Il giorno prima dei festeggiamenti per il suo ventesimo compleanno Radio 24 non è in onda: l’emittente del gruppo editoriale di Confindustria trasmette solo repliche e musica. Il personale non giornalistico, infatti, è in sciopero per i mancati premi di produzione. Tecnici e assistenti ai programmi lamentano che, “da sempre percepiscono gli stipendi più bassi dell’intero gruppo Sole 24 Ore, sebbene nel corso degli anni abbiano assunto compiti, mansioni e responsabilità via via più estese”. E intendono astenersi dal lavoro anche venerdì, anniversario della nascita della radio, se dall’azienda non arriveranno aperture.

“Nel suo 20esimo compleanno – spiega il comunicato della Rsu – Radio24 ha un record in più da festeggiare. Non solo quello degli ascolti o della raccolta pubblicitaria: ci sono anche vent’anni senza incrementi retributivi o premi di produzione per il personale non giornalistico. Si tratta dei dipendenti che, da sempre, percepiscono gli stipendi più bassi dell’intero gruppo Sole 24 Ore, sebbene nel corso degli anni abbiano assunto compiti, mansioni e responsabilità via via più estese. Tutto quello che sentite in onda nasce qui – si legge ancora – tra centraliniste/i, segretarie, addette/i al web e al marketing, fonici, tecnici di bassa/alta frequenza e IT, personale amministrativo e assistenti ai programmi. Non di rado, svolgendo lavori di natura autoriale e/o giornalistica, consegnando ai conduttori programmi ‘chiavi in mano'”.

Il sindacato rivendica il comportamento e la pazienza mantenuti nel tempo: “In questi 20 anni Radio 24 ha visto aumentare ascolti e riconoscimenti. Chi da anni lavora in questa Radio nove ore e più al giorno sa a chi vanno i meriti. L’atteggiamento dei lavoratori è sempre stato paziente e collaborativo, dimostrando responsabilità e correttezza. Anche in anni in cui venivano riconosciute buonuscite da centinaia di migliaia di euro a figure apicali del gruppo, a fronte di risultati economici tutt’altro che positivi”.

Irricevibile, al contrario, viene giudicata l’offerta fin qui fatta dall’azienda: “Ci è stata prospettata, in termini non negoziabili, una proposta da noi giudicata inadeguata, molto distante da richieste che reputiamo assolutamente ragionevoli. Proprio in considerazione della delicata fase del Gruppo non abbiamo chiesto aumenti ma premi di produzione, la cui eventuale erogazione è collegata al conseguimento di miglioramenti nel bilancio della Radio. Non solo. A un anno dall’inizio dell’iter per attivare la possibilità di corsi di formazione e aggiornamento, da tempo attivi per altre categorie di dipendenti, non ci è ancora stata presentata alcuna opzione formativa concreta. Per tutte queste ragioni – conclude il testo – abbiamo deciso di indire uno sciopero proprio in queste giornate che avrebbero dovuto essere di festeggiamento. Da ultimo, naturalmente, buon compleanno alla nostra Radio. Nessuno più di noi ha il diritto di dirlo”.

La direzione aziendale, riferiscono fonti sindacali, ha manifestato sorpresa per la proclamazione dello sciopero e chiesto un “confronto urgente” in applicazione delle disposizioni dell’articolo 9 del Ccnl per i dipendenti di di imprese radiotelevisive private.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Classifica mondiale Facebook Top Newspapers, Il Fatto Quotidiano è al primo posto in Italia e dodicesimo al mondo

prev
Articolo Successivo

Facebook, Corte Ue: “Stati membri possono imporre la cancellazione di contenuti illegali. Vanno rimossi anche tutti quelli equivalenti”

next