Durante le festività servono “dobbiamo fare tutti gli sforzi” per iniziare il nuovo anno con un numero di contagi “più basso dell’attuale” perché “è troppo alto”. Serve, insomma, essere “attenti” e “rigorosi” nel rispetto delle misure. La situazione epidemiologica, infatti, “rimane grave”. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza avvisano riguardo i rischi che un “rilassamento” nel periodo natalizio possa generare nelle settimane successive. Con il Paese che entrerà nei giorni di festa con un’incidenza “ancora molto elevata” e “lontana dai livelli che permettono il ripristino della fase di contenimento”, i vertici di Iss e ministero invitano alla prudenza.

“Le festività in altri Paesi dimostrano che, se ci rilassiamo un po’, si verifica subito una crescita dei casi. È un Natale Covid: bisogna viverlo in maniera diversa nel rispetto dell’affettività, ma non nella maniera a cui siamo tradizionalmente abituati – dice Brusaferro – Serve grande cautela, bisogna muoversi poco ed evitare momenti conviviali con molte persone. È importante che questo sia un Natale Covid”. E ha sottolineato: “Incontrarci in tanti è un problema anche se siamo congiunti, ma viviamo lontano. È chiaro che i pranzi di decine di persone non sono eventi da programmare. I contatti senza mascherina e senza distanziamento aumentano la probabilità di diffusione del virus”. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità spiega che “dobbiamo ridurre il più possibile il numero di nuovi casi”. E quindi durante le feste “dobbiamo fare tutti gli sforzi per fare in modo che quando si riprendano le attività a gennaio si abbiano un numero di nuovi casi significativamente più basso dell’attuale: ora è troppo alto”.

Rispondendo a una domanda sull’allentamento delle misure – in particolare lo spostamento tra Comuni nei giorni superfestivi – Brusaferro sottolinea che i comportamenti individuali, le limitazioni dei movimenti delle persone e delle fasi di aggregazione “sono efficaci nel ridurre la trasmissione del virus e quindi più le adottiamo e meglio è”. Quindi nelle prossime settimane è “importante essere attenti e rigorosi nel rispetto di queste misure” perché “questa incidenza la dobbiamo abbassare proprio per poter ripartire il prossimo anno”. “In questa fase particolarmente critica la ripartenza è difficile”, sottolinea.

Per Natale, Santo Stefano e Capodanno, i più a rischio con pranzi in famiglia e tra amici, e sul divieto di mobilità tra comuni tornata in discussione, Rezza ammonisce: “Serve una ‘bolla’ il più stretta possibile”. Quindi ha spiegato: “Se dovessi essere estremamente pragmatico, direi di portare la mascherina anche dentro casa e di stare a un metro di distanza. Quando si mangia, ci si toglie la mascherina e ci si tiene a un metro di distanza. Se lo mettessi nero su bianco su una rivista, magari farebbero ironia. Ma pragmaticamente darei questa risposta”. Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute ha anche sottolineato che l’arrivo delle prime fiale del vaccino non coincideranno con un ritorno alla normalità: “All’inizio saranno poche dosi – spiega – I problemi non saranno risolti”.

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