Cominciano ad arrivare anche le prime reazioni politiche al viaggio di Matteo Renzi in Arabia Saudita per partecipare alla Future Investment Initiative, ribattezzato la Davos del deserto, in piena crisi di governo ed elogiando un Paese dove le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno. E a sferrare l’attacco più netto è il leader di Azione, Carlo Calenda. Con un thread su Twitter, l’ex ministro dello Sviluppo Economico ha messo in discussione la “credibilità” di Renzi nel caso in cui dovesse ricoprire, in futuro, incarichi istituzionali.

“Qui solo qualche giorno fa avevo ricordato con orgoglio il coraggio di Renzi a San Pietroburgo nel ricordare a Putin i diritti delle minoranze e i valori democratici – ha scritto Calenda dal suo profilo ufficiale – Ritengo che per quanto si possa essere su fronti opposti non si debbano mai disconoscere i meriti oggettivi. E tuttavia con la stessa nettezza voglio dire che ritengo inaccettabile che un senatore della Repubblica pagato dai cittadini vada in giro per il mondo a fare il testimonial di regimi autocratici dietro pagamento di lauti compensi. Prendere soldi da governi di Paesi stranieri mentre eserciti ancora un’attività politica è inaccettabile. E sono per primi i liberali a doverlo dire con nettezza. Si tratta di una cosa semplicemente immorale e pericolosa. Con che credibilità Renzi potrebbe in futuro ricoprire il ruolo di ministro degli Esteri o sedere nel Copasir o influenzare la politica estera dopo aver preso soldi personalmente dall’Arabia Saudita?”.

Il deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della commissione Esteri alla Camera, Pino Cabras, ha annunciato di aver “presentato un’interrogazione al Governo per sapere come sia possibile che il leader di un partito che fino a pochi giorni fa esprimeva ministri e sottosegretari possa al contempo ricevere compensi da uno Stato straniero. Forse non c’è alcun reato, ma chi svolge un ruolo così delicato da poter determinare una crisi di governo in Italia non può essere, contemporaneamente, consulente a pagamento di un altro Stato. Deve essere al di sopra di ogni sospetto, anche perché in Italia le crisi di governo hanno spesso aperto la porta a forze straniere interessate a una svendita dei nostri asset strategici”. L’interrogazione ha però creato alcuni problemi per i vertici M5s perché arrivata mentre si cercano di riaprire le trattative per il Conte ter ai renziani. “L’interrogazione di Cabras? E’ una sciocchezza. Si è preso i tipici 15 minuti di notorietà, che possiamo già archiviare“, hanno dichiarato all’agenzia Adnkronos.

L’eurodeputato ex M5s, Ignazio Corrao, oggi nel gruppo dei Verdi, si è scagliato contro il leader di Italia Viva che ha detto di vedere in Riyad “le condizioni di un neo-rinascimento“: “Renzi in piena pandemia fa cadere il governo del suo Paese e vola in Arabia Saudita per una conferenza (pagato 80mila dollari all’anno) in cui dice che il Paese campione di violazioni di diritti umani è il luogo del nuovo rinascimento. Daje Matt, riesci a farci vergognare sempre!”, ha scritto su Twitter.

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