“Le utilizzano come immagine-profilo sui social. Le postano in home, sui loro siti. I loro uffici stampa le mandano addirittura a tv e giornali, senza pagare”. Carlo Carino, fotoreporter e responsabile dell’agenzia fotografica Imagoeconomica al telefono con Ilfattoquotidiano.it tenta una summa di tutti i “furti” che negli anni l’archivio digitale della sua agenzia ha subito da parte del mondo della politica. Poi perde il conto: “Sono troppi”, ammette. Ritenta: “Il primo che mi viene in mente è Gian Luca Galletti (Udc), ex ministro dell’ambiente nel governo Renzi, che ha utilizzato le nostre fotografie sui suoi social e quando abbiamo provato a scrivergli, facendo anche contattare il ministero dell’Ambiente dal nostro avvocato, ci siamo scontrati con un muro di gomma. Ma non è mica una novità: 9 su 10 non rispondono mai“. Da quanto racconta Carino il sistema di “taccheggio” digitale delle fotografie è abbastanza identico a se stesso da sempre: tutto parte dai giornali abbonati all’agenzia, che utilizzano sui loro siti legittimamente le fotografie, le quali però finiscono poi su Google. Ed è a quel punto che politici e uffici stampa, ignorando (deliberatamente?) la scritta “le immagini potrebbero essere soggette a copyright” se ne impadroniscono, riutilizzandole senza pagare i diritti.

“Con Fratelli d’Italia – continua Carino – abbiamo una causa aperta per 10 fotografie: una ritrae Salvini, Meloni e Toti vicini ed è dappertutto. Siamo per vie legali anche con la Lega, anzi con il suo organo di stampa, Il Populista, con cui due settimane fa (13 ottobre ndr) c’è stata l’ammissione delle prove in tribunale: ci siamo presentati con quasi 100 foto rubate. C’è il sito del partito radicale che se n’è impadronito varie volte, Adele Gambaro del gruppo misto che ha pubblicato le nostro foto, senza mai risponderci e senza pagare mai. Così come il consigliere regionale del Lazio Adriano Palozzi (ex Fi), il senatore Massimo Mallegni di Forza Italia e il presidente di Copasir, Raffaele Volpi della Lega”. Addirittura, continua Carino, “la ministra in carica per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti di Italia Viva, ce ne ha sottratta una, utilizzandola come foto-profilo di Facebook, non appena si è insediata al ministero e quando l’abbiamo contattata, guardandosi bene dal risponderci, ha semplicemente cambiato foto, dopo un mese che la utilizzava senza pagarla”. Nel mare magnum della politica e del web, sembrano uscire puliti dall’elenco delle ruberie fotografiche il Movimento 5 stelle e il Pd che, riferisce Carini, “hanno abbonamenti attivi e utilizzano le foto pagandole”. “Uno pensa che tutto quello è su internet è gratis – conclude Carino – ma Imagoeconomica ha 13 fotografi che lavorano e questi continui saccheggi, con conseguenti cause legali, finiscono per essere un bagno di sangue costante”.

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