Dopo il forte rimbalzo del terzo trimestre, il rischio “concreto” nell’ultimo scorcio dell’anno è che a causa della forte incertezza legata alla seconda ondata di Covid si inneschi un “circolo vizioso” tra bassi consumi, aumento del risparmio, “caduta della domanda aggregata e dei redditi“. Rischio che potrebbe “frenare la ripresa“, o addirittura interromperla se le misure restrittive dovranno essere rafforzate. A lanciare l’allarme è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco alla Giornata del Risparmio. “In una fase come quella attuale, dominata dall’incertezza e dalla debolezza della congiuntura, l’aumento della propensione al risparmio, se non si accompagna a un’adeguata ripresa degli investimenti e dell’attività produttiva può causare una diminuzione della domanda aggregata e dei redditi, alimentando, a sua volta, una ulteriore crescita delle intenzioni di risparmio per motivi precauzionali e innescando, così, un circolo vizioso”.

Il problema è strettamente legato alla mancanza di “visibilità” sull’evoluzione della pandemia e i tempi di disponibilità di vaccini e terapie. E riguarda tutta l’Eurozona: il rapporto tra risparmio e reddito disponibile lordo è raddoppiato nell’intera area dell’euro portandosi su valori anche superiori a quelli del nostro paese. Il rischio di finire in questa spirale è confermato dalle indagini condotte dalla Banca d’Italia tra la fine di agosto e l’inizio di settembre: la volontà di risparmiare appare diffusa anche tra i nuclei che non si attendono cali del proprio reddito. E martedì l‘Istat ha attestato che il clima di fiducia dei consumatori è in calo, “con un diffuso e marcato peggioramento delle opinioni relative alla situazione economica generale e alla tendenza della disoccupazione, mentre meno negative risultano le valutazioni sulla situazione personale”. Non a caso la Confesercenti prevede che “la seconda ondata e le restrizioni varate per le imprese bruceranno quasi altri 10 miliardi di consumi”. L’effetto negativo, secondo i negozianti, “non investe solo le imprese interessate dai provvedimenti di chiusura o limitazione delle attività sanciti dall’ultimo dpcm. A soffrire la seconda ondata sono moltissimi comparti, dall’intermediazione al commercio, troppi dei quali rischiano di rimanere esclusi dai sostegni previsti dal Dl Ristori”.

Visco ha suggerito che la “il sistema degli ammortizzatori sociali può essere rivisto per accrescerne la copertura, la semplicità di accesso e l’equità. In prospettiva, nella misura in cui le condizioni macroeconomiche lo consentiranno, gli interventi straordinari a difesa delle posizioni lavorative potranno essere progressivamente ridotti e circoscritti ai comparti più colpiti dalla crisi, tenendo anche conto delle esigenze per le imprese più sane di poter riorganizzare la propria attività in risposta al mutamento delle prospettive socio-economiche”.

Il sostegno all’economia comporta inevitabilmente nuovi aumenti del debito pubblico, che “è sostenibile”, garantisce Visco, “ma la sua permanenza su livelli elevati ci lascia esposti ai rischi, e ai costi, derivanti da tensioni sui mercati finanziari o da nuovi shock economici. Il conseguimento dell’obiettivo indicato dal Governo presuppone l’utilizzo efficace dei fondi presi a prestito per far fronte alla crisi, nonché di quelli messi a disposizione dai programmi europei. Non si può prescindere da uno sforzo notevole, ma alla portata del Paese, per accrescere l’innovazione e la capacità produttiva, gli investimenti cui destinare nei modi più sicuri e sostenibili il nostro risparmio, le possibilità di impiego offerte dalla nostra economia e la partecipazione al lavoro, in particolare dei giovani e delle donne”.

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