Amiche, ma soprattutto amici, del FQMagazine per questo Capodanno in solitaria abbiamo pensato a voi. Si tratta della lettura sperimentale e dell’applicazione empirica di ciò che è scritto, ma soprattutto disegnato, su un libro che s’intitola Club Godo (L’Ippocampo). Forse il sottotitolo vi stimolerà ancor di più: Una cartografia del piacere. La copertina del resto non supererebbe il visto censura del Mibact, tutta zeppa di bocche, lingue e mani. Il saggio l’ha scritto la francese June Plà quando poco tempo fa “ha cominciato a trovare il sesso noioso” e per rimediare si è messa a fare disegnini anatomici delle parti intime e di goderecci incursori cercando di spiegare ai suoi partner “che nella vita c’è molto di più della semplice penetrazione”.

Così le sue cosiddette “scoperte”, quindi proprio una sorta di sperimentazione del piacere sul proprio corpo e su quello dei/delle partner, giorno per giorno, instancabile, come un fabbro in officina, come un’operaia alla pressa, sono prima finite su Instagram – riscuotendo un seguito mastodontico e sorpreso – e infine sul libro che abbiamo – e che potrete in un amen avere tra le mani. Vulva e pene, insomma, finiscono ai raggi x, un “dietro le quinte” che è prima di tutto atto supremo masturbatorio e, nel caso, gesto altruistico di donazione del godimento al partner escludendo la solita, sempiterna, barbosa penetrazione vaginale (missionario o meno).

Detto questo, non c’è nulla di vagamente pruriginoso, di stupidamente spettacolare in Club Godo, anzi. Il succo dell’operazione divulgativa sta proprio nei disegni. Manine avvolgenti che esplorano meandri sconosciuti, lingue che avvolgono nuovi spazi inesplorati, bocche improvvisamente voraci ma non più di timballi e cotechini del Natale. Metà volume è dedicata ad un po’ di conoscenza generale dei nostri genitali, alle problematiche sull’erezione e sull’anorgasmia, al diradarsi di dubbi attorno a quesiti epocali come “lei finge?”, a qualche curioso aneddoto di cura del proprio benessere psicofisico.

La seconda metà invece è proprio il cuore del discorso, l’arcobaleno del piacere, i fuochi d’artificio per l’anno nuovo e per i secoli a venire. Prima “La passere istruzioni per l’uso” e poi “Il pene, applicazioni pratiche” diventano l’abc di una stimolazione elettrizzante dell’ignoto spazio profondo che pensavamo, siamo sinceri, ci mettiamo a nudo, non esistesse. “Toc toc”, “Duck Face”, “Una shakerata al glande”, “Vestiboliamo”, “Capitan Uncino”, sono solo una minima parte di pratiche masturbatorie con protagonista la vulva sia per chi è da solo ma soprattutto in compagnia che potrete applicare subito e senza bisogno di ricette mediche o attrezzi impossibili. Nella sezione vaginale, tra l’altro, ci sono due pagine abbondanti su come si fa perbene un cunnilingus o come si può provare a squirtare in santa pace. Anche per il pene ci sono incredibili novità. “I denti dell’amore”, “Lo spremiagrumi”, “Fin qui e non oltre”, “Battilingus”, tra i mille disegni con istruzioni, perché si sa che se ogni vulva può essere un mondo misterioso di stimolazioni a sé, anche i peni in fatto a fantasie e zone erogene spesso non scherzano. L’importante, dice June, è non avere fretta, non essere impazienti, non pretendere che tutti i disegni del libro portino a un risultato. Il “Cucù” non andrà bene a tutte, come il “footjob” non andrà bene a tutti. Insomma, sperimentate, datevi da fare, esplorate. Chissà magari non vi accorgerete nemmeno che è scoccata la mezzanotte e che vi è saltato il brindisi in diretta tv con il trenino di Amadeus.

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