C’è un nuovo caso di suicidio – questa volta di massa – in Italia: quello del Movimento 5 Stelle.

Povero Movimento: finché è rimasto all’opposizione, ha mantenuto una sua dignità e una sua coerenza. Da quando invece è al potere ha perso la bussola ed è iniziata una lunga agonia che lo sta rapidamente conducendo all’estinzione. Le cause della disaffezione dei grillini verso la casa madre possono essere le più disparate: dai rappresentanti inguardabili alla perdita di identità, dal padre-padrone alla scomparsa dei legami con i territori. Io mi occupo essenzialmente di ambiente e l’ambiente era una delle loro stelle. Quindi mi limito ad essa.

Alla faccia della sua tutela, con il primo Governo Conte il Movimento si allea con quella Lega che è il partito notoriamente più legato alla lobby dei costruttori. Infatti, nel contratto di governo nulla si dice di concreto riguardo ad ambiente e consumo di suolo, a parte il solito greenwashing. In compenso, ecco il ministro delle Infrastrutture, l’assicuratore grillino Danilo Toninelli, che si inventa una commissione che faccia una analisi costi-benefici delle grandi opere.

La commissione con a capo Marco Ponti boccia sonoramente tutte le nuove tratte Alta Velocità. Toninelli ne autorizza il prosieguo: bella mossa! Unica foglia di fico resta la Torino-Lione, contro cui il Movimento fa una opposizione di bandiera. Tanto di bandiera che in consiglio regionale Piemonte chi continua coerentemente a battersi contro l’opera, come Francesca Frediani, deve passare al gruppo misto.

Secondo governo Conte. Il Movimento si allea con quel Partito Democratico secondo solo alla Lega in quanto a legami con il partito del cemento e dell’asfalto. Aperta parentesi: ma gliel’ha ordinato il medico ai grillini di governare? Chiusa parentesi. Anche qui, ambiente non pervenuto. In compenso assistiamo a sparate come quella di Cancelleri sulla necessità di accelerare le grandi opere: ma non erano loro che facevano le battaglie contro nei territori? E la valutazione costi-benefici?

Per non parlare di Di Maio (quello che oggi dice che il Movimento è moderato e liberale…) che si genuflette di fronte al più grande costruttore italiano, Pietro Salini, con queste parole: “È una persona eccezionale e le sue sono parole reali, che ritraggono il Paese reale”. Roba da stropicciarsi gli occhi.

E veniamo all’oggi, in cui il Movimento, pur di governare, entra in una coalizione con tutti i partiti dei costruttori, compresa quell’Italia Viva che vuole il ponte sullo Stretto e che mette Teresa Bellanova (già favorevole agli Ogm) sottosegretario alle Infrastrutture a braccetto con il Cancelleri di cui sopra. Compresa quella Lega che Beppe Grillo diceva non dovesse governare con loro: “Primo non deve entrarci la Lega perché la Lega di ambiente non ha mai capito una mazza di niente”.

Tra l’altro, battuta infelice di uno che non sa neanche più fare il comico: la Lega non è che non capisca di ambiente, è che capisce di più di cemento. Ah, già, ma Grillo ha strappato il ministero della Transizione ecologica. Peccato che, a parte il fatto che a capo Draghi non abbia neanche messo uno del Movimento, bensì uno come Roberto Cingolani che l’ultimo incarico lo ha avuto nell’industria delle armi, e poi è scontato che in un governo siffatto la parola d’ordine non sarà certo la tutela del territorio e lo zero consumo di territorio voluto dall’Europa: in fondo al 2050 mancano ancora quasi trent’anni…

Conclusione: il Movimento, come ho esordito, è ormai in camera di rianimazione. Dal 32% del 2008 oggi è al 13,2%. Tempo pochi anni e sarà sparito. Non sarà certo perché la stella dell’ambiente è una stella cadente, ma tutto fa.

Ps. Avevo scritto le righe di cui sopra quando è giunta la notizia che il M5S ha comprato Ronaldo, ossia ha convinto Conte a diventarne leader, e il programma vedrebbe al primo posto la transizione ecologica, questo per riconquistare credibilità nei confronti dell’elettorato deluso. Non credo che alle persone attente possa sfuggire che nulla cambia nel Movimento: le persone quelle sono, i legami economici quelli sono. E, come già dissi, l’avvocato leccese non ha fornito certo prova di avere un’anima attenta all’ambiente, al di là dei propositi che possa manifestare. Solo un’operazione di greenwashing.

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