Siamo indignati, schifati e rammaricati di come la parola “rispetto” venga a mancare davanti al denaro”. Inizia così il post di sfogo di Luca Argentero che, insieme alla compagna Cristina Marino, ha deciso di non tacere e anzi, di attaccare dopo che la foto di sua figlia, la piccola Nina, è stata pubblicata: “Siamo disgustati nel vedere come i direttori di due giornali permettano che la faccia di una neonata venga pubblicata… È immorale venire meno alla volontà di un genitore, è in altrettanto modo illegale postare il viso riconoscibile di un minore… Io e la mia compagna avevamo deciso di tutelare la cosa più preziosa che abbiamo. Siamo sicuri che l’avidità e la superficialità verranno punite nelle giuste sedi!”. L’attore fa riferimento ad alcune foto della piccola pubblicate sul settimanale Oggi e ancora prima sul settimanale Chi. E la compagna Cristina Marino, è ancora più furibonda: “Soprattutto avevamo deciso di fare un po’ come caz*o ci pare in qualità di madre e padre. Di fare in modo giusto e idoneo con l’immagine di nostra figlia. Non bastano due pixellini sul viso per non rendere riconoscibile un minore. Nostra figlia in queste foto si vede bene. Ci sentiamo privati del diritto di decidere se pubblicare le immagini di nostra figlia o no”. Queste le sue parole in alcune stories, nelle quali i due fanno vedere il volto della piccola Nina: “Ora capiamo come mai tanti personaggi pubblici scelgono di pubblicare le foto dei loro figli, forse per evitare un accanimento e quindi vi presentiamo la piccola Nina sperando che vi venga voglia di comprare una copia in meno e che ci sia meno speculazione”. E ancora, Argentero: “Sappiamo che ci sono cose magari più gravi che in questo momento ma è grave tutto quello che ti tocca da vicino e Nina è stata schiaffata su due giornali, Chi due settimane fa e Oggi adesso”. L’attore si rivolge poi ai direttori delle due riviste, Alfonso Signorini e Umberto Brindani, dicendo che hanno deciso loro al posto dei genitori di mostrare il volto di un minore. “E che se parlerà nelle sedi opportune”.

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