Ex sindaco, ex ministro, socialista. È morto a Milano Carlo Tognoli, 82 anni, che a novembre era stato colpito dal Covid mentre si trovava ricoverato all’ospedale Gaetano Pini per la frattura del femore. Da sempre iscritto al Psi, Tognoli è stato primo cittadino del capoluogo lombardo per 10 anni, dal 1976 al 1986, per poi diventare prima europarlamentare e poi deputato. E’ stato poi ministro per i Problemi delle Aree Urbane del Turismo e dello Spettacolo fino al 1992, per poi lasciare ogni carica politica. “Un pezzo della storia milanese, della Storia Socialista e anche della nostra vita che se ne va. Un grande dolore” ha scritto su Twitter Bobo Craxi, che per primo ha dato la notizia della scomparsa. Tognoli è stato non solo il sindaco più giovane di Milano, ma anche una personalità capace di far sentire la sua voce anche in Europa. Nato nel capoluogo lombardo il 16 giugno 1938, si è spento a 82 anni a casa dopo essere stato colpito dal Covid. Legato al Psi di Bettino Craxi, ha dato ai suoi figli i nomi Anna e Filippo, come omaggio a Kuliscioff e a Turati, coppia simbolo del socialismo storico. E il nome dell’interista Tognoli – rivendicava il soprannome ‘Tognolino’ – è inevitabilmente legato al Partito socialista: dirigente giovanile del partito dal 1958 al 1962, i suoi primi ruoli di rilievo li riveste a partire dal 1970 quando diventa assessore del Comune di Milano fino al 1976, anno in cui si guadagna la fascia di sindaco che indosserà per due mandati, fino al 1986 quando lascia la poltrona a Paolo Pillitteri. Anni segnati dal terrorismo.

Dal 1987 al 1992 è stato ministro per i Problemi delle Aree Urbane (nei governi Goria e De Mita) e poi ministro del Turismo e dello Spettacolo nei governi Andreotti e Craxi. Nel maggio 1992 Tognoli ricevette un avviso di garanzia nell’ambito di Tangentopoli, viene assolto il 25 gennaio 2000. Non riveste solo ruoli politici. Nel 1995 riceve un incarico a Mediobanca. E stato Presidente del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dal 2003 al 2005. Dal 2005 al 2009 è stato alla presidenza della Fondazione Ospedale Maggiore di Milano. In una delle ultime interviste, in piena emergenza Covid, pensava alla rinascita della città. “Se mi affaccio alla finestra vedo una Milano che ricorda quegli anni dell’immediato Dopoguerra: poche autovetture per strada, qualche bicicletta… – racconta al Corriere della Sera -. I tempi sono cambiati, ma, anche grazie alle tecnologie digitali, presto si potrà favorire un rilancio. Con la partecipazione di tutti: imprenditori e artisti, manager e intellettuali. La particolarità del momento ci dice che è giusto rivendicare i propri diritti, ma solo se si rispettano i doveri”. “Milano piange la scomparsa di Carlo Tognoli, un grande sindaco della nostra città, un uomo politico concreto e aperto alle riforme. Un milanese vero. Per me un maestro e un amico sincero. Mi unisco al dolore della famiglia” ha scritto su twitter il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Carlo Tognoli è stato un sindaco amatissimo che ha affrontato gli anni difficili dell’uscita dal terrorismo dando una impronta alla città che ha segnato un lungo periodo. E’ sempre stato orgoglioso di essere un socialista riformista e anche da ministro si è impegnato per Milano” ha commentato invece l’ex sindaco Giuliano Pisapia, secondo cui “con la sua scomparsa Milano perde una figura di riferimento, un protagonista del dibattito pubblico ascoltato e rispettato”.

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