La missione degli Extraliscio a Sanremo è chiara: trasformare l’Ariston in una balera. Sì, non c’è il pubblico in sala, non ci sono le coppie in pista e nemmeno il profumo della festa di piazza, ma a ricreare l’atmosfera da strapaese che sa di estate infinta in Romagna, ci penseranno i “supereroi del liscio” in versione featuring. Da una parte ci sono il cantante Mauro Ferrara (la voce di Romagna Mia nel mondo), il polistrumentista con l’animo da sperimentatore Mirco Mariani (uno che per anni ha suonato con Vinicio Capossela) e il clarinettista e star del liscio Moreno il Biondo (già storico collaboratore di Raoul Casadei, risultato falso positivo al tampone delle prime prove all’Ariston), dall’altra Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che per l’occasione si unisce a loro. Deus ex machina di questo incontro è Elisabetta Sgarbi: sua l’intuizione di farli unire, sua anche una parte del testo di Bianca Luce Nera, il brano con cui saranno in gara. Ma più che al podio, la band punta a divertirsi e a spiazzare: «Siamo consci di essere un’orchestra fuori moda, per questo al Festival non siamo neanche in gara, abbiamo già vinto salendo sul palco», ammette Mariani con una chiara dichiarazione d’intenti.

Ma chi sono gli Extraliscio? «Dei vecchietti terribili e scatenati», così li ha definiti Elisabetta Sgarbi, che a loro ha dedicato il documentario Extraliscio – Punk da Balera. Si ballerà finché entra la luce dell’alba, presentato alle Giornate degli Autori all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. «Extraliscio in sé, invece, è un progetto giovane, bambino, innocente e curioso, per molti versi d’avanguardia. Mi piace questo loro essere giovani e vecchi, bambini e adulti, esperti ed esordienti», spiega l’editrice de La nave di Teseo, che debutta come discografica proprio con gli Extraliscio, scoperti grazie allo scrittore Ermanno Cavazzoni. Bianca Luce Nera, la canzone di Sanremo, è nata da una melodia incisa da Mirco Mariani sulla quale Pacifico ha scritto il testo, incentrato sull’ossessione amorosa cui non si può resistere. «L’ho scritto pensando a un legame disperato e potente. A un inseguimento. A suo modo è una canzone d’amore, argomento principe delle canzoni sanremesi. Ma questo è un amore sbandato, irragionevole. Fa agire solo d’impulso, fa fare cose da pazzi», anticipa il raffinato autore.

Ritmo che spinge, clarinetto deciso, la solarità del liscio che incontra le chitarre, l’elettronica e il rock, sono gli ingredienti con cui la band punta a espugnare l’Ariston e soprattutto a trasformarlo in maxi balena con venature punk. Per la serata delle cover, il giovedì, hanno invece scelto di cantare Rosamunda, brano popolare inciso da Gabriella Ferri nel 1972: con loro ci sarà anche Peter Pichler, un polistrumentista di Monaco di Baviera, uno dei pochissimi musicisti al mondo in grado di suonare il Trautonium, uno strumento musicale elettronico monofonico inventato nel 1929. Mondi distanti che s’incontrano, insomma, è questo uno dei tratti distintivi degli Extraliscio. Basti pensare che sul palco del Festival sfoggeranno una serie di look pensati per loro da Dolce e Gabbana e che nel loro doppio disco È bello perdersi – in uscita il 5 marzo – ci sono tra le altre alcune dichiarazioni di personaggi che hanno conosciuto negli ultimi mesi il mondo extra del gruppo romagnolo, dallo scrittore Sandro Veronesi a Pupi Avati. Il regista si è innamorato a tal punto di loro che ha inserito alcuni brani realizzati dal gruppo nella colonna sonora del suo ultimo film, Lei mi parla ancora. Ma è tutto un incrocio di universi differenti quando si parla degli Extraliscio, tanto che tra le collaborazioni di Mirco Mariani spuntano quelle con l’Orchestra Toscanini e con Francesco Bianconi dei Baustelle, che ha cantato in un suo disco e che dei loro incontri nello studio bolognese di Mariani dice: «Oltre ad essere un musicista eclettico, è uno che ti travolge di entusiasmo ed eccitazione. Ti attacca addosso la voglia di vivere. Mi fa stare bene perché per certi versi mi è complementare: io sono un sempre triste, come dice Paolo Conte, lui ha una vitalità dirompente».

Alla loro visione anarchica e punk – nel senso di libertà di musica e di gesti, più che di suoni – si aggiunge quella di Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, «anche lui da sempre un punk vero, nello spirito e nell’attitudine», come l’ha definito ancora Bianconi. Toffolo ci metterà voce e chitarra ma anche i suoi disegni: stimato fumettista, incarna il connubio tra musica indipendente e fumetto con la sua celebra maschera a forma di teschio che indossa da sempre in ogni performance. Toffolo, che aveva già curato diversi videoclip degli Extraliscio, ha interpretato Bianca Luce Nera trasformandola in fumetto attraverso sedici tavole raccolte nel volume La canzone disegnata, in allegato al numero di marzo del mensile Linus. Il risultato di questo incontro di universi apparentemente inconciliabili? Un mix tra black, balera, contrario che si ribalta, rovesciamenti e giravolte. Un’esplosione inattesa da cui aspettarsi di tutto. «È un punk di libertà, quella di poter sognare su una tradizione rompendo le regole, ma tenendo conto di quello che c’è nella storia di questa musica», annuncia Mariani. Ne vedremo delle belle.

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