Riccardo lavorava al Carrefour Express di via Po, al Nomentano. Rudy era direttore del punto vendita Todis in zona Marconi. Sono due lavoratori dei supermercati di Roma che hanno perso la vita, nel giro degli ultimi giorni, a causa del coronavirus. Storie che diventano simbolo di una categoria in prima fila, che non si è mai fermata, nemmeno nel periodo di lockdown totale della primavera del 2020.

L’ultima vittima in ordine di tempo è proprio Rudy Reale, 61 anni, originario di Sora (in provincia di Frosinone). Aveva già perso la moglie, ora lui lascia due figli, Claudia e Michele. “La sua generosità e la sua umanità – lo ricordano sul profilo facebook del punto vendita di via Oderisi da Gubbio, a Roma – ci hanno accompagnati in questi anni. Sempre pronto a nuove sfide, un passo avanti rispetto agli altri, ha dato spazio a tutti, non dimenticando nessuno”. “Rudy ha reso il Todis Marconi una grande famiglia – continua il post – e come nelle belle famiglie restiamo uniti in questo doloroso momento, non dimenticando quello che ci ha insegnato: generosità e affetto silenzioso e sincero”.

“Il primo decesso – ricorda Francesco Iacovone, sindacalista del Cobas nazionale – fu quello di una commessa dell’IperSimply di Brescia del 20 marzo 2020. E in mezzo una lista di morti invisibili, nascoste e mai enfatizzate per non disturbare i profitti da capogiro delle multinazionali del commercio. E le aziende e i grandi proprietari di centri commerciali e supermercati proseguono feroci nell’attacco al diritto alla festa dei lavoratori, finanche in piena terza ondata della pandemia, e comunicano le prossime aperture di Pasqua e Pasquetta”. I Cobas incalzano: “Ci siamo stancati della retorica degli eroi, rivendichiamo tutele sanitarie e diritti e giudichiamo incosciente questo nuovo cambio di colore che mette in circolazione altre centinaia di migliaia di cittadini ben prima che gli effetti della zona rossa si manifestino realmente”. Solo ieri e solo a Roma Iacovone ha raccolto 20 segnalazioni di casi di positività tra gli addetti alla grande distribuzione. “Nel 2020 l’Inail ha certificato un aumento dei decessi del 67% rispetto l’anno precedente, ma questi lavoratori restano invisibili, con poche tutele ed esclusi completamente dal piano vaccinale”.

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