Messaggi Whatsapp che invitano a cliccare per fantomatici giochi a premi a tema Esselunga e Amazon, ma in realtà sono truffe. In gergo si chiama “phishing” ed è un’attività illecita che, complice la crescita esorbitante degli acquisti online, si sta moltiplicando giorno dopo giorno: c’è chi si è visto fregare dal conto correnteaddirittura 19mila euro con un solo sms.

Nel caso dei “buoni di Esselunga” il messaggio arriva su Whatsapp e si propone come gioco a premi. “Celebrazioni del 70° anniversario. Vinci regali gratuiti, buona fortuna”, il tutto accompagno dal logo dell’azienda e sotto c’è il link-truffa. Ma attenzione: Esselunga non ha ancora compiuto settant’anni, essendo stata fondata nel 1957. Inoltre il link non rimanda direttamente al sito ufficiale dell’azienda esselunga.it bensì ad un sito che invita a partecipare a una “estrazione fortunata” con “la possibilità di vincere 7000 regali gratuiti”. Una volta aperti i “pacchi-regalo” con all’interno i buoni, vengono chiesti i dati per ricevere il buono con l’invito a condividere il link con altri amici.

Tuttavia la stessa catena di supermercati ha messo in guardia i propri clienti scrivendo: “Segnaliamo che negli ultimi giorni sono pervenute numerose segnalazioni circa la ricezione di messaggi che promettono falsi buoni spesa. Ti ricordiamo che l’invio di tali messaggi esula da ogni possibile forma di controllo da parte di Esselunga e che eventuali concorsi o operazioni a premi promossi da Esselunga vengono diffusi esclusivamente attraverso i canali ufficiali dell’azienda“.

Stesso copione per Amazon, per il quale gira un messaggio che millantava un concorso per i trent’anni dalla fondazione. Anche in questo caso è impossibile, visto che Amazon è stata fondata nel 1994. E, anche in questo caso, l’azienda ha avuto modo di smentire un qualunque concorso a premi via Whatsapp legato a un qualche fantomatico anniversario. Dunque attenzione, prima di partecipare a qualsiasi a gioco di “lotteria” è sempre meglio verificare i canali ufficiali dell’Azienda coinvolta. Nel caso in cui siano già stati inseriti i dati le contromosse sono due: bloccare subito la carta di credito e fare una denuncia contro ignoti alle forze dell’ordine.

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