Oltre mille turisti italiani avrebbero trascorso il Capodanno alle Maldive. E svariati altri connazionali sarebbero riusciti a raggiungere per le festività natalizie mete come Dubai e Zanzibar, nonostante i provvedimenti restrittivi emanati dal governo per contenere la diffusione del coronavirus. La denuncia è contenuta in un comunicato di Astoi Confindustria Viaggi, che rappresenta oltre il 90% del mercato del tour operating in Italia. Le statistiche dell’aeroporto intercontinentale di Malé, le testimonianze dei lavoratori presenti sul posto, le verifiche degli stessi collaboratori dell’Associazione che si sono recati legittimamente alle Maldive per lavoro: è l’insieme degli elementi di prova di un metodo “fai da te” che ha permesso a molte persone di raggiungere destinazioni extra UE per turismo, quando ciò era vietato. Facendo scalo in un aeroporto europeo come Parigi, Francoforte o Amsterdam e di lì proseguendo senza adeguati controlli.

“Il nostro non è assolutamente un attacco al ‘fai da te’ – spiega Pier Ezhaya, presidente Astoi – quello che chiediamo è che le regole siano uguali per tutti. Noi siamo stati fermi, abbiamo rispettato le regole. La nostra speranza è che al più presto tutti si possa partire, ma per questo stiamo insistendo affinché si apra un tavolo europeo per uniformare le regole”. Al momento l’associazione di categoria dei Tour Operator sta dialogando con il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo sulle criticità che il settore ha dovuto affrontare nel 2020, a causa della pandemia. Sul tavolo ci sono i ristori per tour operator e agenzie viaggio. “Gli aiuti hanno riguardato il periodo tra marzo e luglio, ma è rimasto scoperto quello da agosto a dicembre, diciamo la seconda parte dell’anno che è anche la più importante perché vale il 60% del fatturato annuo – continua Ezhaya – Ma il fronte che più ci preme è quello della ripresa, vogliamo riprendere a camminare con le nostre gambe”.

Il tema centrale è quello di aprire i cosiddetti “corridoi Covid-Free”, ossia consentire ai turisti di raggiungere alcune destinazioni extra UE considerate sicure per il basso tasso di contagi. Mete come Dubai, Zanzibar, Mar Rosso e appunto Maldive: qui le strutture sono aperte, ma i turisti italiani sono stati rimpiazzati da russi, polacchi e tedeschi. “La nostra proposta di corridoi è un po’ come il modello crociere – spiega Ezhaya – un tampone prima della partenza dei vacanzieri, anche il giorno prima, e un tampone al rientro, prima dell’arrivo presso la propria abitazione (come è stato fatto la scorsa estate per chi rientrava da Grecia e Spagna). In tal modo viene creata una bolla di sicurezza intorno al cliente, per evitare eventuali contagi”.

L’auspicio per Astoi è che, grazie anche alla campagna di vaccinazioni e all’arrivo della bella stagione, almeno da maggio si possa riprendere qualche rotta. “Adesso stiamo completando la grande operazione dei ristori per agenzie di viaggio, tour operator, operatori fiere e congressi, guide e accompagnatori turistici – commenta dal MiBACT il direttore generale Turismo, Flaminia Santarelli – Sono stati stanziati circa 600 milioni di euro con i vari decreti, sono rimasti da completare alcuni settori. Intanto cerchiamo di dare ossigeno alle imprese, in un secondo momento ci occuperemo senz’altro dei progetti per il rilancio. Le proteste sono comprensibili perché il turismo è in crisi, dipende dal momento complesso che stiamo vivendo per via del coronavirus”.

Per quanto riguarda il tema dei “corridoi Covid-Free”, l’attenzione del Ministero è alta: “Il nostro atteggiamento è propositivo, lavoriamoci su. Bisognerà però vedere anche come andranno le cose negli altri paesi – spiega Santarelli – a livello europeo sicuramente sarà più semplice trovare soluzioni perché ci stiamo muovendo in armonia. Per mete come Stai Uniti, Maldive, Estremo Oriente sarà più complesso. Ma ci stiamo già lavorando da ora, in modo che quando tutto si riaprirà saremo già pronti“. Poi, aggiunge Santarelli, “bisognerà anche valutare le tempistiche delle vaccinazioni di massa, ma comunque i primi scambi saranno sicuramente all’interno dell’Europa. Per gli altri paesi si troveranno soluzioni sempre nell’ottica della massima cautela”. “E non parlo solo dei turisti italiani in uscita ma anche di quelli stranieri in entrata”, conclude il direttore generale Turismo.

Memoriale Coronavirus

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