Si chiamerà ‘Digital Green certificate’, sarà legalmente vincolante e consentirà ai cittadini europei di tornare a viaggiare. L’Unione europea ha messo a punto il documento digitale e interoperabile che, oltre ai dati sull’inoculazione, conterrà quelli sui test eseguiti o di eventuali anticorpi sviluppati a seguito della malattia. Un certificato sviluppato su proposta della Commissione europea che domani riceverà il via libera dal collegio dei commissari. Se tutto andrà bene, il pass dovrebbe essere già in vigore agli inizi di giugno, ma affinché questo sia possibile occorre svolgere ancora molto lavoro tecnico e, naturalmente, serve l’approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.

Il pass Covid, iniziativa per salvare le vacanze estive, rispetterà in pieno la politica sul trattamento dei dati personali ed il suo formato sarà tale da non consentire discriminazioni. L’iniziativa è parte di un pacchetto più ampio che riguarda un approccio coordinato alla revoca delle misure di contenimento del virus, tema che sarà ripreso anche al vertice europeo dei leader del 25 e 26 marzo, come si legge nelle linee guida per preparare la bozza di conclusioni. Lo strumento, dal quale trarranno beneficio anche i cittadini non vaccinati, avrà carattere temporaneo e sarà sospeso una volta che l’Organizzazione mondiale della sanità avrà dichiarato la fine della pandemia da Covid-19.

Il primo Paese al mondo a mettere a punto il passaporto per il Covid è stato Israele, che proprio grazie al Green Pass ha ricominciato a riaprire ristoranti, stadi, palestre e luoghi del tempo libero. Tel Aviv ha poi stipulato un accordo bilaterale con la Grecia per cui i rispettivi cittadini, se in possesso del documento che accerta la vaccinazione o la guarigione da Covid-19, potranno viaggiare liberamente nei due Paesi.

La proposta si era fatta strada in Europa già alcune settimane fa e, seppure inizialmente con molte divergenze, l’approvazione che arriverà domani segna il raggiungimento di un’intesa tra i Paesi. Già nei giorni scorsi la commissaria europea agli Affari Interni Ylva Johansson aveva rimarcato che il pass consentirà di “abolire” alcune delle restrizioni di viaggio attualmente in vigore nell’Ue, perché permetterà a chi lo mostra di dimostrare che ha “fatto un test Pcr” con esito negativo, oppure che ha “anticorpi” contro il coronavirus Sars-CoV-2, oppure ancora che è stato “vaccinato” contro Covid-19. Il certificato, aveva aggiunto Johansson, consentirà di dimostrare in modo semplice, “mostrando il proprio smartphone, che si è a rischio molto basso di trasmettere il virus“.

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