La giunta calabrese sembra aver deciso la strada da intraprendere in materia ambientale: preservazione del paesaggio. Lo suggerisce la decisione dell’assessore regionale alla Tutela dell’ambiente, Sergio De Caprio, che, come si legge in un comunicato dell’ufficio stampa, “nelle more dell’approvazione del Piano paesaggistico della Regione Calabria, ha disposto la sospensione di tutte le autorizzazioni per gli impianti eolici e gli elettrodotti, in quanto rappresentano una violenza alla bellezza della Regione e allo sviluppo del turismo”. Stop così ai procedimenti di Valutazione ambientale stategica, Valutazione di impatto ambientale e di Autorizzazione integrata ambientale riguardanti la realizzazione, sia di parchi eolici che di elettrodotti.

Un impegno, quello della Regione, che vede accanto alla sospensione delle autorizzazioni l’avvio di “un tavolo tecnico interdipartimentale per definire l’efficienza ecologica del marchio di qualità dell’energia rinnovabile regionale, come previsto dalla legge regionale n. 25 del 19 novembre”. Insomma una misura duplice quella promossa da De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo. D’altra parte anche recentemente, intervenendo nel dibattito sulla realizzazione del parco eolico nel Golfo di Squillace, ha specificato di “voler mettere fine alla continua violenza sul territorio calabrese attraverso la legge che istituisce le comunità energetiche rinnovabili e un marchio di qualità ecologico ‘Energia rinnovabile Calabria’”.

Per ora la scelta della Regione risponde alle richieste dell’associazione Italia Nostra che alcune settimane fa ha promosso una petizione per chiedere proprio “agli organi regionali competenti di fermare l’approvazione di tutti i progetti di parchi eolici in Calabria”. La decisione della giunta calabrese ha però come data di scadenza l’11 aprile, quando nella regione si tornerà alle urne per votare il nuovo governo. Starà quindi alla prossima amministrazione regionale decidere come gestire questo dossier.

Intanto, la mancanza di ulteriori e più specifiche informazioni ufficiali contribuisce a creare una certa incertezza che solo la pubblicazione delle disposizioni normative potrebbe dissipare. Anche perché questa moratoria sembra contrastare con tutte le disposizioni comunitarie e nazionali sulla promozione delle fonti rinnovabili. Infatti finora tutti i tentativi di blocco delle autorizzazioni disposte dalle Regioni hanno avuto lo stesso esito: la bocciatura da parte della Corte Costituzionale che le ha ritenute illegittime. È accaduto con la moratoria campana sull’eolico del 2016 e prima con quella, ancora sull’eolico, del 2005 avanzata dalla Regione Puglia. In attesa di eventuali precisazioni dalla Regione e di possibili interventi della Corte, rimane lo stop.

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