Entra nella storia come il primo “second gentleman” degli Stati Uniti, ancor prima che vi sia un ‘first gentleman‘. Ed è inoltre la prima persona di fede ebraica, nel quartetto formato dal presidente, il suo vice e i loro coniugi. È Doug Emhoff, marito della neo eletta vice presidente degli Usa Kamala Harris, sempre al suo fianco durante la corsa per la Casa Bianca. Alla notizia della vittoria ha postato una foto su Twitter in cui sono abbracciati e ha scritto: “Orgoglioso di te”.

Nato a New York, il 56enne Emhoff è cresciuto in California, dove è diventato avvocato. Da agosto è in aspettativa, ma ora che sua moglie è diventata vice presidente è improbabile che possa riprendere la sua carriera, durante la quale si è trovato anche a difendere interessi di grandi società. È stato sposato per 25 anni con Kerstin Mackin, produttore cinematografico di Hollywood, con la quale ha avuto due figli, Cole ed Ella, così chiamati in onore di Cole Porter ed Ella Fitzgerald.

Dopo il divorzio, Emhoff ha conosciuto Kamala Harris, che allora era procuratore generale della California, in un ‘appuntamento al buio’ organizzato dai colleghi. I due si sono sposati nell’agosto 2014, rompendo i bicchieri sotto il baldacchino, secondo il rito ebraico. Lei è al primo matrimonio e i due sono una coppia molto affiatata, in buoni rapporti con la prima moglie e i figli di lui.

Emhoff ha sostenuto la moglie durante la sua campagna per diventare senatore, ma è sceso in campo più seriamente solo quando lei ha tentato la corsa alla nomination e soprattutto quando lei è stata scelta in agosto come ‘running mate’ di Biden. Nel 2019 aveva fatto sensazione il video di Kamala e il marito che ballavano e si baciavano su un carro del gay pride a San Francisco, che lui stesso lo ha diffuso su twitter.

Doug è una presenza costante a fianco della moglie. Quando gli è stato chiesto qual è il suo ruolo, ricorda il Washington Post, ha detto: “faccio quello che ho sempre fatto: sostengo Kamala, sono qui per lei, la amo, le dò tutto il sostegno di cui ha bisogno”.

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