“A 12 anni mi facevo le canne tutto il giorno. A 15 anni “bevevo anche, uscivo e tornavo alle 7 del mattino”. Lo ha raccontato Elodie Patrizi lo scorso ottobre in un’intervista al Corriere della Sera in cui è tornata a parlare della sua infanzia difficile al Quartaccio a Roma, tra la droga in famiglia, la casa senza acqua calda, le amicizie difficili e il rimpianto per aver abbandonato gli studi troppo presto. “Oggi non mi sento tormentata. Considero il mio passato la mia fortuna: mi ha dato la possibilità di vedere la vita cruda fin dall’inizio e non l’ho subita”, racconta la cantante che a 19 anni è scappata da casa “perché la situazione era veramente tosta e non sapevo più come gestirla”.

“I miei si sono separati quando avevo otto anni ma anche prima non erano molto felici, a casa non c’era una bella arietta — ricorda Elodie —. Mia mamma faceva la cubista, era una ragazza con problemi, mi ha avuta a 21 anni. Entrambi hanno sofferto molto ed erano onesti in questo, non hanno mai camuffato il loro malessere. Ma per me che ero una ragazzina e lì vedevo così erano dei folli – prosegue -. Tossicodipendenza. Io l’ho capito dopo un po’ ma non ho reagito arrabbiandomi, anche se poi ho avuto dentro di me tanta rabbia per parecchio tempo. Ho detto vabbè vi do una mano, cerco di capire come aiutare. Non mi va di addossare colpe a loro, ma sono stata anni a tentare di sistemare una cosa che non è sistemabile, non da una ragazzina. Erano persone che stavano molto male”.

Diverse sue amiche hanno avuto figli a 15, 16 anni. “Ecco io quello no, ero proprio vergine, anzi. Una delle più rigide su certe cose. Quando una mia amica si era fidanzata con un tossico di eroina ero impazzita: l’ho sequestrata dentro casa, le ho detto tu da qua non esci. Questo ha cecato di entrare, mia madre era spaventata, mi minacciava… ma cosa minacci, vatti a fa’ ’na pera”.

Anche lei è stata “una ragazzina complicata. A 12 anni mi facevo le canne tutto il giorno: iniziavo la mattina e finivo la sera. Ogni giorno. Ho iniziato in seconda media, per stare tranquilla: ero sempre arrabbiata. Facevamo delle collette con le amiche e quelle erano le mie giornate: al liceo non capivo le lezioni, tornavo a casa e me le facevo di nuovo, tanto nessuno diceva niente, ognuno faceva come gli pareva. Bevevo anche, uscivo e tornavo alle 7 del mattino, a 15 anni: ho avuto una libertà totale. E se hai troppa libertà sbagli”.

“Ti senti sporco, questa è la verità. È un contesto che rischia di inghiottirti. Non studiamo, a nessuno gliene frega niente. Io ho la terza media e per dirlo ci ho messo anni: mi vergognavo come una ladra. Rimpiango moltissimo il fatto di essere ignorante. Mi fa sentire a disagio, anche perché sono stata vigliacca: ho fatto il liceo fino al quinto anno, senza mai essere bocciata. Arrivata a maggio, mi sono ritirata. Non mi sentivo all’altezza di fare l’esame – conclude Elodie -. Avevo solo paura del fallimento, una cosa che mi ha accompagnata a lungo”.

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