Sembra chiaro che questo virus in qualche modo può influire in certi casi sulle nostre capacità mentali a medio e a lungo termine. Molte persone lamentano una sorta di nebbia mentale, difficoltà di concentrazione, difficoltà di memoria, stanchezza, anche a mesi di distanza dal giorno in cui sono dichiarate ufficialmente guarite“. Lo spiega a “Dimartedì” (La7) la biologa Barbara Gallavotti, che aggiunge: “Questi strascichi sembrano riguardare una persona su 20, soprattutto tra quelli che hanno manifestato la malattia non in maniera particolarmente grave. E sono spesso persone giovani, con un’età compresa tra i 18 e i 49 anni“.

L’autrice di “Superquark” puntualizza: “Il virus potrebbe avere la capacità di infettare direttamente anche le cellule nervose e quelle del cervello, ma non c’è nessuna prova definitiva che lo dimostri. Del resto, l’operato delle cellule nervose in qualche modo può essere indebolito e reso non ottimale da qualcosa che potrebbe essere provocato da quell’infiammazione messa in atto dal nostro organismo nel tentativo di difendersi dal virus. Ma si può trasformare in un vero e proprio fuoco amico che può creare problemi a diversi organi, forse anche al cervello. La buona notizia è che, qualunque sia la causa, probabilmente non si tratta di un effetto permanente“.

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