Ultima puntata dal retrogusto amaro per “Tale e Quale Show”. Nel corso della trasmissione Sergio Muniz ha imitato Ghali. Per farlo si è affidato a un trucco marcato, più scuro del suo colore di pelle. Una scelta per niente apprezzata dall’artista italiano con origini tunisine, che ha tirato in ballo uno spunto di riflessione importante e non banale: la blackface. Quando si parla di blackface, si fa riferimento ad uno stile di trucco che consente a una persona caucasica di assumere i connotati riconducibili a uomini e donne di pelle nera. Si tratta di una pratica nata nel 19esimo negli Stati Uniti, che è stata retaggio dello schiavismo e del colonialismo, e quindi largamente ritenuta offensiva.

Ora Ghali attacca la trasmissione proprio per l’uso del trucco più scuro usato per la sua imitazione. Queste le sue parole su Instagram: “Non c’è bisogno di fare il blackface per imitare me o altri artisti. Potrete dire che esagero, che mi devo fare una risata o che non si vuole offendere nessuno, lo capisco. Ma per offendere qualcuno basta semplicemente essere ignoranti, non bisogna per forza essere cattivi o guidati dal’odio. Si può anche essere belle brave persone e non sapere che la storia del blackface va ben oltre un semplice make up, trucco o travestimento”.

Non è la prima volta che la trasmissione viene accusata di blackface. Già in passato nel programma di Carlo Conti sono stati interpretati molti artisti neri: da Aretha Franklin a Beyoncé, fino a James Brown. Tutti con un trucco marcato. Ogni volta è esplosa la polemica sui social. Ma è successo anche il contrario, quando Karima Ammar si è truccata con un trucco più chiaro per interpretare artiste bianche come Carmen Consoli o Amy Winehouse. Carlo Conti era già intervenuto in merito: “Ci tengo a sottolineare che qui a Tale e Quale facciamo tutti i grandi artisti. A noi non interessa il colore della pelle o la loro religione. Per me noi sono celebrazioni di grandi artisti”.

Proprio perché la blackface è diventata una pratica usuale a “Tale e Quale Show”, Ghali ha deciso di metterci la faccia per chiedere alla trasmissione di Rai1 di smetterla. Lo ha fatto pubblicando degli articoli internazionali che condannano l’usanza del programma: “Non facciamo una bella figura né con chi è meno superficiale in questo Paese e nemmeno con chi ci guarda da fuori. Ci sono tante caratteristiche che si possono riprodurre ed imitare in un personaggio. È la seconda volta che mi emulate in questo modo, dipingendo la faccia oltre a fare commenti usando luoghi comuni e paragoni su aspetto fisico e bellezza. Non mi sono offeso, davvero. Ma nemmeno ho riso. Bastava l’autotune e un bel look. Perché il blackface è condannato ovunque specie in un anno come questo, in cui gli avvenimenti e le proteste sono stati alla portata di tutti”.

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