malgrado tutto, silenziato dalla brillante presenza della moglie e regina, proprio fino all’ultimo dei giorni. Proprio quando in mezzo alla pandemia Covid, Filippo non veniva registrato su alcun radar, e i rumors vaticinavano il peggio, è stata la celebre foto di giugno 2020 un po’ ritoccata con Photoshop, con Elisabetta al suo fianco a dargli come legittimità di vita e a farlo tornare alla luce pubblica. A giugno prossimo Filippo avrebbe compiuto 100 anni. Anche se nell’ultima intervista rintracciabile del duca di Edimburgo le richieste in merito al compleanno non sono proprio di entusiasmo e di celebrazione nazionale, o forse solo una delle sue “battute”: “non riesco a immaginare niente di peggio che vivere fino a 100 anni, sto già cadendo a pezzi”.

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