Partiamo dai numeri. Sul sito del Ministero della Salute è facile verificare le cifre sulla vaccinazione anti-Covid. Il dato aggiornato ad oggi lunedì 4 gennaio vede consegnate 469.950 dosi ma quelle effettivamente somministrate sono solo 118.554. Le Regioni con il peggior dato di vaccinazioni rispetto alle dosi disponibili sono il Molise e la Sardegna. Sono dati catastrofici: se pensiamo di affrontare la vaccinazione contro la pandemia in questa maniera non vedremo mai la fine rapida di questa triste situazione.

Nel resto del mondo, invece, corrono veloci. Israele, Usa e la stessa Germania – presa ad esempio solo per giustificare le chiusure totali (ma mai così restrittive come le nostre) – procedono con ritmo serrato ed organizzato.

Noi, non riusciamo neanche a stare dietro alle poche dosi consegnate. I numeri non mentono. Non ci possono essere scuse e tifi per i politici amici di turno. Non c’è il solito capro espiatorio da usare per distrarre il popolo bue. Qui non si gioca più. Non si possono più scaricare le colpe politiche sui cittadini. Gli unici, soprattutto quelli non garantiti da stipendi statali e assistenziali, che stanno sopportando sulle proprie spalle le difficoltà sanitarie ed economiche di questa pandemia.

E il danno maggiore lo continuano a creare proprio coloro che nascondono le incapacità evidenti di questo governo. Non si può criticare Giuseppe Conte e la sua gestione perché c’è la crisi. Ma la crisi se non la sai affrontare e non fai nulla per risolverà crei solo più danno.

E i numeri, ripeto, non mentono. Dire state tutti a casa e zitti era facilissimo per il governo. Il tutto serviva per nascondere le evidenti lacune del sistema sanitario e l’incapacità di certi personaggi, vedi Arcuri ad esempio uno e più che trino. Commissario di tutto e, a mio avviso, di nulla.

Se dopo una settimana non siamo in grado di somministrare le poche ma importantissime dosi in maniera completa è evidente che il sistema non funziona.

È evidente che se c’è qualcuno che solleva il problema non ora ma da prima che si arrivi a questo punto bisognerebbe ascoltarlo e ragionare. Invece no in Italia siamo ancora legati ai pregiudizi personali assurdi e mai visti prima. Una parte solita e organizzata della stampa e della televisione non fa altro che demonizzare chi cerca di prevedere, ragionare e trovare soluzioni concrete. Niente di questi argomenti non si può discutere. Si deve lasciare in pace Conte. Non si può toccare.

Come ricostruisce Libero, questo avviene mentre il premier appoggiato dai cinquestelle cerca di trovare i nuovi Scilipoti in sostegno della sua poltrona. Cose da vecchissima Repubblica. Cose che i grillini un tempo schifavano e denigravano.

Va tutto bene, della pessima gestione della pandemia non si può parlare.

Ma questa narrazione e queste omissioni, censure e distrazioni non possono più continuare per evidenti ragioni: la soluzione non può più essere la continua restrizione delle libertà personali, la politica del state tutti a casa è finita con l’arrivo del vaccino. Così come la demagogia e il populismo stanno per arrivare a scontrarsi con lo stesso vaccino.

Non ci sono più scuse. Non aver previsto un piano di vaccinazioni fa emergere – a mio parere – con forza le gravi responsabilità di questo premier e dei suoi amati ministri e commissari. Perché mentre il presidente Sergio Mattarella, in maniera precisa e puntuale, ha ricordato che vaccinarsi è un dovere, il Premier in conferenza stampa ha detto che il vaccino non sarà mai obbligatorio?

Davanti ai numeri di questa disorganizzazione, è chiaro che il vaccino dovrebbe essere fatto velocemente a tutta la popolazione. Ed è evidente che l’approccio grillino, molti dei quali sempre vicini ai no vax, non può andare bene di fronte a questa pandemia.

Non è pensabile che d’ora in avanti il governo possa continuare a scaricare sui cittadini tutte le responsabilità dei nuovi contagi e dei nuovi decessi.

Ogni giorno che passa senza la corretta e completa somministrazione dei vaccini disponibili sarà di esclusiva responsabilità del governo. Ogni azienda che chiuderà, ogni persona che morirà, ogni cittadino che avrà difficoltà ad andare avanti sarà imputabile alla pessima gestione della campagna vaccinale.

Non ci sono scuse. Non ci sono alibi. Non c’è Renzi cattivo e né commentatori scomodi.

In un Paese onesto intellettualmente, libero da conflitti e commistioni fra giornali, potere e media, ci sarebbe un’indignazione popolare. Ed è per questo che bisogna alzare la voce ed aprire gli occhi ai distratti e alle menti libere: stiamo andando verso una crisi economica senza precedenti. E in un momento dove i soldi europei devono essere spesi bene e con lungimiranza, il rischio è ancora più grande. Per questo il governo deve essere subito cambiato.

Non c’è più tempo da perdere. Togliere subito incompetenti, saccenti e narcisisti.

Il vaccino sarà la cura per tutto. La scienza non può essere fermata dal tifo politico.

Si potrà criticare Renzi quanto si vuole ma la realtà non verrà fermata da falsi racconti o da pseudo giornalisti. Ci spieghi Conte e Speranza perché le vaccinazioni procedono così lentamente e soprattutto come sono organizzate. Si scordino che i cittadini possano ancora sopportare restrizioni: il tempo di riprendersi le proprie vite è adesso, così come ha ricordato Mattarella.

Basta criminalizzare, giovani, discoteche, cene in famiglia, sport, cultura, ristoranti, bar, e imprese.

Ora i cittadini pretendono vaccinazione capillare e veloce. E la soluzione contro chi non si vorrà vaccinare è semplice: deve stare a casa. Perché se è vero che siamo stati costretti a stare a casa per tutelare la salute pubblica è vero anche che se non ti vaccini non potrai uscire.

Vogliamo essere liberi nel rispetto degli altri ma non possiamo più sopportare le stupidità, l’ignoranza, incapacità la mediocrità del prossimo e di chi ci governa.

Questi a mio avviso sono i fatti. I molti che ancor oggi non si vogliono vaccinare magari usano altre sostanze, fumano o bevono o mangiano schifezze. Ed allora subito il vaccino per tutti. A casa il governo.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scuola, il governo rinvia la riapertura delle superiori a lunedì 11. Scontro in Cdm, poi la mediazione. Nel decreto le misure post-festività

next
Articolo Successivo

Marco Formentini, le polemiche sono fuori tempo massimo

next