Opel Mokka è stata scelta da più di 1 milione di clienti da quando fu annunciata nel 2012. Dopo un primo rinnovamento nel 2016 con Mokka X, quindi il punto di svolta. E non solo perché ne arriverà anche una versione elettrica. A prevalere è il concetto di spartiacque tra il passato e il futuro, con semplicità come parola d’ordine. Una decisa discontinuità con quello che c’era prima, a partire dal linguaggio stilistico completamente nuovo, che definisce le linee guida del marchio per il prossimo decennio.

La Mokka si affianca alla Opel Crossland nel segmento dei B suv, il più dinamico degli ultimi anni e anche uno dei più affollati. Il progetto è tutto tedesco: è stata disegnata, sviluppata e testata in Germania, anche se è prodotta nello stabilimento di Poissy, in Francia. Nasce sulla stessa piattaforma CMP della Opel Corsa, ma anche della Peugeot 2008: ha dunque la possibilità di montare motori sia termici che elettrici, il che permette grande flessibilità.

Esternamente la Opel Mokka ha un design di personalità, con nuove proporzioni e una linea pulita, dove è stato eliminato tutto ciò che è superfluo. Lunga 4,15 m, è più corta di 12 cm rispetto alla precedente ma mantiene inalterata l’abitabilità interna grazie ad un passo di 2 cm più lungo e alla larghezza aumentata a 1,79 m. Il frontale è ispirato alla Opel Manta del 1970, un ponte col passato che porta l’auto nel futuro con il nuovo Vizor: una cornice cromata che racchiude i fari a Led, già di serie su tutte le versioni. Ma l’illuminazione può fare un salto di qualità notevole se si scelgono i fari a matrice di Led, gli Open Intellulux. Di serie sull’allestimento Ultimate – il più elegante della gamma – costano 600 euro per le altre versioni. Hanno sette elementi a led per faro, molteplici configurazioni e un fascio profondo fino a 400 metri, che consentono il massimo della visibilità senza abbagliare le altre auto.

Le linee laterali disegnano una silhouette dinamica e portano la vista ad un posteriore dove, l’uso dei led permette di costruire fanali fini in orizzontale che danno una percezione di maggior larghezza e muscolosità della vettura. Eliminate anche tutte le scritte relative al modello, rimane la scritta Mokka e, per le versioni elettriche, la “e”.

All’interno viene recepita la filosofia del Visual Detox: tutti gli elementi che spezzano le linee sono stati eliminati e ciò che cattura l’attenzione perché in primo piano sono gli schermi digitali. Due i display: il quadro strumenti e quello dell’infotainment. Di serie da 7”, sulla Ultimate sono rispettivamente da 12” e da 10”, altrimenti optional per 800 euro sulle altre. Nelle versioni automatiche ed elettriche sono stati eliminati la leva del cambio e del freno a mano per creare in basso una superficie piatta, senza elementi che disturbino la purezza della linea. Rimangono invece i pulsanti fisici per gestire l’infotainment senza distrarsi con il touch, per la climatizzazione e per quello che riguarda la dinamica di guida. Oltre alla compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay, per gestire i servizi remoti è anche disponibile l’app myOpel. Utile, ad esempio, per gestire la ricarica e il pre-condizionamento dell’abitacolo su Mokka-e.

La posizione di guida è alta e garantisce una buona visibilità e comfort. Quest’ultimo è favorito anche dal buon contenimento laterale dei sedili che, a richiesta possono avere anche la funzione di massaggio ed essere riscaldabili, come anche il volante. Lo spazio all’interno è buono, anche per i passeggeri dietro e il bagagliaio è uguale alla versione precedente: 350 litri che possono diventare 1.105, se si abbattono i sedili.

Più leggera di 120 kg ma con una rigidezza aumentata del 15%: è questo il segreto dell’equilibrio tra comodità e dinamica di guida . Ha superato anche la “Autobhan proof” dove è risultata molto stabile anche alle alte velocità in quei tratti di autostrade tedesche dove non ci sono limiti.

Tre le motorizzazioni endotermiche disponibili, due tre cilindri turbo benzina da 100 Cv, 205 Nm di coppia con il cambio manuale a 6 rapporti e il 130 Cv da 230 Nm di coppia, disponibile anche con il cambio automatico a 8 marce. C’è poi il quattro cilindri turbo diesel da 110 cv, 250 Nm di coppia e il cambio MT-6. La Mokka-e invece nasce 100% elettrica con un motore che sviluppa l’equivalente di 136 cavalli e una batteria da 50 kWh che ha un’autonomia secondo il ciclo WLTP di 324 Km che può essere ricaricata all’80% in mezz’ora con un cavo da 100 kW in DC.

Abbiamo provato il benzina da 130 Cv nei dintorni di Milano, in un percorso misto tra la città e la tangenziale e la Opel Mokka è stata piacevole da guidare, con lo sterzo preciso e agile in manovra. Tre modalità di guida: Normal, Eco e Sport che vanno a modificare non solo la reattività dell’acceleratore e dello sterzo ma anche la potenza del motore e della coppia. Molto stabile, con rollio e beccheggio accettabili per essere un B suv si è dimostrata anche abbastanza silenziosa, anche se mai quanto la sua sorella a zero emissioni. Quest’ultima in frenata e in decelerazione ricarica la batteria e l’operazione può essere rafforzata scegliendo la modalità “B” (Brake) sul tunnel centrale. In questo caso la prima parte della frenata è destinata al recupero di energia, poi schiacciando sul pedale la frenata diventa più vigorosa. Buono l’assetto di entrambe le versioni, capace di assorbire le asperità del terreno senza troppi scossoni.

Per entrambe sedici sistemi di assistenza alla guida, già di buon livello anche per la versione base. La Opel Mokka ha prezzi che partono da 22.200 euro mentre la Mokka-e da 34.250 che, grazie agli incentivi statali a cui si aggiungono quelli di Opel, possono scendere di 11.000 e arrivare a 23.250 euro. Disponibile anche la formula Scelta Opel che ha lo stesso trattamento sia per il benzina che per l’elettrico: un anticipo di 2.500 euro e rate da 199 euro al mese per tre anni con 15.000 km/all’anno inclusi. Covid permettendo, ci sarà la possibilità di vederla e provarla grazie ai porte aperte del 20 e 21 marzo.

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