La prima volta che Colapesce e Dimartino, si sono incontrati è stato dieci anni fa: «Eravamo nella piazza di Mazara del Vallo. Dopo aver suonato sul palco, ci siamo trovati a suonare insieme nella casbah ed è nata una grande stima reciproca», raccontano i due artisti, tra i più apprezzati della scena cantautoriale italiana, rivelando com’è nata la loro amicizia fatta di musica e passioni comuni. Dieci anni, centinaia di concerti e un disco in coppia dopo, si ritrovano ora sul palco del Teatro Ariston tra i Big in gara al settantunesimo Festival di Sanremo.

Controcorrente verso Sanremo (passando per la Sicilia) – Più che andare controcorrente, Colapesce e Dimartino seguono la loro di corrente ed è una linea precisa. «Difficilmente abbiamo ceduto e fatto cose solo perché funzionavano in quel preciso momento. Abbiamo sempre scritto quello che ci andava di scrivere. Nessuno dei due ha fatto dischi solo perché aveva bisogno di suonare e guadagnare, ma solo quando aveva delle cose da dire», hanno spiegato in una delle interviste per il lancio di I mortali, il loro disco “da congiunti” uscito lo scorso maggio, che conteneva tra gli altri brani, chicche come Parole d’acqua, Adolescenza nera e Majorana. Anche se la vera hit che sa di tormentone chic e soprattutto di mare, di estate a Ortigia e turisti annoiati, è Luna Araba, il featuring con Carmen Consoli, icona siciliana che Sanremo lo conosce bene, visto che proprio all’Ariston debuttò nel 1996 con Amore di plastica e da qual momento non si è più fermata. La Sicilia e le radici tornano sempre nelle canzoni e nella musica di Colapesce e Dimartino, sia nei progetti da solisti che nelle loro collaborazioni: «Non potrebbe non essere presente, ma non volevamo offrirne un’immagine folkloristica e stereotipata. È il palcoscenico dove accadono le nostre visioni ed è filtrata dalle nostre letture e dal nostro passato».

Chi è Colapesce e perché si chiama così – Classe 1983, Lorenzo Urciullo, questo il suo vero nome, è il «cantautore delle cose piccole che diventano grandi», ha alle spalle una lunga gavetta, decine di progetti e collaborazioni, sempre in bilico tra canzone d’autore, pop e sperimentazione. Nelle sue canzoni c’è di tutto: i grandi ritornelli, i testi poetici, la cura estrema per gli arrangiamenti, le citazioni, i suoni ricercati (ha una library di suoni, dall’Etna che erutta a quello del mare, che registra con microfoni speciali). Nel 2012 ha vinto il premio Tenco per il miglior disco di debutto, Un Meraviglioso Declino, 2013 The Guardian l’ha citato come esempio di musica da esportazione, pochi anni dopo Le Monde l’ha definito l’erede di Franco Battiato e Lucio Dalla. Il suo nome d’arte? Deriva da un’antica leggenda siciliana che ga per protagonista il figlio di un pescatore che decise di restare sott’acqua, sorreggendo una delle tre colonne che regge la Sicilia per evitare che l’isola sprofondasse, tramandata di generazione in generazione e rielaborata anche da grandi scrittori come Italo Calvino.

Dimartino, dagli esordi in provincia a Sanremo – Proprio come l’amico Colapesce, anche Antonio Di Martino (che contrae in nome d’arte e diventa Dimartino), 38 anni, ha cominciato suonando in una band e poi ha proseguito la sua carriera come solita. Ha iniziato a fare musica con i Famelica, nato come gruppo anti-mafia con cui ha inciso due dischi e nel 2009 ha suonato anche al concertone del Primo Maggio. «La nostra provincia era abbastanza violenta e quindi noi per reazione cercavamo di scrivere di quanto ci capitava attorno, partecipando a tutte le manifestazioni studentesche, le feste dell’unità, i concerti di Emergency», spiega. L’amore infinito per la sua terra resta dominante e se la porta dietro in tutti i suoi album. Parte dalla provincia ma allarga i suoi orizzonti più che può e tra i suoi artisti di riferimento ci sono i Radiohead, i Nirvana, gli Smashing Pumpkins e i Soundgarden. Oggi ha sei dischi all’attivo, è considerato uno dei più importanti cantautori ed è un punto di riferimento del songwriting italiano.

Le collaborazioni, da Emma a Brunori Sas e Marracash – Come «dream team» autoriale, Colpasce e Dimartino hanno firmato canzoni tra gli altri per Luca Carboni, Malika Ayane e Irene Grandi, hanno scritto anche Lo stretto necessario, di Levante feat. Carmen Consoli, e Bravi a cadere, il singolo Persona, l’ultimo album di Marracash. Tutto ciò che toccano, si trasforma in successo radiofonico (e non solo). Colapesce negli anni ha scritto canzoni cantate da Emma, Gué Pequeno, Annalisa e Danti. Dimartino ha collaborato tra gli altri con Brunori Sas (anche per il brano cult Al di là dell’amore), Michele Bravi, Francesco Bianconi dei Baustelle e Cristina Donà.

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