Iva Zanicchi ha rifiutato il Festival di Sanremo? Stasera Amadeus e Fiorello celebreranno la storia della kermesse con Marcella Bella, Fausto Leali e Gigliola Cinquetti. Assieme a loro, ci sarebbe dovuta essere anche l’Aquila di Ligonchio. Lei sì che ha scritto la storia del Festival con 10 partecipazioni all’attivo e tre vittorie. L’invito c’è stato, l’invito è stato rifiutato. Il settimanale Oggi parla di un “sonoro no”. “Iva non perdona”, scrivono i colleghi.

Fq Magazine ha contattato la Zanicchi per capirne di più. Ci racconta: “Non ho rifiutato il Festival, ci mancherebbe. Sa che ho avuto il Coronavirus, no?! Ecco, facendo degli esami hanno riscontrato ancora uno strascico di polmonite interstiziale, anche se leggera, con una lieve tracheite. Mi hanno sconsigliato di andare a cantare. A malincuore, allora, non sono potuta andare. Non è facile rinunciare al Festival anche se, le dico la verità, avrei preferito uno spazio diverso. Credo di meritarmelo anche”.

Quest’anno festeggia i 55 anni di carriera, proprio come la sua amica e collega Orietta Berti. Si era proposta?
“No, non mi candido da due anni a Sanremo. Anche se le dirò che l’idea di andare in gara mi piace ancora molto”.

La sensazione è che per lei il Festival sia ancora un dente avvelenato, è così!?
“Sanremo può essere ancora oggi un’occasione meravigliosa, se hai un prodotto valido. Se non ce l’hai, è inutile andarci. Io ultimamente non l’ho avuto, il prodotto valido. Se il prossimo anno riuscissi a trovarlo, nonostante l’età, ci tornerei volentieri a Sanremo. Credo che un cantante non abbia età”.

A lei questo Sanremo è piaciuto?
“Ho visto solo la parte finale perché prima ero in diretta su Rete 4. Non potevo declinare l’invito di Giordano e mi ha fatto piacere andarci perché la trasmissione si è aperta con un collegamento da una piazza di Modena piena di musicisti, cantanti e tecnici silenziosi. Loro muoiono di fame, da un anno sono fermi. Se nessuno pensa a loro, muoiono sul serio. È stato un momento importante perché fatto in concomitanza con il Festival che, certo, è una boccata d’aria per i musicisti che ci lavorano. Almeno loro per 15 giorni hanno lavorato, grazie a Dio”

Cosa le è piaciuto e cosa no di quel che ha visto?
“Vedere il teatro senza pubblico fa male, è stato un colpo al cuore: ieri sera mancava il calore della platea. Io amo le canzoni di Diodato, anche se non è in gara: è un autore che mi piace tantissimo. Pure Annalisa mi è piaciuta tanto, e sono contenta che sia arrivata prima nella classifica provvisoria. Mi sono persa la Bertè, purtroppo, ma mi hanno detto che è stata strepitosa”.

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