Domani i giornalisti de Il Sole 24 Ore, dell’agenzia Radiocor e di Radio24 saranno in sciopero. Anche l’emittente del gruppo ha deciso oggi di unirsi alla mobilitazione in solidarietà nei confronti dei tre colleghi collocati in cassa integrazione a zero ore in seguito alla chiusura della testata mensile “IL”. “Anche la redazione di Radio 24 esprime preoccupazione per l’indisponibilità da parte dell’azienda a trovare un qualsiasi accordo con la rappresentanza sindacale. Si tratta di una misura senza precedenti nella storia del Sole 24 Ore, che aveva invece visto sinora procedere al riassorbimento nelle redazioni di tutti i colleghi occupati nelle testate e iniziative editoriali chiuse negli anni”, si legge nel comunicato del Comitato di redazione. L’azienda infatti sta portando avanti la procedure per le cig, incurante delle proteste del corpo redazionale.

Lo sciopero, che fa seguito a quello delle firme durato una settimana, si svolge nella giornata di Telefisco, il tradizionale appuntamento annuale de Il Sole 24 Ore per fare il punto sulle novità che hanno a che fare con norme e fisco italiano e a cui partecipano professionisti, esponenti del governo e dell’Agenzia delle Entrate. Molti dei giornalisti abitualmente coinvolti non parteciperanno all’evento che comunque avrà luogo. “Questo sciopero accade nel pieno di una crisi di governo e nel giorno di Telefisco, un momento essenziale per il dialogo tra la nostra redazione e il mondo dei professionisti. Per tutti noi è una rinuncia sofferta, ma assolutamente necessaria”, spiegano i Cdr di quotidiano, radio e agenzia in una nota congiunta.

Intanto il gruppo editoriale di Confindustria, fortemente critica con gli aiuti del governo erogati alle fasce di popolazione più in difficoltà in quello che il presidente Carlo Bonomi ha definito “Sussidistan”, sceglie di appoggiarsi ancora al sostegno pubblico. L’intenzione sarebbe infatti quella di estendere la cassa integrazione Covid anche ai giornalisti di Radio24. Nel 2020 l’emittente ha risentito del calo degli introiti pubblicitari legato alla pandemia ma negli esercizi precedenti aveva sempre raggiunto il pareggio o realizzato utili.

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