In tempo di pandemia si suggerisce di evitare i rapporti sessuali, per il possibile contagio tramite le vie aeree, ma non l’autoerotismo. Risulta quindi interessante riflettere su questa pratica. La masturbazione è spesso demonizzata, viene vista come una pratica immorale e dannosa, specialmente se riferita alle donne che, ancora oggi, si rifiutano di praticarla o provano vergogna se ammettono di farlo.

A causa dei diversi tabù e falsi miti che circolano intorno all’autoerotismo, il tema è affrontato molto spesso in maniera poco chiara. L’educazione sessuale, in famiglia o a scuola, è carente e spesso risulta fuorviante e fa ben poco per aiutarci a capire cosa sia la masturbazione, dandole la giusta collocazione nella nostra vita. Ancor di più in questo periodo storico: se il sesso in tempo di pandemia rimane un concetto complesso e quasi inesistente, non resta che percorrere ed approfondire la strada dell’autoerotismo, pratica sessuale capace di restituire il buonumore (grazie all’ormai noto fenomeno del rilascio delle endorfine) ed agire sul sistema immunitario, grazie al legame fra orgasmo e benefici sulla salute psico-fisica dell’individuo.

Ma non solo, la stimolazione dei genitali è la prima forma di conoscenza del proprio corpo ed anche la Was (Associazione Mondiale della Salute Sessuale) ha sottolineato l’importanza di questa pratica nello sviluppo psicosessuale individuale, come forma di conoscenza e di educazione al piacere, nell’ottica del benessere sessuale individuale e di coppia. Ebbene sì, la masturbazione è parte della sessualità della coppia perché permette di comprendere quali siano le reazioni del corpo agli stimoli sessuali, rendendo il sesso più piacevole anche in due. Ricordiamo, infatti, che l’intimità nella coppia dovrebbe essere coltivata scoperta e riscoperta a seconda delle preferenze personali.

Spesso può accadere che non si sappia cosa ricercare in un rapporto sessuale e non si conosca il proprio modo per raggiungere un orgasmo (questo accade specialmente nelle donne, le quali, purtroppo, vivono maggiormente lo stigma rispetto all’autoerotismo), come ci mostra la divertente serie Sex Education: una delle protagoniste, Aimee, ci insegna che scoprire cosa dà veramente piacere è una ricerca che va approfondita in solitudine. Dunque, possiamo affermare che la masturbazione sia un comportamento trasversale nei sessi e nelle diverse fasce di età, nei single e nelle coppie. Esiste una sessualità relazionale e una sessualità individuale, entrambe hanno una loro specificità e non sono assolutamente in contrasto, né tantomeno la masturbazione deve essere vista come un’azione compensatoria rispetto a una sessualità di coppia insoddisfacente.

Inoltre non esistono dati scientifici che mostrano una relazione tra attività masturbatoria e qualsiasi tipo di conseguenza negativa sulla salute generale. Le minacce di cecità, di crescita di peluria sui palmi delle mani e altri ancora sono stati i deterrenti proposti nel tempo per controllare la sessualità, vista come un forte detonatore individuale e sociale.

In conclusione, questo post vuole essere un invito, in epoca di pandemia, a prendersi cura di se stessi, a riscoprirsi e a godere del piacere della solitudine.

Con la collaborazione della dott.ssa Francesca Vannucchi

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