“La decisione più difficile in alcune situazioni è la più sicura”. Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus, nelle settimane in cui tutta Europa pensa a come allentare le misure ma tenere sotto controllo i contagi in vista del Natale, spiega chiaramente che la “decisione più difficile” è quella di non riunirsi per celebrare in famiglia le feste. Dunque, la decisione più saggia sarebbe quella di non fare né pranzi né cene coi parenti per contenere la diffusione del coronavirus. “Noi faremo così – dice -. Poi troveremo modi per celebrare” davvero “quando tutto sarà finito”.

“Se ci si sposta, si viaggia, ci si mischia, i casi di Covid-19 aumenteranno lì dove c’è una trasmissione significativa del virus e non c’è un solido programma di tracciamento, isolamento e quarantena“, ha proseguito il direttore per le emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, Michael Ryan, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa a Ginevra. “Non c’è un rischio zero in un quadro in cui i casi sono in aumento, ma dobbiamo essere chiari: questo virus ha bisogno di persone per trasmettersi”, ha aggiunto Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità per il coronavirus.

“Certo – ha aggiunto Ryan – una maggior apertura genera gioia nella popolazione in un momento in cui c’è bisogno di gioia. Ma la scienza è chiara. Solo che ogni governo deve bilanciare il rischio epidemiologico con quello economico e sociale. E la frustrazione della popolazione è elevata. A noi spetta dare indicazioni chiare dal punto di vista scientifico”, poi la decisione sta alla politica. “In alcune situazioni e in alcuni Paesi la decisione più difficile sarà la più sicura. E la possibilità di connessioni virtuali ci darà la possibilità di celebrare comunque le feste di fine anno – ha aggiunto l’esperta – Troveremo modi per celebrare” davvero “quando tutto sarà finito”.

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